In un periodo caratterizzato da crescita incerta e inflazione elevata esistono comunque opzioni di investimento che possono dare soddisfazioni. Le scelte tematiche e settoriali sono tipicamente quelle più utilizzate per assumere posizioni su specifici fattori di rischio, in grado di scostarsi dal trend comune del mercato rappresentato dagli indici diversificati. Guardando ai settori, il comparto delle utilities si sta nuovamente dimostrando tonico, specie in ambito Usa. Anche l’emittente di Etf Spdr ha messo in luce, in una recente analisi, che sia a livello Usa sia europeo il regime economico negativo ha favorito i settori più difensivi dei beni di consumo, della sanità e, negli Stati Uniti in particolare dei servizi di pubblica utilità. Non si tratta di una sorpresa secondo l’asset manager, poiché questi settori beneficiano di una domanda non discrezionale per i loro prodotti e servizi di base e, in tempi economici difficili, la loro relativa stabilità è interessante rispetto alla ciclicità di altri settori, più esposti alla volatilità. Lo studio tiene in considerazione il periodo dal 1999 al 2022, ed ha messo in luce anche che le utilities sono uno dei settori a maggiore forza relativa rispetto all’S&P500 nei periodi caratterizzati da economia debole o recessione, con extra-rendimenti anni fino al 6% a livello statunitense; una considerazione simile trova conferma anche in periodi storici caratterizzati da alta inflazione. Al contrario, le utilities hanno sottoperformato in periodi economici più favorevoli. Il settore ha inoltre confermato una bassa volatilità, affiancata ad un elevato rapporto rendimenti-rischio che è uno dei maggiori elementi di appeal. Guardando ai dati statistici, la correlazione il beta del settore utilities statunitense sono fotografati sotto 0,6, il che giustifica una buona indipendenza rispetto alle dinamiche del mercato, e anche allungando l’arco temporale a 5 anni ci si avvicina a 0,70. Il dividendo dell’ultimo anno è prossimo al 2,9% lordo (crescita annua del dividendo del 3% negli ultimi 3 anni), mentre in termini di rapporto prezzo/utili ci si posiziona oggi poco sopra 21, un valore non a sconto. Le predette considerazioni hanno permesso di restituire all’investitore nel delicato 2022 una performance totale, in dollari, del +7% circa, rispetto al -11% circa dell’S&P500. In termini di scelte indicizzate, sono due i prodotti quotati in Italia che permettono di mirare nello specifico a questo indice settoriale. Si tratta dell’Etf Invesco US Utilities Sector (indice S&P Select Sector Capped 20% Utilities) e del Etf Spdr S&P US Utilities Select Sector (indice S&P Utilities Select Sector), che permettono di sfruttare la forza del settore analizzato attraverso un approccio diversificato e facilmente inseribile in portafoglio, anche per importi piccoli. Ma per gli amanti del rischio specifico con facile accesso ai mercati esteri le occasioni non mancano di certo. Guardando alle azioni a maggior capitalizzazione, il colosso NextEra Energy (P/e atteso di 31, dividendo del 1,9%, beta di 0,82) graficamente resta ben posizionato per andare a cercare i massimi storici ed eventualmente tentare un nuovo breakout rialzista, mentre Duke Energy (P/e atteso di 19,9, dividendo del 3,7%, beta di 0,31) appare più titubante nel cavalcare il recupero in atto del mercato e del settore. Molto più tonica Southern Company (P/e atteso di 21,7, dividendo del 3,5%, beta di 0,61) già a cercare nuovi massimi storici, mentre Edison Int. (P/e atteso di 15,4, dividendo del 4,1%, beta di 0,75) evidenzia sia una buona dinamica grafica che indicatori allettanti. American Electric Power (P/e atteso di 20,2, dividendo del 3,1%, beta di 0,41) sembra abbia intenzione a sua volta di ritesta rei massimi storici realizzati nel corso dell’anno, ma anche Exelon (P/e atteso di 20,2, dividendo del 2,9%, beta di 0,75) mantiene buona chance di rendimento, nonostante l’allungo già espresso in passato. Infine, si segnala Entergy (P/e atteso di 18,7, dividendo del 3,4%, beta di 0,63); il titolo ha subìto un forte shock nel 2020, ma potrebbe presto riagganciare i massimi del 2022 e successivamente quelli storici. (riproduzione riservata)