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Nasdaq ad altissima volatilità
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I su e giù di ieri del tech americano potrebbe lasciare spazio ora a qualche recupero

Nasdaq ad altissima volatilità

MF - Numero 016 pag. 20 del 25/01/2022

Milano Finanza Intelligence Unit

In caso di mancato rialzo dell'indice Usa, il successivo target ribassista è posto a quota 13 mila. Occhio a Stm

Due sono le strade che si presentano davanti al Nasdaq nelle prossime sedute. Ed entrambe, in tempi diversi, portano comunque a un ribasso. La prima, lo scenario peggiore, è che già oggi si ricominci a scendere, perché significherebbe che la volontà di vendere è talmente forte da forzare il supporto statico di medio termine posto a 14 mila punti di future Nasdaq 100. Un livello che per la prima volta viene nuovamente testato dopo che, nel giugno 2021, da resistenza è diventato supporto. L'area dei 14 mila punti sul derivato del settore tech 100 americano ha sempre rappresentato un target ambizioso per gli operatori nella fase della salita e una volta raggiunto e superato (giugno 2021) non è mai stato ri-testato. Ecco perché romperlo al ribasso così nettamente al primo passaggio sarebbe preoccupante. Significherebbe come minimo rivedere quota 13.500 punti, per poi scendere verso l'altro livello significativo a 13 mila punti: per tutti quelli che ritengono che la correzione dai massimi sia già stata significativa basta pensare che quota 13 mila punti (corrispondente al secondo livello di Fibonacci, ossia il 38,2% del ritracciamento del movimento rialzista partito dai minimi del marzo 2020 e probabilmente concluso con il massimo storico di Fibonacci, il 23,6% del movimento accennato) è stata attraversata come il burro nella seduta di ieri a 14.400 punti.

Ed è proprio mantenendo come obiettivo questo livello che si apre l'altra opzione per la seduta odierna, quella più ottimistica. E' auspicabile infatti che oggi si verifichino un po' di prese di profitto per gli operatori che hanno preso posizioni short nella giornata di ieri e che perciò tale liquidazione delle posizioni possa far venire meno la pressione ribassista. Dall'altra parte poi, gli operatori che vogliono speculare su un rimbalzo delle quotazioni andranno a costruire posizioni in acquisto mettendo nel mirino un ritorno verso 14.500 punti. Come minimo. Se questa sarà l'evoluzione non si potrà comunque tirare il fiato.

A dominare nel breve/medio termine è sempre l'impostazione negativa arrivata dopo la rottura della linea di tendenza ascendente che ha accompagno il trend rialzista dai minimi di ottobre 2020. Nello specifico si tratta del supporto dinamico partito dal minimo di fine settembre 2021 a 10.650 punti e che se unito e prolungato dall'altro minimo di novembre 2021 a 11 mila punti ha funzionato per tutte le velleità ribassiste che si sono succedute fino al 18 gennaio 2022, quando si è verificata a 15.500 punti la rottura della stessa. Da qual momento è partita una fase di debolezza, marcata da notevole volatilità considerata l'ampiezza delle candele giornaliere, che ha portato il Nasdaq 100 a perdere quasi il 12% del valore.

Un eventuale rimbalzo delle quotazioni potrebbe però portare al raggiungimento nel breve termine dell'ex supporto, e primo livello di Fibonacci, dei 14.400/14.500 punti. Federal Reserve permettendo, la risalita potrebbe anche estendersi ulteriormente, anche fino a 15 mila punti, e se proprio gli astri dovesse essere favorevoli l'allungo potrebbe arrivare a 15.500 punti. Poi però le leggi dell'analisi tecnica riprenderanno le redini della situazione e l'inizio della correzione di medio termine partirà, con ritardo ma inesorabile. Un completo cambio di paradigma si potrebbe avere solo con il ritorno al di sopra dei 16 mila punti, area che indicherebbe il rientro sopra la trend line ascendente rotta a metà gennaio.

A far propendere verso un alleggerimento dell'ipercomprato sull'indice tech Usa è che a concorrere alla discesa hanno contribuito soprattutto i titoli a maggior capitalizzazione: Apple, Microsoft, Alphabet e Amazon ieri hanno infatti perso tutte oltre tre punti percentuali. Allargando poi lo spettro di ricerca in termini temporali, si può cogliere facilmente che la discesa non è partita solo ora ma le perfomance dell'ultimo mese sono tutte negative per oltre il 5%, con Amazon che ha accusato addirittura una perdita a due cifre (-15%) nel periodo preso in considerazione. Non bisogna certo stupirsi di una fotografia simile anche perché sono titoli che hanno sovraperfomato nel corso degli ultimi trimestri ed è dunque normale che quando i mercati finanziari in generale flettono, sono quelli che scendono di più.

Se guardiamo all'unico titolo italiano di grande capitalizzazione che si potrebbe inquadrare all'interno del Nasdaq, ossia StMicrolectronics, possiamo notare come esso sia molto simile rispetto all'indice americano. La violazione ribassista di ieri a quota 40 euro apre la strada una fase di storno potenzialmente importante con un obiettivo in area 35 euro, sul minimo relativo di metà ottobre. Per oggi, sempre nell'ipotesi migliore, potrebbe starci un recupero delle quotazioni anche fino a 40 euro ma sarebbe solo un ritest del livello precedentemente rotto. Per una ripresa delle quotazioni solida si dovrebbe come minimo rivedere e superare quota 44 euro. (riproduzione riservata)



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