In questo mare d’incertezza, l’unico punto fermo dei trader è il ribasso sull’euro. Con il debutto della stagione dei dazi di Donald Trump, gli operatori sono consci di essere entrati un periodo altamente volatile, con i mercati alla mercè di movimenti violenti e repentini campi di direzione. La regola dei trader in questi casi è posizioni di brevissimo periodo. Zero overnight.
Basta prendere la seduta di ieri per capire quanto le cose nell’era Trump possano cambiare velocemente. I mercati sono partiti pronti via in rosso, per l’annuncio dei dazi a Canada, Messico e Cina. A metà pomeriggio, grazie alla posticipazione di un mese dei dazi al Messico, si è verificato un rimbalzo significativo delle varie asset class, che ha portato al recupero di buona parte delle perdite precedenti. All’interno di questo contesto, l’unica certezza rimane la debolezza dell’euro, preso di mira da tutte le parti del mondo.
Sebbene infatti il ribasso dell’euro/dollaro fosse in un certo modo scontato, vale la pena soffermarsi sull’andamento ieri dell’euro/cny (-0,87% a 7,47 yuan). Il cross euro/yuan è <figlio> delle due major Eur/Usd e Usd/Cny, e con il cambio tra America e Cina ieri sostanzialmente fermo (nonostante i dazi), ha dominato la componente ribassista dell’euro/dollaro, facendo così scendere per correlazione anche l’euro/yuan. Questo rende l’idea di quanto la moneta unica venga schiacciata in tutti i casi, senza che tra l’altro siano ancora partiti eventuali dazi.
Questo sta portando i trader a rafforzare le loro strategie ribassiste sull’euro. Il cambio dell’euro/dollaro ha raggiunto nuovamente il minimo di 1,02 dollari, rafforzando la price action negativa. Il primo target è individuato a quota 1,015 dollari, anche se il vero obiettivo dei forex trader si trova sul minimo di settembre 2022, a 0,96 dollari.(riproduzione riservata)