La rimonta post crisi Covid-19 del mercato azionario europeo è stata importante, anche se sottotono rispetto a quanto realizzato nel contesto statunitense, ma il momentum è ora in calo e ciò richiede accorgimenti in ottica di portafoglio. L’Rsi a 14 settimane è così passato dai 20 punti di marzo ai 55 punti di inizio estate, ma da allora la progressione di prezzi e indicatori si sta via via esaurendo. L’assenza di trend è confermata da altri elementi, in primis l’Adx a 14 settimane che si avvicina nuovamente ai 10 punti, segnalando una elevata erraticità nella dinamica dei prezzi dell’Eurostoxx50. Sebbene in termini di multipli non si evidenzino situazioni a rischio, con il P/e dell’indice inferiore a 17, sta diventando sempre più importante andare alla ricerca di alpha e lasciare perdere il beta rispetto al mercato. Tentando di identificare i titoli nel contesto europeo allargato -ex Uk- con la migliore struttura grafica, non eccessivamente cari anche se spesso non a sconto e che riescono a districarsi bene anche in fasi di mercato laterali o moderatamente al ribasso. La nutrita selezione ha una valenza dell’ordine dei 3-4 mesi come holding period, e può essere utilizzata sia a livello di portafoglio sia in termini di stock picking, per gli amanti del rischio specifico. Coloro che vogliono ottimizzare il profilo rischio-rendimento posso peraltro affiancare una parziale posizione short sull’indice Eurostoxx50, strategia semi market-neutral che mira ad estrarre l’alpha medio dei titoli selezionati. La selezione italiana può così direzionarsi su nomi come Italgas, Recordati, Snam Rete Gas e Terna, che mediamente vantano P/e del tutto accettabili – in media 16,3- e livelli di beta e correlazione molto rasserenanti – beta medio di 0,72)-. Ma è sui mercati esteri che si estraggono le maggiori potenzialità di decorrelazione. Per coloro che possono raggiungere il mercato danese si mettono in luce azioni come Carlsberg e Novo Nordisk, mentre la lista francese evidenzia nomi come Air Liquide (P/e atteso di 28 e beta di 0,76) e Schneider (P/e atteso di 26,8 e beta di 1,02), ben posizionate per generare un elevato rapporto rendimento-rischio anche se più aggressive rispetto ai titoli danesi. Ma sono la Germania e la Svizzera che alimentano con maggior convinzione la selezione. Nel primo caso spiccano i titoli immobiliari, nello specifico Deutsche Wohnen, Leg Immobilien, Tag Immobilien e Vonovia. Deutsche Wohnen per senta nu beta molto scarico, pari a 0,57, mentre Leg Immobilien coniuga una sensibilità al mercato comunque bassa (beta di 0,64) a un P/e allettante, prossimo a 19. Vonovia meno a sconto (P/e atteso di 23), mentre Tag Immobilien è la più economica (P/e di 13,7) ma sempre poco sensibile alle dinamiche degli indici di riferimento (beta di 0,69). Altre azioni tedesche da inserire in portafoglio sono Merck e Qiagen per il comparto chimico-farmaceutico, e Munich Re (P/e atteso di 18 e dividendo del 4% annuo) e SAP per le assicurazioni e la tecnologia. I Paesi Bassi possono vantare oggi azioni molti interessanti come Ahold, Akzo Nobel e Unilever, e in particolare il primo titolo del settore alimentare evidenzia indicatori molto favorevoli per una crescita sostenibile: come il P/e atteso di 12,3, il beta di 0,75 e un dividendo del 3,75%. La decorrelazione e la sicurezza va però ricercata anche con le azioni espresse in franchi svizzeri, dove oggi si possono indicare nomi come BB Biotech, Geberit, Nestle, Partners Group e Roche. Diverse di queste azioni evidenziano però P/e un po' cari, sopra 30, tranne Roche che è tuttora relativamente a sconto e funge da posizione difensiva anche per la appartenenza al settore difensivo dei farmaceutici. Infine, per coloro che possono approcciare il mercato svedese, da segnalare Assa Abloy e Atlas Copco, an che se con P/e medio prossimo a 30. (riproduzione riservata)