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Ecco come puntare sul ftse mib tramite il differenziale con un altro titolo

Lo spread? È meglio dell'indice

di Giuseppe Di Vittorio
MFT - Numero 226 pag. 22 del 18/11/2014

Milano Finanza Intelligence Unit

L'azione da abbinare al derivato su Piazza Affari è A2A, su cui tutte le banche d'affari hanno target price al rialzo. Questo tipo di strategia consente di guadagnare anche nelle fasi di incertezza

Dubbi sulla direzione principale del Ftse Mib? L'alternativa è puntare su uno spread. Da un lato infatti il Ftse Mib risente della debolezza dell'economia tricolore, dall'altra spera in un'accelerazione della Bce sul Qe, in scia a quanto già fatto da Usa, Gran Bretagna e Giappone. In attesa di vedere quale delle due forze riuscirà a prevalere meglio quindi affidarsi a uno spread, puntando cioè sui movimenti dell'indice rispetto a un'altro strumento finanziario. Quale strumento è presto detto: vanno bene per esempio le utility, settore tradizionalmente difensivo, e tra queste A2A, perché fa parte dell'indice Ftse Mib e perché risulta meglio impostata rispetto a un'altra blue chip come Enel. Al momento la struttura tecnica dei mercati sembra suggerire un'impostazione long su A2A e short sull'indice. Mentre l'utility sta testando il bordo superiore di un triangolo ascendente, l'indice ha accusato una brusca correzione. Lo spread può essere aperto long e short: nel primo caso si va al rialzo su A2A e al ribasso sul Ftse Mib attraverso future, Etf o cfd sull'indice. Al contrario, in caso di short si va al ribasso sul titolo e long sull'indice.

La strategia. Per i dettagli della posizione, è meglio ragionare sul titolo azionario, primo componente dello spread. L'ingresso è posto a 0,80. Il breakout di questo livello deve essere confermato da volumi e volatilità. La rottura permetterebbe di lasciare alle spalle una lateralità che dura da fine ottobre. A2A ha retto molto bene alla discesa dell'indice e oggi quota 0,79 euro. Lo stop loss dello spread potrebbe essere collocato, sempre su A2A, a 0,77 euro, livello inferiore a molti dei minimi delle barre giornaliere, incluso il canale laterale già citato. Chiusa l'operazione sul titolo andrà chiusa anche quella sull'indice.

Il target minimo è a 0,83 euro: visto che si possono perdere 3 centesimi, per un rapporto rischio/rendimento corretto occorre garantirsi un utile non inferiore alla perdita potenziale. Da segnalare anche i target secondari: a 0,8430 euro, livello individuato in base al teorema di Jenkins (il target di un trend è dato dalla proiezione verso l'alto del canale laterale ante breakout) e a 0,85 euro, dove sempre passa la proiezione del canale laterale ma stavolta proiettando verso l'alto la larghezza. Si tratta di obiettivi molto ambiziosi, perchè già a 0,82 euro A2A dovrà superare un'importante resistenza dinamica (data dai massimi estivi più significativi) che nel lungo periodo impone un cambio della struttura vista finora.

Giudizi favorevoli. Guardando ai giudizi su A2A delle singole banche d'affari il disegno rialzista sembra a portata di mano. Al momento la più pessimista sul titolo è Mediobanca che ha comunque un target price a 0,84 euro (+5% rispetto al punto di ingresso), quindi al di sopra del primo target indicato (0,83). Citigroup e Icbpi (Istituto centrale della banche popolari) invece la più ottimiste che fissano addirittura a 1,10 il target per la multiutility milanese, +38% dai prezzi attuali. Il target price medio è però collocato in prossimità della soglia psicologica a 1 euro (1,01 euro), con un utile del 25%.

Quanto ai fondamentali, A2A sta reagendo alla riduzione dei prezzi dell'energia, scesi nell'ultimo anno dell'11% secondo la società, a causa anche della flessione del greggio. Il calo dei prezzi è però compensato da minori oneri per esempio sul debito. Al momento il rendimento dell'azione (rapporto tra utile per azione e prezzo) è del 3,45%, sicuramente generoso visto che il Btp a 3 anni rende lo 0,736%.

I contratti. Quanto ai costi del trading, sulle azioni i broker propongono una commissione fissa, in alternativa o associata quella variabile. Nel primo caso la tariffa flat va da 5 a 12,50 euro per eseguito, con una media di mercato di 9,70 euro. Se variabile invece la tariffa va da 0,17 a 0,19%, con un minimo a 0,40 euro per eseguito (Directa) e un massimo a19,50. Sul minifib invece si va da 3,95 a 5 euro con una media 4,49 euro fissi per lotto. Per un'equa ripartizione tra la parte long e short, nell'apertura dello spread occorre tener conto del controvalore del minifib. Al momento un contratto comporta un'esposizione sul mercato di 19 mila euro, quindi per avere uno spread omogeneo occorrono 24 mila azioni A2A. (riproduzione riservata)



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