«Short da subito, ai primi segnali di abbandono dei supporti», è invece la view del trader Massimo Vita. «Segnali sconfortanti arrivano dalla stampa finanziaria estera, in grado di fare opinione all'interno della comunità finanziaria internazionale».
«La struttura di medio termine è deteriorata», ha aggiunto Emanuele Cecere, analista tecnico Siat. «Potrebbe esserci un'ulteriore spinta verso la resistenza dinamica che unisce i massimi di periodo estivi, ma per ora è difficile pensare che si vada oltre». A preoccupare per Cecere è Basilea 4: se ne inizierà a parlare da metà novembre. In vista la richiesta di un'ulteriore rafforzamento patrimoniale delle banche che tra l'altro seguirebbe le massicce dosi di iniezioni di capitali richieste in un passato non lontano. L'indice principale di Piazza Affari è fortemente condizionato dall'andamento dei titoli bancari che rappresentano una parte consistente del benchmark. La debolezza del comparto bancario, secondo Cecere, potrebbe quindi condizionare l'andamento dell'indice. Ma Cecere sottolinea anche un altro tema, quello relativo al tasso di cambio: è impensabile un mercato azionario tricolore brillante con un euro che si deprezza. Per tutto il 2015 Cecere vede comunque una sorta di pantano nel quale rimarrà invischiato l'indice.
Fin qui l'Italia. E l'America? L'S&P500, il benchmark, sta inanellando nuovi massimi giorno per giorno. Solo considerando il rialzo da metà ottobre, siamo sopra il 12%. Molti operatori si chiedono se non sia troppo tardi per salire sul carro dei rialzisti e se sia già arrivato il momento di shortare il forte ipervenduto. «Sul lungo c'è qualche perplessità», conferma Berizzi. «Difficile uscire da un trend rialzista così robusto, ma più si sale e maggiore deve essere la prudenza». Sul lungo termine il rialzo dei tassi Usa potrebbe portare a una frenata delle quotazioni e potremmo assistere a uno switch degli investitori internazionali dagli Usa all'Europa dove prosegue la politica monetaria espansiva con possibilità di rafforzamento. «Short senza alcuna esitazione sui primi segnali tecnici di cedimento», è infine l'opinione di Francesco Caruso analista di Cicli e Mercati. Il rialzo dell'S&P 550? «Sembra il volo di icaro», ha spiegato l'operatore finanziario. A preoccupare Caruso l'elevato livello di indebitamento sottoscritto per comprare azioni. Certo, i fondamentali americani sono buoni: i titoli Usa hanno rendimenti, tenendo conto degli utili, superiori al 5%, la disoccupazione è sotto il 6% (5,8%), la crescita annuale oltre il 2% quest'anno e intorno al 3% nel 2015. «Quando i valori sono sui massimi, i fondamentali sono sempre buoni», ha però obiettato Caruso. Quali invece i rischi possibili sui mercati? Per tutti a spaventare di più sono i tassi di interesse americani: una loro revisione al rialzo o una comunicazione aggressiva della Fed in questo senso potrebbe portare a significative correzioni. La variabile è quindi da tenere sotto stretta osservazione. (riproduzione riservata)