
Più volte, proprio su queste colonne, si è messo in evidenza come l’industria dei certificati d’investimento esprima una grande capacità d’innovazione, proponendo strutture sempre più variegate, che offrono all’investitore una gamma sempre più ampia di soluzioni d’investimento disponibili. La classe che più di ogni altra ha beneficiato di questo continuo sviluppo è quella dei prodotti a rendimento cedolare, che rappresentano il vero anello di congiunzione tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria, con profili di rischio intermedi tra le due categorie più note e opportunità di rendimento che di volta in volta strizzano l’occhio all’una o all’altra asset class.
Una delle varianti più recenti dei certificati a rendimento cedolare è rintracciabile in sei Phoenix Autocallable quotati da Leonteq negli ultimi due mesi. La versione classica dei certificati con opzione di esercizio anticipato prevede che, quando si verifica la condizione per l’esercizio, lo strumento venga liquidato al suo valore nominale, maggiorato del premio di competenza e, in caso di effetto memoria, dei premi eventualmente accantonati nelle date di valutazione precedenti. Un primo sconvolgimento a questo schema è arrivato qualche tempo fa con i cosiddetti certificati “Accelerator” o “All Coupon”, introdotti in Italia da Banca Akros e poi successivamente replicati anche da altri emittenti: questi strumenti hanno stabilito che l’esercizio anticipato determini il pagamento di tutti i premi previsti dal prodotto, anche di quelli di competenza di date successive a quella di esercizio. In precedenza, quando un certificato veniva esercitato, smetteva di fatto di maturare interessi, mentre con gli Accelerator, il rimborso ha iniziato a includere anche le cedole future, con un meccanismo che potenzialmente può incrementare il rendimento medio del prodotto.
I nuovi certificati di Leonteq introducono ora un’ulteriore variante, che può essere apprezzata prendendo come esempio il certificato su Block, Nexi, Paypal: questo strumento ha una scadenza triennale (23 aprile 2027), accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di esercizio anticipato, che si attiveranno a partire da gennaio 2025. Già dallo scorso 28 maggio lo strumento ha invece iniziato a pagare una cedola mensile da 8,33 euro, pari allo 0,833% lordo del valore nominale, il 10% lordo su base annua. Questi premi saranno pagati ogni volta che i sottostanti coinvolti rispetteranno una soglia limite posta al 65% del rispettivo valore iniziale: in caso contrario, gli stessi saranno accantonati in virtù dell’effetto memoria. Come detto, a partire da gennaio 2025 si attiverà un’opzione mensile di esercizio anticipato: la condizione è standard e prevede che i titoli in gioco chiudano tutti a un livello almeno pari al 100% del rispettivo valore iniziale, ma l’ammontare del rimborso è innovativo e prevede il pagamento del valore nominale, del premio mensile di competenza, di quelli eventualmente in memoria e anche di un ulteriore importo pari allo stesso premio mensile moltiplicato per il numero di mesi trascorsi dall’emissione. Per esempio, in caso di esercizio a gennaio 2025, il certificato pagherà il premio mensile da 8,33 euro e una cedola per il rimborso pari a 74,97 euro (=8,33*9), essendo trascorsi nove mesi dall’emissione. Si tratta di una logica quasi opposta a quella degli Accelerator, dal momento che in questo caso la cedola per il rimborso sarà tanto maggiore quanto più lunga sarà stata la vita dello strumento. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre diversi scenari: a) se tutti i titoli chiuderanno a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale (1.000 euro), maggiorato dell’ultima cedola mensile (8,33 euro), di quelle eventualmente in memoria e di un premio finale pari a 299,88 euro (8,33*36), per i 36 mesi di durata dell’investimento; b) se almeno uno dei titoli chiuderà invece al di sotto del suo valore iniziale, ma nessuno al di sotto della barriera posta al 65% dello strike, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale, maggiorato dell’ultima cedola mensile (8,33 euro) e di quelle eventualmente in memoria, senza pagare alcun premio ulteriore; c) se almeno uno dei titoli chiuderà infine sotto la barriera, il certificato replicherà la perdita del titolo peggiore. (riproduzione riservata)