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Primi i polacchi, secondi i croati, terzi i rumeni. È la speciale e in questo momento nefasta graduatoria dei maggiori sottoscrittori di mutui in franchi svizzeri secondo la ricostruzione fatta da Merrill Lynch. Il franco svizzero è spesso utilizzato per indebitarsi perchè storicamente vanta tassi di interesse bassi e volatilità contenuta: ora però il suo apprezzamento rispetto alle altre valute fa crescere le rate dei mutui rendendo più onerosi i piani di ammortamento. In particolare Merrill Lynch ha analizzato il peso dei mutui nella divisa elvetica dei vari Paesi sul loro pil. Il risultato è che a sostenere il peso maggiore sono le famiglie polacche, con una quota del 7,7% del pil domestico, seguita dalla Croazia (6,8%), mentre la Romania si ferma all'1,5%. L'Ungheria è salva grazia alla conversione imposta dal governo locale dal settembre 2014 per ovviare al problema della svalutazione del fiorino che portava a prestiti troppo onerosi per le famiglie. Senza questo intervento sarebbero stati i più esposti con un peso del 9,1% del pil, mentre ora la quota è di un risibile 0,4%. Quanto al peso dei mutui sul pil del singolo Paese, i più indebitati risultano i croati con il 38,6% (di cui quelli in valuta sono il 28% del pil), poi i polacchi con il 34,8% (10,1%), gli ungheresi col 21,7% (2,88%) e i rumeni col 15,3% (9,4%). (riproduzione riservata)