Settimana di passione per la sterlina, rimasta incastrata all'interno di turbolenze sui mercati valutari (e obbligazionari) dopo che il Cancelliere dello Scacchiere, Rachel Reeves, è apparsa in lacrime durante una seduta parlamentare cruciale. L'episodio non poteva certo passare inosservato nelle sale operative, diventato immediatamente virale tra i trader valutari, i quali hanno iniziato a sospettare della stabilità dell’esecutivo guidato da Keir Starmer e causando di conseguenza un repentino deprezzamento
Il cambio sterlina/euro è così crollato fino a 1,1540 euro, salvo risalire successivamente a quota 1,16 euro, dopo che il primo ministro ha riaffermato pubblicamente la fiducia nella sua ministra delle Finanze, dichiarando che Reeves <resterà in carica per molti anni>. Tuttavia, il rimbalzo è stato solo parziale, perché il mercato rimane comunque scettico sulla tenuta fiscale del Regno Unito, percepita come compromessa, dopo il clamoroso dietrofront del governo su un piano di tagli al welfare da circa 5 miliardi di sterline.
Secondo gli analisti, dietro la crisi, ci sarebbero infatti le difficoltà dell’esecutivo nel portare avanti il piano di riforma del sistema di welfare. Una prima approvazione è stata osteggiato da 49 parlamentari interni al partito di Starmer, che hanno imposto al governo una pesante retromarcia. Il risultato è un impatto negativo netto sui conti pubblici stimato in +3 miliardi di sterline, a fronte delle attese di risparmio.
Ora, per evitare un ulteriore deterioramento del deficit, il governo sarà costretto ad aumentare le imposte, scenario che penalizza crescita e l’attrattività degli asset britannici. Il contesto macro si fa dunque delicato: la BoE si avvia verso un ciclo di tagli ai tassi, forse già da agosto, mentre la crescita resta anemica e l’inflazione ancora vulnerabile a shock esterni. L’autorevolezza del governo, già non molto alta, con l’episodio delle lacrime, aggrava il quadro generale. Non a caso, la correlazione positiva tra rendimenti dei gilt e quelli della sterlina si è rotta: i tassi salgono ma la sterlina scende, segnale di disaffezione verso il rischio sovrano Uk.
Dal punto di vista tecnico, il cambio sterlina/dollaro si muove in correzione ribassista verso l’area di supporto tra 1,3528 dollari e 1,3485 dollari, con resistenza a 1,3675 dollari. La dinamica dei tassi USA, sostenuta da solidi dati sul mercato del lavoro, sta infatti rafforzando il dollaro, allontanando le aspettative di un taglio dei tassi prima di settembre. Il rendimento del titolo a 2 anni è salito, riflettendo la cautela della Fed, che resta vigile sull’inflazione. Alcuni analisti prevedono comunque un primo taglio entro l’autunno. Su sterlina/euro, il supporto chiave si colloca a 1,1530 euro, mentre resistenze si trovano a 1,1620 euro e 1,1720 euro. L’euro beneficia di una Bce meno aggressiva e di un contesto politico interno più stabile, sebbene la volatilità legata a dazi e inflazione resti un rischio latente. (riproduzione riservata)