
Nel trading, come nella crescita personale, il miglioramento non si ottiene aggiungendo continuamente nuovi strumenti, nuove strategie o nuovi indicatori. I progressi più importanti si ottengono infatti semplificando, eliminando ciò che è superfluo, e concentrando l’attenzione sulla definizione di precise regole operative. L’obiettivo è quello di ridurre il rumore decisionale.
Il concetto fondamentale da cui partire è il seguente: per diventare un trader migliore è fondamentale costruire una strategia operativa che rispecchi la nostra struttura psicologica, la nostra tolleranza al rischio e il modo con il quale reagiamo alle pressioni generate dal trading.
Uno degli errori più comuni che viene commesso è quella dell’emulazione ossia il fatto di voler copiare lo stile e l’operatività degli altri trader senza prima valutarne la compatibilità personale. Alcuni investitori si lasciano sedurre dagli scalper frenetici e dai day trader aggressivi, pensando che replicare ciò che funziona per qualcun altro sia la via più rapida per ottenere dei profitti. Ignorare la propria psicologia e adattarsi allo stile di una terza persona ci porta inevitabilmente a commettere degli errori. La regola è chiara: dobbiamo costruire un sistema operativo che deve essere coerente con chi siamo, non con chi vorremmo essere.
Un passaggio fondamentale è l’accettazione della discontinuità. Chi vuole fare trading in modo professionale deve imparare a ragionare in termini probabilistici, sapendo che il mercato non garantisce dei profitti costanti. Pretendere che ogni giornata o ogni settimana sia positiva è come aspettarsi il sole ogni giorno: la realtà è fatta invece di cicli, con l’alternanza di luce (profitti) e di ombre (perdite). Da un punto di vista tecnico i mercati alternano delle fasi direzionali a dei periodi di consolidamento, in cui i prezzi oscillano in trading-range senza offrire delle chiare opportunità operative. In queste situazioni bisogna avere la pazienza e il “coraggio di non fare nulla”: una delle qualità più importanti di un trader è quella di non operare quando non ci sono delle condizioni oggettive per operare, evitando delle entrate emotive generate da noia, frustrazione o FOMO. Sul mercato, infatti, bisogna interviene solo quando le probabilità di successo sono superiori al rischio assunto (in gergo tecnico si parla di vantaggio asimmetrico).
Per migliorare bisogna rimuovere il rumore. Questo rumore non è solo il noise di mercato ma è soprattutto quello mentale. Quest’ultimo si manifesta attraverso:
- l’overthinking;
- il bisogno di conferme continue;
- la paura di perdere opportunità (FOMO);
- proiezioni emotive sul singolo trade;
- un dialogo interno caotico e non strutturato.
Per ridurre al minimo l’impatto di questo rumore è necessario:
1. eliminare i trade inutili. Aprire posizioni che non sono coerenti con il nostro piano operativo, oltre ad aumentare lo stress cognitivo, non fa che peggiorare i risultati (con il rischio di andare in overtrading). Ogni trade deve avere una logica chiara, un edge positivo e rispettare in modo rigoroso le regole del nostro sistema. In sintesi: meno quantità, più qualità;
2. rimuovere le aspettative irrealistiche. La ricerca di profitti quotidiani, spesso accompagnata dalla fissazione di soglie di guadagno da “dover” raggiungere, genera un forte aumento della pressione emotiva. Questo stato mentale alimenta ansia, modifica il processo decisionale e aumenta la probabilità di comportamenti impulsivi e non pianificati;
3. liberarsi dal bisogno di dimostrare qualcosa (al mercato o a noi stessi). Il desiderio di “apparire o di sentirsi bravi” ci spinge a forzare le operazioni e a tradire il nostro metodo. Non bisogna mai dimenticare che la coerenza e la disciplina sono il vero vantaggio competitivo nel trading.
Un sistema di trading efficace non è quindi quello più complesso ma quello che:
- definisce cosa fare, ma anche cosa non fare;
- stabilisce quando stare fuori dal mercato;
- riduce al minimo le decisioni discrezionali.
Quando il piano è chiaro, il rumore mentale si riduce automaticamente perché il cervello non deve improvvisare e il focus si sposta dall’esito al processo. In definitiva: i risultati migliorano quando si smette di cercare di fare di più (con il rischio di andare in overtrading) e si inizia a fare meglio. (riproduzione riservata)