Titoli sospesi al rialzo o al ribasso? È il momento di approfittarne, sfruttando le regole applicate da Borsa Italiana. In particolare, si sfrutta la regola del limite massimo di variazione dei prezzi dei contratti, rispetto al prezzo statico e/o al prezzo dinamico, prima che un titolo venga sospeso. Nonostante molti professionisti la usino, è un’operatività basilare, quasi da operaio della finanza perché si può attuare su qualunque titolo, a patto però di sobbarcarsi un lavoro lungo e ripetitivo a inizio giornata.
Come funziona la strategia? Semplice, si tratta di mettere alcuni ordini pendenti qualche tick sopra (o sotto) il limite massimo oltre il quale vengono sospesi i titoli, per poi rivenderli immediatamente dopo la riammissione a quotazione. Nell’attuale contesto di mercato i limiti da sfruttare sono quelli inferiori, piazzando gli ordini qualche tick sopra la sospensione a ribasso del titolo.
Nello specifico, i parametri che bisogna prendere a riferimento sono la variazione del +/-5% rispetto al prezzo statico (chiusura del giorno prima) per le azioni del Ftse Mib, mentre per le altre azioni la variazione ante sospensione deve essere del +/-10%. Più complicato e meno sicuro è l’esito della strategia quando la sospensione, rispetto al prezzo statico, avviene su altri prodotti come warrant (+/-30%), diritti (+/-30%) e bond convertibili (+/-5%). Servono invece altri parametri quando la sospensione è rispetto al prezzo dinamico ossia in base all’ultimo prezzo battuto. In questo caso la sospensione per i titoli del paniere principale arriva a +/-3,5%, mentre sulle altre azioni del listino arriva a -/+5% (+/-5% anche per i warrant, +/-15% per i diritti e +/-2,5% per le obbligazioni convertibili).
«Ovviamente bisogna adottare alcuni accorgimenti», ha spiegato Andrea Cartisano, trader e formatore di Invest Banca, «perché la strategia funziona solo se il titolo subisce uno shock, ossia un grosso ordine in vendita che spazza via il book fino al livello di sospensione». In altre parole, la strategia funzione se il titolo registra una discesa repentina. Se il titolo invece scende in maniera continua e regolare fino a raggiungere la sospensione, non funziona. «Alla base della strategia», continua Cartisano, «c’è l’assunto che se il titolo va in sospensione perché è crollato in un attimo, alla riapertura delle contrattazioni è molto probabile che rimbalzi, altrimenti questo non accade». Ed è proprio sul rimbalzo successivo alla riapertura che vanno venduti i titoli, perché non è detto che poi non si torni a scendere. Per questa strategia è molto utile avere un’indicazione che non tutte le piattaforme o broker danno: il calcolo automatico dei parametri (+/-3,5% dall’ultimo prezzo prima della sospensione per i titoli del Ftse Mib e +/-5% per gli altri titoli italiani) e l’orario preciso di rientro dalla sospensione.
Altrimenti bisogna armarsi di carta, penna e calcolatrice e farsi i calcoli. Quando un titolo viene fermato dalle contrattazioni, per essere riammesso deve avere un prezzo di riferimento (dato dall’incrocio tra quantità e prezzi in denaro e lettera) che rientra nei parametri superiori e inferiori. Entro cinque minuti dalla sospensione, questi parametri devono essere rispettati per far partire il cosiddetto «minuto random» dove il titolo può tornare in contrattazione in qualsiasi momento nei 60 secondi successivi ai famosi cinque minuti. Se le quantità e i prezzi immessi dagli operatori, in denaro e in lettera, non fanno rientrare il prezzo di riferimento all’interno dei parametri, si va in sospensione per altri cinque minuti e così via fino a quando non si rientra nei limiti.
L’esempio più calzante per capire come funziona la strategia si è registrato su Rcs la settimana scorsa. Il grafico in pagina mostra il titolo Rcs con un time frame a 1 minuto. Come si può notare, lo scorso 29 maggio alle 13,53 il titolo Rcs, a seguito di una forte vendita, è passato da 0,8640 a 0,8230 euro. Il titolo è rimasto così sospeso fino alle 14.04, tornando agli scambi a 0,8750 euro. Considerato che il prezzo di chiusura del giorno precedente era di 0,9180 euro chi avesse posizionato un ordine inferiore dell’8% (alcuni trader dividono i loro ordini in più tranche, magari posizionandone un lotto a -7% e un altro lotto a -9% per non rischiare di mancare la sospensione che non sempre è al tick preciso), avrebbe avuto il titolo in carico a 0,84 euro circa. Se l’avesse rivenduto subito al rientro delle contrattazioni avrebbe fatto più di 30 tick di guadagno in pochi minuti. (riproduzione riservata)