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La ricerca dell'equilibrio

13 gennaio 2024, 06:35 Ultimo aggiornamento: 09:35

Milano Finanza Intelligence Unit

I prezzi passano da una zona di equilibrio ad un'altra compiendo dei movimenti direzionali. Il prezzo, il tempo e il volume sono i tre aspetti chiave.

La ricerca dell'equilibrio

La quasi totalità delle transazioni che avvengono sui diversi mercati finanziari avviene ormai elettronicamente. I concetti di liquidità, di controparte e di incrocio degli ordini, che stanno alla base dell’analisi sui volumi, assumono quindi la massima rilevanza. Per capire questi concetti occorre rifarsi alla “Teoria delle aste” (Auction Market Theory) ideata da Peter Steidlmayer e poi sviluppata da James Dalton e Donald Jones. Questa teoria si basa sul fatto che il mercato, avendo come obiettivo primario quello di facilitare gli scambi tra i suoi partecipanti (seguendo la legge della domanda e dell'offerta), si muove alla ricerca dell'efficienza (ossia dell’equilibrio o del fair value).


Il mercato si trova in una situazione di efficienza quando c’è una situazione di sostanziale equilibro (balance) tra compratori e venditori, con nessuna delle due forze che ha un chiaro controllo del mercato. In questo contesto, quindi, le valutazioni di entrambe le forze circa il valore dell’attività finanziaria sono simili. Questo equilibrio viene fotografato da un andamento sostanzialmente laterale dei prezzi, all’interno del quale gli scambi sono quindi facilitati. Questa è la situazione che il mercato tenta sempre di raggiungere.
Poi però ci sono dei momenti di inefficienza o di squilibrio (imbalance), rappresentati dai movimenti di tendenza (trend). L’arrivo di nuove informazioni può infatti cambiare la valutazione circa il valore di una certa attività finanziaria, con compratori e venditori che sono in disaccordo tra di loro. Una delle due forze prende il controllo del mercato e sposta il prezzo al di fuori della zona di equilibrio precedente. In questo contesto il mercato non facilita gli scambi ed è quindi in una condizione inefficiente. Il mercato, in costante movimento, andrà alla ricerca di un nuovo valore dove compratori e venditori potranno nuovamente scambiarsi le azioni. In quel momento verrà creata una nuova zona di equilibrio. Questo ciclo (si parla anche di alternanza tra fasi di consolidamento e fasi impulsive) viene ripetuto più e più volte. In pratica: i prezzi si spostano da una zona di equilibrio a un’altra attraverso dei movimenti direzionali. Questi movimenti iniziano quando si verifica un cambiamento nelle valutazioni (dei compratori e/o dei venditori) circa il valore di una certa attività finanziaria. Questo cambiamento genera una situazione di squilibrio. Il mercato inizia quindi a cercare una nuova area dove potrebbe esserci consenso tra la maggior parte dei partecipanti circa il valore di quella attività finanziaria. E’ importante evidenziare come il mercato trascorra la maggior parte del suo tempo in situazioni di equilibrio. E ciò è logico perché la natura del mercato è proprio quella di promuovere gli scambi tra i suoi partecipanti. Ed è proprio in queste situazioni che nascono, si sviluppano e si perfezionano quei processi di accumulazione e di distribuzione che caratterizzano la teoria di Wyckoff.


Il processo di asta nei mercati finanziari si basa quindi sul concetto di valore. Per cercare di individuare dove si trova tale valore occorre valutare tre elementi:
1) il prezzo. Nel meccanismo dell'asta il prezzo viene considerato come lo strumento esplorativo. La negoziazione viene infatti facilitata dal movimento del prezzo, che oscillando in su e in giù, esplora diversi livelli per vedere come reagiscono i partecipanti. Se i partecipanti ritengono che il prezzo sia giusto, inizieranno a scambiare. Al contrario, se i nuovi livelli non vengono percepiti come attraenti i prezzi verranno respinti;
2) il tempo. Quando il mercato raggiunge un livello interessante il tempo fornisce delle informazioni utili circa la sua significatività. I prezzi, infatti, trascorrono pochissimo tempo in quelle aree che sono vantaggiose soltanto per una delle due parti. I prezzi, quindi, trascorrono più tempo in una zona di efficienza o di equilibrio e meno tempo in un'area di inefficienza o di squilibrio. E’ il concetto sul quale si base il Market Profile: quanto più tempo i prezzi rimangono su certi livelli, tanto più quei livelli si possono considerare significativi;
3) il volume. Il volume rappresenta l'attività vera e propria. Questa quantità indica l'interesse o il disinteresse dimostrato dai partecipanti sui vari livelli di prezzo. Alcune zone, in base al volume, assumono infatti più valore di altre. La regola di base è che: maggiore è l’attività registrata in una certa area, maggiore è il valore attribuito ad essa dai partecipanti al mercato. E’ il presupposto sul quale si basa il Volume Profile: quanti più volumi vengono scambiati su certi livelli, tanto più quei livelli si possono considerare significativi.

In pratica: Prezzo + Tempo + Volume = Valore. Questi tre elementi indicano qual è, secondo i partecipanti al mercato (in base alle informazioni attuali), il valore di una certa attività finanziaria. Il mercato, tramite il prezzo, esplora sempre nuovi livelli. Il consumo di tempo suggerisce se questi livelli vengono accettati o rifiutati dai partecipanti mentre la consistenza del volume deve confermare che i partecipanti abbiano effettivamente operato, creando una zona di valore. Sapere dove si trovano queste zone di valore è molto importante in quanto consente di definire la struttura del mercato (rialzista, ribassista, laterale) e di poter poi costruire delle valide strategie operative. (riproduzione riservata)



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