
Nelle scorse settimane Borsa Italiana ha pubblicato il consueto rapporto mensile che racchiude le principali statistiche sulla numerosità dei prodotti e la distribuzione degli scambi delle piattaforme SeDeX e Cert-X. La sintesi di marzo 2026 ha evidenziato una netta accelerazione dei volumi nel primo trimestre di quest’anno rispetto al quarto del 2025. Tra gennaio e marzo il controvalore negoziato sul SeDeX si è infatti attestato a ridosso dei 7,4 miliardi di euro, contro i 6,4 miliardi scambiati tra ottobre e dicembre dello scorso anno. A questi valori vanno poi aggiunti i 3,3 miliardi scambiati su Cert-X, anche qui in ripresa rispetto ai 3 miliardi scambiati nel quarto trimestre 2025.
Mentre su Cert-X gli scambi riguardano unicamente i prodotti d’investimento, su SeDeX un contributo importante è arrivato come sempre dai Leva Fissa, che a marzo scorso hanno inciso per oltre un quarto del controvalore totale (26%), in calo rispetto a dicembre 2025, ma comunque oltre il risultato dei certificati Digital, calati al 21,4% dal 22%. Hanno inoltre confermato il terzo posto gli Express (18,4%), con un dato in linea rispetto al quarto trimestre dell’anno scorso. In ripresa i certificati a Leva dinamica, stabili al quarto posto, ma con un riscontro salito all’11,7% dall’11,1% di dicembre 2025. A livello aggregato, va segnalato invece un significativo calo dell’incidenza dei prodotti non speculativi sul controvalore totale negoziato: considerando i soli dati del SeDeX, a dicembre la quota dei certificati d’investimento è crollata addirittura sotto il 40% del totale, in favore di leverage e covered warrant, tornati oltre il 60%. A dicembre 2025 i prodotti d’investimento avevano scambiato oltre il 55% del controvalore totale.
Qualche ulteriore spunto d’interesse emerge concentrando l’attenzione proprio sui prodotti d’investimento, ma suddivisi per tipologia: la classe più scambiata nel primo trimestre 2026 è tornata quella dei certificati a capitale protetto (48,8% del controvalore tra SeDeX e Cert-X), anche se con un margine minimo rispetto ai prodotti a protezione condizionata (48,5%), tanto che in termini di numero di contratti (47,35% per i primi contro 51,36% dei secondi) i rapporti di forza si ribaltano. Nel quarto trimestre 2025 quelli a protezione condizionata avevano prevalso in entrambe le categorie: le nuove tensioni geopolitiche internazionali scatenate dal conflitto in Iran, che tuttora continuano a gravare sui mercati, hanno suggerito un parziale calo della propensione al rischio, almeno tra i certificati d’investimento.
Tra le singole tipologie, hanno continuato raccogliere i maggiori consensi quelle a rendimento cedolare. Questa volta a guidare il lotto sono stati però i Digital, che associano al pagamento di premi periodici anche un’opzione di protezione del capitale, balzati al 35,9% in termini di controvalore trimestrale, superando gli Express, che rientrano tra i certificati a capitale condizionatamente protetto e prevedono appunto il pagamento di importi addizionali condizionati, con abbinata un’opzione di esercizio anticipato, che hanno visto calare la quota di mercato al 33,8%. In terza posizione si sono confermati gli “Equity Protection”, con un riscontro leggermente superiore a quello del trimestre precedente (10,05%), mentre i “Cash Collect”, il cui principale elemento distintivo è proprio quello dello stacco di primi periodici, si sono assestati in quarta posizione (7,22%), superando di misura i Bonus Cap (7,07%).
Nel complesso, tra SeDeX e Cert-X, la quota di controvalore che si è concentrata sui certificati a rendimento cedolare si è confermata oltre il 79% anche nei primi tre mesi del 2026, in linea con il quarto trimestre 2025, consolidando un dominio molto netto di questi strumenti.
In quest’ottica, continuano invece a trovare uno spazio poco significativo le Credit Linked note, che di fatto replicano il funzionamento dei bond, introducendo però un’esposizione al rischio di credito di uno o più soggetti terzi in aggiunta a quello dell’emittente. Il numero di Credit Linked quotati è sempre molto cospicuo, tanto che a marzo ha superato quota 1.700, il secondo in assoluto dietro agli Express (oltre 5.600 prodotti), ma il controvalore movimentato da questi prodotti ha superato di poco il 2% del totale tra SeDeX ed EuroTlx. (riproduzione riservata)