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La tecnologia che non delude   
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La tecnologia che non delude  

Milano Finanza - Numero 156 pag. 44 del 08/08/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

Il settore tecnologico a livello globale mantiene un evidente vantaggio rispetto ad altre scelte che hanno sofferto una più marcata contrazione degli utili.  

 

Tra i sottostanti che non hanno deluso negli ultimi anni, e che si sono dimostrati resilienti anche nella delicatissima crisi di febbraio-marzo, spicca senza dubbio il comparto tecnologico. Numerosi sono i fattori che sulla carta possono portare a ulteriori soddisfazioni nei mesi a venire. Il settore vale oltre un quarto della capitalizzazione di mercato dell'S&P 500 e oltre il 20% dell’indice Msci World, distanziando di gran lunga il secondo settore nel benchmark di riferimento mondiale (ovvero i farmaceutici che si fermano al 14% circa nel Msci World). Ad alimentare la performance, in particolare durante la crisi di inizio anno, ci hanno pensato sotto-gruppi tematici come la sicurezza informatica, la robotica, la digitalizzazione, il lavoro e apprendimento da remoto, gli acquisti on-line. La capacità di tenuta degli utili aziendali è un altro elemento a supporto. Come ben segnalato in una recente analisi di State Street, negli ultimi tre mesi le aspettative sugli utili per le società tecnologiche Usa si sono ridimensionate solamente del 7%, rispetto al 26% per l'intero mercato. In termini geografici l’ambiente statunitense gioca tuttora un ruolo chiave, sebbene la concentrazione su nomi come Apple, Microsoft, Alphabet, Facebook che hanno un peso enorme può essere un limite in termini di indice di settore. E per coloro che preferiscono cavalcare le singole storie, anziché utilizzare un approccio diversificato, si segnalano alcune azioni che mantengono una solida struttura grafica e al tempo stesso non appaiono eccessivamente care, sia all’interno del settore definito IT che dei servizi di comunicazione non puramente telefonici. Il filtro dei multipli non troppo tirati è utile per evitare trappole come quelle create nella bolla internet di inizio 2000. I colossi prima indicati restano un must-have per chi guarda alla tecnologia e presentano multipli di poco superiori a 30 (in linea al Nasdaq100), ma altre azioni meno capitalizzate sono forse più interessanti. Come le statunitensi IBM (P/e atteso pari a 11,3, dividendo del 5,2% e beta di 1) che può essere approcciata in ottica value e Broadcom (P/e atteso pari a 15, dividendo del 3,9% e beta di 1), più dinamica e legata alle oscillazioni del mercato. IBM negli ultimi anni ha sottoperformato ed esprime oggi multipli molto interessanti, abbinati a un dividendo generosissimo, il che la rendono idonea per un posizionamento a rischio inferiore rispetto a molti altri titoli del settore, ma solo per coloro che hanno un orizzonte di medio-lungo termine. Gli attuali prezzi del titolo (125 dollari circa) corrispondono infatti ai livelli del 2009 e del lontano 2000. Più performante invece nel breve termine Broadcom, che sta ritestando ora i massimi storici realizzati nel 2019, a ridosso di 330 dollari. Anche qui con multipli scarichi, il che la rendono idonea ad una nuova accelerazione nel caso il mercato tenesse nei mesi a venire. Potenzialità in tal senso verso l’area 350-360 dollari. Sempre in ambito Usa si segnalano Texas Instruments (P/e atteso pari a 25,7, dividendo del 2,7% e beta di 0,9), Activision (P/e atteso pari a 27,6, dividendo del 0,5% e beta di 0,72) e Qualcomm (P/e atteso pari a 28,5, dividendo del 2,3% e beta di 1). Ma ha senso gettare un occhio al contesto europeo, dove spiccano azioni come Ericsson (P/e atteso pari a 21,3, dividendo del 0,75% e beta di 0,85), Sap (P/e atteso pari a 27, dividendo del 1,2% e beta di 0,92), Ingenico (P/e atteso pari a 29 e beta di 1) e Hexagon (P/e atteso pari a 28 e beta di 1,15). Quest’ultima in particolare (l’azienda si occupa di automazione e sviluppi software per varie applicazioni) è molto reattiva alle dinamiche di mercato e non dovrebbe stupire un tentativo di realizzazione di nuovi massimi storici se le condizioni di mercato non volgono al peggio. (riproduzione riservata)

 

 

 



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