Questo inizio di 2025 sta dando grandi soddisfazioni ai forex trader. Erano anni che non si vedevano movimenti direzionali così facili da leggere sui cambi d’altronde, con un dollaro così forte, non è facile per le altre valute resistere. Dopo la débâcle dell’euro, ecco che la sterlina promette di essere la nuova vittima del biglietto verde.
Dalla scorsa settimana è infatti partito un segnale ribassista sul cambio sterlina/dollaro (denominato cable), dopo che le quotazioni hanno violato il supporto di medio termine a 1,2330 dollari. Viste anche le preoccupazioni su inflazione e debito pubblico, gli operatori valutari non si sono fatti certo pregare e hanno cominciato ad imbastire strategie ribassiste sul cambio tanto da far registrare, nella seduta dell’8 gennaio, volumi di scambio record sul mercato delle opzioni (13,7 miliardi di sterline rispetto agli 1,7 miliardi del giorno precedente).
Per rendere l’idea, si tratta del volume maggiore dalla fine di settembre 2022, quando la sterlina crollò ai minimi di 1,03 contro il dollaro, dopo la disastrosa presentazione del famigerato <mini-budget> dell’ex primo ministro inglese Liz Truss. Insieme all’ammontare transato, ha impressionato che lo strike più trattato sia stato quello a 1,15 dollari, lasciando intendere che i grandi investitori istituzionali stanno puntando su una discesa significativa del cambio.
Rimanendo con i piedi per terra, gli operatori retail ritardatari possono invece valutare una strategia ribassista che punti a prendere parte di un’eventuale discesa più importante. Graficamente c’è un altro forte segnale ribassista che partirebbe in vaso di violazione di area 1,21 dollari e che ha come target, il minimo del 7 marzo 2023 a 1,182 dollari. L’operazione risulta particolarmente interessante perchè lo stop loss della strategia rimane stretto, a 1,2150 dollari. (riproduzione riservata)