Erano anni che non si vedeva una configurazione grafica «cup and handle» (tazza con manico) così pulita. Per di più sull'oro, e su un orizzonte temporale di base mensile. Per i trader sembra quasi troppo bello per essere vero perché se questo pattern dovesse svilupparsi le quotazioni del metallo giallo verrebbero proiettate verso i 2.900 dollari l'oncia. L'area spartiacque che una volta rotta dovrebbe dare il via al movimento tecnico è quella dei 2 mila dollari l'oncia e vista la dimensione del pattern grafico conviene aspettare la conferma di almeno un paio di sedute con chiusura giornaliera al di sopra della resistenza. I falsi segnali in sedute così volatili sono all'ordine del giorno e perciò conviene non avere fretta. Anche perché si sta parlando di target rialzisti importanti e mancare parte della salita a fronte di una maggiore sicurezza sulla partenza del movimento, può essere la mossa giusta. Tecnicamente, la configurazione a «tazza con manico» è partita con il massimo relativo segnato nell'agosto 2011 a 1.917 dollari l'oncia. Nei successivi quattro anni i prezzi dell'oro hanno registrato un atterraggio morbido verso i 1.000 dollari l'oncia, livello mancato di poco con il minimo del dicembre 2015 a 1.045 dollari. Da quel momento però, come per la discesa precedente, è cominciata una lenta risalita delle quotazioni tanto da ritrovare l'area dei 2.000 dollari nell'agosto 2020. Il livello tuttavia ha funzionato da resistenza e i prezzi del metallo giallo hanno nuovamente formato una conca (ma più piccola rispetto a quella precedente) dando vita al manico che completa la figura tecnica del «cup and handle». Sarà nelle prossime sedute, con la possibile violazione della resistenza dei 2 mila dollari, che si capirà l'evoluzione futura dei prezzi. A livello operativo, le attuali quotazioni, così ravvicinate ad una resistenza statica, permettono di operare sia a rialzo che a ribasso. Se un trader non crede nella bontà della figura tecnica potrà costruire già da oggi un'operazione ribassista sul metallo giallo con uno stop loss della posizione a 2.100 dollari, poco sopra il massimo storico di agosto 2020, a 2089.20 dollari. Il target dello short sarebbe nei minimi di periodo a 1.670 dollari. Se però si punta al rialzo dell'oro, spinto magari dall'acuirsi delle tensioni geopolitiche, come già anticipato, l'obiettivo si trova sui 2.900 dollari mentre lo stop loss andrà posizionato in area 1.790 dollari. Si tratterebbe di un'operazione che presenta un rapporto rischio/rendimento di 1:4 a favore del rendimento. Troppo interessante per non essere presa in considerazione. (riproduzione riservata)