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La volata delle trimestrali Usa
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Operatori pronti a sfruttare la volatilità, attesa in aumento nei prossimi giorni

La volata delle trimestrali Usa

MFT - Numero 222 pag. 22 del 10/11/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

Previsioni positive sul comparto finanziario, mentre le banche si muoveranno in ordine sparso Attenzione ai petroliferi, specie se legati all’estrazione, mentre si attendono nuovi record per i tech

Trader di nuovo in allerta con gli occhi puntati su Wall Street. Questa settimana riparte infatti la tornata delle trimestrali americane, e secondo alcuni le cose potrebbero non andare come sperato. I trader che seguono anche il mercato americano e gli operatori in generale avranno un’attenzione particolare per i numeri che saranno rilasciati nei prossimi giorni. Molti sono rimasti liquidi perché puntano su un aumento della volatilità e perciò vogliono avere le mani libere per operazioni mordi e fuggi al rialzo, ma soprattutto a ribasso. In primis sarà il settore bancario e finanziario a finire sotto la lente, con alcuni tra i pesi massimi che riporteranno proprio oggi, martedì 13 ottobre, prima dell’apertura dei mercati. Si comincia con Jp Morgan, Citigroup e BlackRock con Johnson&Johnson a fare da contorno e una serie di altre società minori (per così dire visto molte vantano comunque tra 20 e 50 miliardi di dollari di capitalizzazione), tra cui il vettore aereo Delta Air Lines, appartenente a un altro settore sotto pressione. Domani invece sarà la volta di Bank of America, Wells Fargo&Co, Goldman Sachs e Us Bancorp, mentre UnitedHealth farà da apripista al comparto dell’healthcare puro. Secondo Zacks.com, società molto seguita tra gli operatori finanziari di tutti i livelli per le sue analisi su mercati e titoli azionari, difficilmente si potrà ripetere quanto avvenuto con la pubblicazione del secondo trimestre, quando molte società hanno superato le aspettative.

Per il comparto bancario, secondo gli analisti, il segreto per scegliere la direzione giusta su cui investire non sarà tanto il livello di utili (o perdite) registrato rispetto al consensus degli analisti, ma quanto questi potranno essere integrati o compensati con gli accantonamenti effettuati nel precedente trimestre. L’attuale situazione economica non lascia certo spazio a un’espansione dei margini. I bassi di tassi d’interesse, che la Fed ha ribadito rimarranno in vigore per un periodo prolungato, pesano sugli utili e sul reddito netto da interessi. Le banche potrebbero inoltre essere colpite dal deterioramento del merito di credito dei prestiti e dei mutui erogati alla clientela, con gli istituti finanziari che saranno costretti ad aumentare le riserve per le perdite future (i famosi npl, spauracchio anche in l’Europa). A pagare le spese della furia ribassista dei trader potrebbe essere Wells Fargo, titolo bancario ancora molto in ritardo rispetto ai competitor. Nell’ultimo anno il titolo ha perso il 50%, restando a ridosso dei minimi di marzo, rispetto ad esempio a Bank of America in flessione di solo il 12%. Tecnicamente il titolo si troverebbe in guai seri se dagli attuali 25 dollari scendesse sotto i 23 dollari, andando a rompere il supporto statico di lungo periodo. Se così fosse, il target sarebbero i minimi del 2009 a ridosso dei 10 dollari. Le prospettive sono invece positive, o comunque non negative, per le società finanziarie con l’investment banking e il trading come core business. La liquidità risulta ancora ai massimi livelli e gli scambi nel terzo trimestre sono nettamente superiori rispetto allo stesso periodo del 2019, nell’ordine del 20-30% in più. L’azione su cui puntare per un rialzo è Jp Morgan visto che viaggia a multipli ancora scontati, con un p/e intorno a 14, ben al di sotto rispetto alle altre società del comparto. Anche l’impostazione tecnica sembra favorevole con il titolo saldamente inserito nel canale rialzista partito il 25 settembre scorso e che sembra voglia puntare a quota 105 dollari. Meglio invece stare alla larga dai titoli del settore energia e in particolare da quelli legati al comparto delle esplorazioni e delle perforazioni petrolifere. A meno che non si voglia puntare al ribasso. Transocean, a causa del suo pessimo stato di salute (rasenta il default) è il candidato numero uno su cui aprire posizioni ribassiste.

L’unico comparto che dovrebbe invece viaggiare con il vento in poppa è quello del tech. La conferma si avrà il prossimo 15 ottobre con l’uscita della trimestrale di Taiwan Semiconductor, società di Taiwan da 410 miliardi di dollari di capitalizzazione. Il titolo dopo aver debolmente risentito dell’effetto Covid-19 toccando a marzo un minimo relativo a 42,5 dollari, è stato protagonista di un rally che lo ha portato a guadagnare oltre il 100% in sei mesi, e non sembra neanche finita qui. Sullo stesso piano si muovono anche i big del tech Usa con alcuni dei titoli cosiddetti Faang (Amazon su tutti) che potrebbero persino registrare un’altra trimestrale record. (riproduzione riservata)



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