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Nasdaq sul filo del rasoio
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L'indice tecnologico Usa oscilla pericolosamente sul supporto di quota 11 mila

Nasdaq sul filo del rasoio

MF - Numero 199 pag. 27 del 11/10/2022

Milano Finanza Intelligence Unit

In caso di rottura il prossimo target al ribasso sarà sotto 10 mila punti con effetti sui titoli tech mondiali

Non c'è nessun mercato mondiale che si sta muovendo così pericolosamente sul filo del rasoio come il future del Nasdaq. L'indice che raccoglie tutto il meglio del tech americano si trova a ridosso di quota 11 mila punti, supporto statico di medio/lungo termine molto importante. Che la struttura grafica del Nasdaq sia in un momento delicato lo conferma l'andamento altalenante della seduta di ieri, in cui si sono alternate discese a risalite al di sopra di quota 11 mila.

Ad accrescere l'incertezza sono state le misure imposte per frenare l'accesso ai semiconduttori americani da parte della Cina, misure studiate per rallentare i progressi tecnologici e militari del colosso asiatico, ma che al contempo infliggono un ulteriore colpo a un settore già alle prese con ricavi più deboli a causa del rallentamento della domanda di computer, smartphone e altri dispositivi elettronici. Un'eventuale rottura del supporto statico, tecnicamente, porterebbe a una fase discendente importante, considerato anche che su base settimanale si andrebbe a tagliare a ribasso la media mobile a 200 periodi che attualmente passa proprio nell'area degli 11 mila punti.

I trader non vedono l'ora di cavalcare la fase ribassista anche perché gli obiettivi sono decisamente allettanti: si tratta infatti di raggiungere come minimo l'area dei 9.800 punti, e cioè di andare a riprendere il massimo relativo del 21 febbraio 2020. A onor del vero esiste un target intermedio a 10.380 punti, che coincide con il minimo relativo del 24 luglio 2020. Tuttavia, se parte la discesa, non basterà quel minimo a fermare l'impeto dei ribassisti. Bisogna però fare attenzione ai falsi segnali: per battezzare la rottura del supporto non basta infatti il calo di ieri, ma servirà anche una conferma di chiusura sotto il livello almeno su base settimanale. Troppo rischioso sarebbe anticipare lo short già da oggi, vista la chiusura di ieri sotto gli 11 mila punti, perché con i mercati americani a mezzo servizio per la festività del Colombus Day la possibilità che nei prossimi giorni si torni sopra il supporto è troppo alta.

Meglio perdere qualche punto di perfomance, ma avere un segnale più solido, che rischiare un rimbalzo contrario alla propria posizione. Il vero banco di prova per il Nasdaq saranno le trimestrali e non bisogna aspettare molto. Si comincia con Netflix il 18 ottobre e Tesla il giorno seguente per poi avere le big la settimana successiva (quella che va dal 24 al 29 ottobre). Molti analisti sospettano che durante questa tornata si avranno delle sorprese in negativo sui conti delle società a causa del calo della domanda, dell'inflazione e delle crisi geopolitiche che affliggono il mondo in questo periodo.

Se i titoli del comparto tecnologico americano subiranno una battuta d'arresto non si può pretendere che i titoli tech mondiali non subiscano un contraccolpo. Sul listino italiano troviamo per esempio Stm che rimane saldamente in trend negativo, anche se l'incidenza della discesa non è così elevata. Il titolo, che ieri ha chiuso intorno ai 33 euro, sembra abbia intenzione di raggiungere a breve la chiusura del gap lasciato aperto tra le sedute del 3 e del 4 ottobre con obiettivo a 32,7 euro. Il vero livello da tenere d'occhio però è il minimo del 30 settembre scorso a 31,23 euro per azione. Qualora venisse violato si andrebbe dritti verso il minimo del 5 luglio scorso a 28 euro che, a titolo informativo, corrisponde alle quotazioni di Stm appena prima della crisi pandemica di febbraio 2020. Stm uscirebbe invece dalla fase di discesa di medio termine se riuscisse a salire oltre i 37 euro, riuscendo così a superare la resistenza dinamica che del momento. Partita con il massimo segnato a inizio anno a 45,6 euro, si è formata unendo e poi prolungando l'altro massimo relativo del 5 agosto scorso a 39 euro per azione. Tutto questo potrebbe però arrivare solo con una ripresa delle quotazioni del Nasdaq. Trimestrali permettendo. (riproduzione riservata)



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