
Nel corso delle ultime settimane ci sono stati dei movimenti particolarmente interessanti sul mercato dei cambi (Forex), con il dollaro americano che si è decisamente indebolito nei confronti delle principali valute concorrenti. Il Dollar Index (che misura il valore del dollaro Usa nei confronti di un paniere di valute), dopo aver ceduto l’importante sostegno grafico posto in area 106-105,50 punti, ha infatti subito una brusca flessione, con le quotazioni che sono scese verso i 99 punti. L’analisi quantitativa evidenzia un chiaro rafforzamento della pressione ribassista, con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic SaR e Vortex) che si trovano in posizione short. Solo il forte ipervenduto di breve termine può pertanto impedire un ulteriore cedimento (che avrà un primo target a ridosso dei 97,50 punti) e favorire una fase laterale di consolidamento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un eventuale recupero dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 103-103,50. Nelle analisi che seguono sono stati individuati i supporti e le resistenze dei principali incroci valutari, livelli che si possono utilizzare per costruire delle valide strategie operative.
Euro/dollaro. Il cambio, dopo aver superato all’inizio del mese di marzo la resistenza posta a quota 1,05030, ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito a 1,0950 prima e in area 1,14-1,1425 in un secondo momento. Il trend di breve termine è quindi positivo, con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic SaR e Vortex) che si trovano in posizione long. Il breakout di 1,1425 aprirà pertanto ulteriori spazi di crescita, con un primo target a ridosso di 1,15. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: soltanto una discesa sotto 1,0890, infatti, potrebbe fornire un segnale negativo e innescare una flessione di una certa consistenza.
Euro/yen. Da diverse settimane le quotazioni consolidano lateralmente al di sopra del sostegno grafico posto in area 159,3-159 ma non riuscono a rimbalzare con decisione. Una prima dimostrazione di forza arriverà con il superamento di quota 164,20 anche se, da un punto di vista grafico, solo il breakout di 165 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Pericolosa invece una discesa sotto quota 159 in quanto potrebbe innescare una rapida correzione, con un primo target in area 157,20-157 e un secondo obiettivo a 156,10-156.
Sterlina/dollaro. Il Cable, dopo un veloce pullback verso 1,27, ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito fino a quota 1,3290. Il trend di breve termine è positivo: la tenuta del supporto posto in area 1,3030-1,30 può favorire una fase riaccumulativa e creare le premesse per un ulteriore allungo che avrà un primo target in area 1,3350-1,3360 e un secondo obiettivo a 1,3430 (massimi di settembre 2024). Il breakout di quest’ultimo livello aprirà poi ulteriori spazi di crescita. Un’eventuale correzione troverà invece un primo supporto a 1,3130-1,3125 e un secondo sostegno in area 1,3050-1,3040. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto una discesa sotto 1,2985 potrebbe fornire un segnale negativo.
Dollaro/yen. Le quotazioni si sono scontrate con la solida barriera grafica posta in area 151,20-151,40 e sono scese con decisione fin sotto quota 141,70. La struttura tecnica è quindi negativa, con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic SaR e Vortex) che si trovano in chiara posizione short. Solo il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento (che avrà un primo target in area 140,65-140,50) e favorire una fase laterale di consolidamento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un eventuale recupero dovrà affrontare un duro ostacolo in area 148-148,50. Difficile il ritorno sopra questa zona. (riproduzione riservata)