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Long e short del risiko bancario
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Tante le opportunità legate alle speculazioni sui possibili M&A tra gli istituti

Long e short del risiko bancario

MFT - Numero 027 pag. 21 del 09/02/2021

Milano Finanza Intelligence Unit

Il rally degli ultimi giorni tuttavia ha già fatto muovere molte delle azioni coinvolte, per cui può risultare rischioso salire sul treno in corsa. Meglio aspettare eventuali storni. Ecco su quali livelli

Banche sugli scudi a Piazza Affari. Grazie al calo dello spread e all’accelerazione sul fronte m&a. Ma se non si è riusciti a prendere il treno alla partenza, occhio a non fare passi falsi perché, come sanno bene i trader di lungo corso, è meglio restare ad ammirare un bel trend che cercare di salire a bordo sbagliando i tempi. Si tratta soprattutto di titoli bancari/finanziari, con due partite principali: Unicredit e Banca Mps da una parte, Banco Bpm e Banca Bper dall’altra (con Unipol convitato di pietra, ma neanche troppo). Tutti titoli risvegliati dal loro torpore per un’imminente nuova stagione di m&a nel settore. I segnali d’altronde ci sono tutti, a cominciare dal fatto che solo nella giornata di ieri, oltre a rialzi significativi, è passato di mano il 3% del flottante di Mps, il 3% di quello di Banca Bper e il 2,8% di Banco Bpm. Scambi che se si sommano a quelli delle ultime tre sedute fanno presumere che gli istituzionali possano già essersi posizionati sulle varie partite. Il rischio per i trader ritardatari è proprio questo: trovarsi alla fine del rialzo spinto dalle mani forti e all’inizio delle vendite per prese di profitto. Tecnicamente però, anche se fossimo alla fine di un piccolo rally, le opportunità potrebbero essere dietro l’angolo. Il movimento ha portato a rompere alcune delle resistenze dinamiche e statiche dei titoli citati, resistenze ora diventate supporti: in caso quindi di un loro ri-test si potrebbe aprire una finestra utile per rientrare. I più aggressivi potrebbero addirittura tentare un’operazione ribassista (con stop loss stretto) fino al punto di ri-test, per poi invertire la posizione e massimizzare l’eventuale evoluzione. Ecco comunque la situazione tecnica di ciascun titolo.

Unicredit. Dopo i rialzo di oltre il 10% delle ultime quattro sedute l’istituto di piazza Gae Aulenti presenta una delle strutture grafiche più interessanti. La candela giornaliera disegnata ieri tuttavia, sembra una stella cadente, pattern che anticipa un’inversione di tendenza. Se a questo si aggiunge che durante il rally il titolo ha rotto al rialzo l’importante resistenza dinamica, partita dal massimo relativo del 18 febbraio 2020 a 14,40 euro e venutasi a creare unendo e prolungando l’altro massimo relativo del 25 novembre 2020 a 9,40 euro. Questa linea di tendenza, come anticipato, è venuta meno lo scorso 5 febbraio e un movimento atto a ritestarla potrebbe portare le quotazioni nuovamente sugli 8 euro. E qui si ripresenterebbe un interessante punto di ingresso sul titolo. Lo stop loss dell’operazione andrebbe messo sotto il supporto dinamico partito con il minimo del 29 ottobre a 7,5 euro, ma con un target potenziale a 8,4 euro.

Mps. Partita decisamente più complicata a livello tecnico per la banca senese perché non ci sono ancora segnali di fine corsa, anzi. La forza con cui ieri il titolo Mps è balzato del 19% non sembra essersi esaurita e potrebbe continuare fino al primo target di 1,5 euro e persino proseguire fino a 1,6 euro, incrocio con la resistenza dinamica partita dai massimi di febbraio 2020. Su questa operazione il rischio è però alto perché il titolo risulta estremamente volatile ed è perciò consigliabile operare con piccole quantità.

Banco Bpm. Passando ora alla partita legata alla possibile integrazione di Bper Banca nella banca guidata da Giuseppe Castagna (con il via libera di Unipol), anche qui i livelli sembrano abbastanza chiari. Banco Bpm ha chiuso la seduta di ieri a 2,1550 euro, non troppo distante dalla resistenza statica di medio lungo termine a 2,2 euro. Quest’area potrebbe non essere così semplice da superare a un primo attacco, anche perché negli ultimi cinque anni spesso è ritornata all’attenzione dei trader. Buono però il rapporto rischio/rendimento dell’operazione, sia al rialzo che al ribasso. Trovarsi infatti a ridosso di un livello così importante permette a chi avesse una visione long di mettere uno stop loss stretto, a 2,10 euro in prima battuta per poi alzarlo a 2,18 euro al superamento dell’area dei 2,20 euro, con un target potenziale a 2,37 euro, ossia alla richiusura del gap lasciato aperto tra il 21 e il 24 febbraio 2020. Al contrario chi avesse una visione ribassista potrebbe già tentare un ingresso oggi con uno stop loss poco sopra i 2,20 euro e con obiettivo l’ex resistenza statica, ora diventata supporto, a 2 euro.

Bper. Anche per la banca emiliana potrebbe non essere ancora finito il rally degli ultimi giorni perché oramai il target dei 2 euro sembra troppo vicino per non essere raggiunto (considerata la chiusura di ieri a 1,9095 euro). Il suo superamento tuttavia è un altro paio di maniche perché anche in questo caso il livello coincide con una resistenza statica di lungo corso e che tra l’altro, se superata, potrebbe segnare un nuovo trend rialzista per il titolo Bper. Sarebbe invece un ottimo punto d’ingresso un eventuale ritorno delle contrattazioni a quota 1,70 euro, livello che permetterebbe di avere un rapporto rischio rendimento ottimo per un’operazione rialzista. In quel caso lo stop loss andrebbe messo intorno a 1,55 euro, ma con la prospettiva di un ritorno all’attacco della resistenza dei 2 euro che però stavolta potrebbe venir meno. (riproduzione riservata)



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