Nel corso delle ultime settimane, nonostante il negativo comportamento dei mercati azionari mondiali, il comparto bancario italiano ha fornito interessanti segnali di tenuta. L’indice Ftse Banks ha infatti compiuto un veloce balzo in avanti ed è risalito verso la resistenza grafica posta in area 8.450-8.550 punti. Il superamento di questa zona fornirà un’ulteriore dimostrazione di forza e può spingere le quotazioni a quota 8.700-8.730 prima e in area 8.970-9.050 in un secondo momento. Quest’ultima zona assume particolare rilevanza in un’ottica di medio termine in quanto rappresenta i massimi degli ultimi 6 mesi. Nella analisi che seguono è stato analizzato il quadro tecnico dei principali titoli bancari presenti sul nostro listino al fine di fornire alcuni spunti operativi validi per il trading di breve termine.
Banca Generali. Il titolo ha subito una brusca correzione che ha spinto i prezzi a ridosso di quota 24,50. Il quadro tecnico di breve termine è peggiorato: un eventuale recupero, alimentato dal forte ipervenduto, dovrà affrontare un duro ostacolo in area 26,75-27,10 euro. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa.
Banca Mediolanum. I prezzi si sono scontrati con la solida resistenza grafica posta in area 6,93-7 euro e hanno accusato una rapida correzione. La situazione tecnica di breve periodo appare contrastata: importante la tenuta del sostegno situato a ridosso di quota 6,20 in quanto può favorire una fase laterale di consolidamento e creare le premesse per un recupero. Prima barriera a 6,65-6,70 euro.
Banco Bpm. Il titolo ha strappato con decisione al rialzo e si è portato a ridosso dei 3 euro. La tendenza di breve termine è positiva e viene confermata dalla posizione long dei principali indicatori direzionali. Dopo una breve pausa di assestamento (pullback) sopra 2,70 è possibile un ulteriore allungo.
Bper Banca. I prezzi hanno compiuto un veloce balzo in avanti e sono saliti oltre quota 1,75. Il trend di breve periodo è rialzista: la tenuta del sostegno posto in area 1,65-1,64 può creare le premesse per un nuovo recupero, con un primo target a ridosso di 1,80. Pericolosa soltanto una discesa sotto 1,5950.
FinecoBank. Il titolo si è appoggiato all’importante sostegno grafico posto in area 11,70-11,65 ed è risalito verso i 12,80 euro. La situazione tecnica di breve termine appare costruttiva: da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout dei 13 euro potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale.
Intesa SanPaolo. I prezzi hanno subito una veloce correzione, innescata dal mancato superamento della solida resistenza grafica posta a 1,94 euro. Solo il breakout di quest’ultimo livello, confermato in chiusura di seduta e accompagnato da un incremento dei volumi, può fornire un chiaro segnale rialzista. Valido supporto a ridosso di 1,74.
Mediobanca. Il titolo prosegue nel suo andamento laterale al di sotto della barriera grafica posta in area 8,65-8,75 euro. Soltanto un allungo oltre questa zona potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza. Importante comunque la tenuta del sostegno situato in area 7,90-7,82 euro in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa.
Unicredit. Il titolo, dopo una veloce correzione (che ha assunto la forma di una bull-flag) in area 10,40-10,35 euro, ha strappato con decisione al rialzo ed è salito fino ad un picco di 11,45 euro. La tendenza di breve termine rimane quindi positiva, con i principali indicatori direzionali che si trovano in posizione long. Il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi può tuttavia impedire un ulteriore allungo e innescare una pausa di consolidamento sopra i 10,50 euro. (riproduzione riservata)