Il mercato azionario tedesco resta una carta vincente nell’ambito delle scelte europee ad alto rischio. Da un paio di anni il Dax incorpora le 40 azioni tedesche più importanti, ma la continuità rispetto al precedente Dax30 (calcolato dal 1988) è rimasta intatta, a partire dal fatto che si tratta di un indice total return, dove i dividendi vengono impiegati nel calcolo del valore e della performance del benchmark. Nell’ultimo anno e mezzo il Dax ha evidenziato una sottoperformance rispetto all’Eurostoxx50, ma le statistiche di lungo periodo suggeriscono che può essere un errore seguire il momentum ciclico: d’altronde, negli ultimi 20 anni l’indice tedesco ha restituito all’investitore mediamente il 7,8% annuo, rispetto al +6% dell’Eurostoxx50, al 5,2% del Ftse100 in euro, al 8,6% del Msci World in euro. Guardando ai fondamentali, attualmente il Dax esprime un P/e di 13,4 e un dividend yield del 3,2%; valori a braccetto con quanto evidenzia l’Eurostoxx50, su cui i titoli tedeschi contano per circa il 30%, superati solo dalla Francia. L’allocazione settoriale riesce a spiegare in buona parte le dinamiche dell’indice rispetto a benchmark più diversificati in termini geografici, e per quanto riguarda il mercato teutonico i titoli industriali valgono quasi il 20%, seguiti dal 16% circa di chimica e materiali di base, 15% circa di titoli finanziari, quote interessanti di tecnologia, beni di consumo e farmaceutici, mentre utilities ed energia contano molto poco.
La struttura tecnica Dax rimane incoraggiante nel suo complesso. Il movimento di ridimensionamento globale innescato dalla crisi ucraina e le più recenti proiezioni dei sistemi economici in zona di recessione si è fatto giustamente sentire (beta di 0,7 verso l’indice Msci World), ma l’accelerazione al rialzo delle ultime settimane è stata pienamente colta; anzi, dal 30 settembre ad oggi, il Dax ha allungato del 18% circa, rispetto al +11% circa dell’indice mondiale (rendimento che si dimezza se valorizzato in euro). In tal senso un ridimensionamento dell’indice verso 13.500-13.700 punti fornirebbe un interessante punto di entrata, mentre in ottica di medio periodo un’area di resistenza importante si colloca nella fascia 14.700-14.900 punti.
Numerose azioni tedesche sono peraltro negoziate su Borsa Italiana, nel segmento Global Equity Market (Gem), ex MTA International, il che agevola ulteriormente l’eventuale inserimento in portafoglio per un investitore italiano. Per identificare le azioni più interessanti si eliminano innanzitutto quelle che presentano multipli poco sostenibili, scremando poi per struttura grafica positiva. Il segmento finanziario è ben rappresentato da nomi come Deutsche Boerse (settore finanziario, P/e atteso pari a 21,1, dividend yield del 1,9%, beta di 0,54), Allianz (settore assicurativo, P/e atteso pari a 11,8, dividend yield del 5,4%, beta di 0,89), Munich Re (settore assicurativo, P/e atteso pari a 12,8, dividend yield del 3,8%, beta di 0,83) e Hannover Re (settore assicurativo, P/e atteso pari a 15,1, dividend yield del 2,5%, beta di 0,8). In particolare, Munich Re si sta portando via i massimi relativi degli ultimi anni, offrendo una notevole dimostrazione di forza che potrebbe alimentare ulteriori extra-rendimenti rispetto al mercato nei mesi a venire. Mentre chi cerca un sottostante finanziario con basso legame rispetto al mercato potrebbe scegliere (paradossalmente) il titolo Deutsche Boerse, che vanta a sua volta un solido pattern rialzista di medio periodo: attenzione all’eventuale superamento di 175 euro, che attirerebbe nuovi acquisti in grado di portare il titolo verso quotazioni mai viste in precedenza.
In ambito tecnologico si segnalano le azioni Aixtron (settore semiconduttori, P/e atteso pari a 32,6, dividend yield del 1%, beta di 1,17) e Qiagen (settore diagnostica, P/e atteso pari a 20,7, beta di 0,42), a loro volta in pressing sui massimi di lungo periodo, mentre nella chimica spicca Linde (P/e atteso pari a 27,5, dividend yield del 1,4%, beta di 0,83). Energie rinnovabili e utility sono ben rappresentate rispettivamente da 7C Solarparke (P/e atteso pari a 17,7, dividend yield del 2,5%, beta di 0,33) e Rwe (P/e atteso pari a 10,2, dividend yield del 2,2%, beta di 0,52), ma tra i fiori all’occhiello del mercato tedesco non può mancare un titolo automobilistico. In tale ambito oggi appare ben impostata BMW (P/e atteso pari a 3,6, dividend yield del 7%, beta di 1,05); buona opportunità di entrata in caso di ridimensionamento verso 75-77 euro, con interessante resistenza in prossimità di 90 euro. (riproduzione riservata)