
Nel corso delle ultime settimane il mercato delle materie prime ha fornito diversi segnali di forza. L’indice CRB (Commodity Index), dopo essere sceso lo sceso mese di dicembre fino ad un minimo relativo di 294 punti, ha infatti iniziato una rapida risaluta e si è portato a ridosso dell’importante resistenza grafica posta in area 325-326,50 punti (zona che coincide con i massimi raggiunti a settembre del 2023). L’analisi quantitativa evidenzia un rafforzamento della pressione rialzista, con i principali indicatori direzionali che si sono girati in posizione long. Il breakout di quota 326,50 aprirà ulteriori spazi di crescita, con un primo target a quota 330-330,50 e un secondo obiettivo a ridosso dei 335 punti. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sotto i 307 punti potrebbe fornire un segnale negativo. Nelle analisi che seguono sono stati individuati le principali zone di supporto e di resistenza di alcune materie prime, livelli che possono essere utilizzati per costruire valide strategie operative per il trading di breve termine.
Petrolio. Il petrolio (E-Mini Crude Oil future) ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito oltre gli 81,50$. La struttura tecnica di breve periodo è quindi migliorata, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista. Dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo, con un primo target in area 83,20-83,30 e un secondo obiettivo attorno a quota 84,80$. Pericolosa invece una discesa sotto i 76,80 dollari anche se, da un punto di vista grafico, soltanto la rottura del supporto posto a 75,50$ potrebbe fornire un segnale negativo e innescare una rapida correzione verso i successivi supporti grafici situati in area 74,15-73,90 e a quota 73 dollari.
Oro. I prezzi dell'oro (E-Mini Gold future), dopo aver superato la resistenza grafica posta in area 2.095-2.100 dollari, hanno strappato al rialzo e sono saliti oltre i 2.200$ (facendo in questo modo registrare i nuovi massimi storici). La tendenza primaria è quindi positiva, con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic Sar e Vortex) che si trovano in posizione long. Solo il forte ipercomprato di breve termine può impedire un ulteriore allungo (che avrà un primo target in area 2.220-2.222 e un secondo obiettivo a ridosso di quota 2.240$) e innescare una fisiologica pausa di consolidamento al di sopra del sostegno posto in area 2.135-2.133 dollari. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza.
Argento. La struttura tecnica dell'argento (E-Mini Silver future) appare interessante. I prezzi, dopo aver costruito una solida base accumulativa al di sopra dei 22 dollari, hanno infatti compiuto un rapido balzo in avanti e sono saliti oltre i 25,60$. L’analisi quantitativa evidenzia un chiaro rafforzamento della pressione rialzista: possibile pertanto un ulteriore allungo che avrà un primo target a quota 25,80 e un secondo obiettivo a ridosso dei 26 dollari. Soltanto il ritorno sotto i 24,20$ potrebbe fornire un segnale di debolezza e innescare una correzione di una certa consistenza.
Rame. Nel corso delle ultime sedute la situazione tecnica del rame è migliorata. Le quotazioni, dopo essersi appoggiate al sostegno grafico posto in area 3,84-3,82 dollari, hanno infatti compiuto un veloce balzo in avanti e sono salite fino ad un picco di 4,08$. Il trend di breve termine è positivo e viene confermato dalla posizione long dei principali indicatori direzionali. Un eventuale pullback in area 3,97-3,95 dollari fornirà pertanto una nuova opportunità d’ingresso in vista di un ulteriore allungo che può spingere i prezzi in area 4,1350-4,14 prima e attorno a quota 4,20$ poi.
Cacao. I prezzi del cacao, confermando la tendenza rialzista di medio termine nella quale si trovano inseriti, hanno compiuto un forte balzo in avanti e sono saliti oltre i 7.710 dollari. Prima di poter tentare un nuovo allungo è comunque probabile una pausa di consolidamento al di sopra del sostegno grafico situato in area 6.665-6.650$, necessaria per poter scaricare il forte ipercomprato di breve periodo. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto una discesa sotto i 6.300$ potrebbe fornire un segnale negativo e innescare una rapida flessione verso i 6.000 dollari. (riproduzione riservata)