skin track
Speciali Trading Leggi dopo

Il rinvio sul rialzo dei tassi indebolisce il biglietto verde rispetto all'euro

La Fed spinge il dollaro al ribasso

di Giuseppe Di Vittorio
MFT - Numero 085 pag. 20 del 03/05/2016

Milano Finanza Intelligence Unit

In questo quadro il cross è destinato a salire fino a quota 1,17 rispetto all'attuale 1,14. Solo dati molto positivi sull'economia Usa potranno fermare il movimento, sostenuto anche dai flussi commerciali

Sempre più concreta l'ipotesi di un cross euro-dollaro verso quota 1,17 dopo il comunicato della Fed della scorsa settimana. Un rialzo dei tassi in occasione del meeting di giugno sembra infatti improbabile: l'inflazione è sotto controllo se non in discesa, e questo nonostante l'economia viaggi a ritmi non certo anemici come quelle europei. Il quadro è quindi abbastanza chiaro: l'analisi tecnica spinge per il raggiungimento dei massimi di periodo e quella fondamentale al momento non è in grado di smentirla. Ma la settimana appena iniziata è ricca di dati di carattere fondamentale che potrebbero cambiare il quadro.

Partendo dallo scenario tecnico, che i detrattori accusano di spiegare tutto ma solo a posteriori, il movimento di venerdì del cross (dopo aver metabolizzato il messaggio del Fomc) è da manuale: una bandiera e poi via un breakout, confermato anche dall'aumento della volatilità e senza volumi solo perché nel mercato forex cash non ci sono. L'obiettivo del trend è ora molto chiaro: il primo target è a quota 1,15, il secondo a 1,1750, ovvero i massimi di agosto. Su quel livello tra l'altro il cross chiuderebbe una figura di inversione rialzista che per essere confermata dovrebbe portarsi sopra quota 1,1750. Si tratta comunque di obiettivi ambiziosi visto che al momento l'euro-dollaro quota 1,1461.

Anche le medie mobili confermano il trend positivo, che potrebbe essere annullato solo sotto 1,1250 punti, livello utilizzabile anche come stop loss per eventuali strategie rialziste.

Sotto il profilo dei fondamentali, a guidare i mercati in questo momento è l'ipotesi di un rialzo dei tassi di interesse Usa, evento che però sembra allontanarsi sempre più. Il tema è cruciale perché tassi più alti fanno aumentare gli investimenti in dollari, tanto più che ormai molti titoli governativi offrono rendimenti negativi.

Comunque l'ultimo comunicato Fed sembra cancellare quasi del tutto la possibilità di un rialzo a giugno. Natixis ne è convinta sulla base degli eventi internazionali in agenda, tutti con un potenziale di destabilizzazione poco coerente con un rialzo dei tassi: le elezioni in Spagna dopo che è fallito il tentativo di formare un governo, il referendum del 23 giugno in Gran Bretagna sulla Brexit e infine il secondo turno delle elezioni in Austria, Paese dove al primo turno era in vantaggio una forza estremista.

Tornando alla riunione di giugno, la Fed non ha accennato alla possibilità di un intervento come aveva invece fatto in altre occasioni, per esempio lo scorso ottobre quando anticipò la decisione di dicembre.

Se salta l'appuntamento di giugno se ne potrebbe riparlare a fine settembre. Non sono previsti incontri ad agosto, mentre quello di luglio non è seguito da conferenza stampa: difficile che una decisione così attesa non sia seguita da un momento di spiegazione. La banca centrale Usa può comunque permettersi un atteggiamento di cautela sui tassi: l'inflazione negli ultimi mesi risulta sotto controllo, a tratti addirittura in discesa, e il prezzo delle materie prime è tornato a salire anche se sotto i livelli precedenti e comunque sempre con rischi di ribasso.

Gli States sono inoltre in fase pre elettorale e quindi i vertici della Fed, che sono stati nominati da un governo democratico, non vorrebbero rovinare il clima di fiducia dei consumatori, mentre i rialzi dei tassi di interesse frenano potenzialmente l'economia e sono in genere associati a una flessione dei mercati azionari.

Al momento i future sui fed funds danno all'11,23% la probabilità di un aumento dei tassi di interesse a giugno e al 28% a luglio, valori quindi bassi in entrambi i casi. Le probabilità salgono invece al 41% per il meeting di settembre e al 60% per quello di dicembre.

Nonostante le previsioni non manca però chi, come per esempio Goldman Sachs, crede in un rialzo già a giugno. Secondo la banca d'affari, «la mancanza di un preciso riferimento a rischi di recessione apre spiragli all'aumento dei tassi, rialzo supportato anche da ritmo di crescita dell'economia e soprattutto disoccupazione in calo». Goldman ricorda inoltre che lo scenario internazionale per la prima volta non è stato evocato, mentre era stato uno dei principali motivi del rinvio dell'intervento in altre occasioni. Per la banca d'affari Usa quindi la Fed è ora concentrata sullo scenario domestico.

Passando invece all'euro, cioè all'altra parte del cross, la politica monetaria super espansiva della Bce non è più un driver: il mercato ha già scontato l'ultimo intervento e quindi chi crede in un rialzo del cross non può affidarsi alla banca centrale perché nel contesto attuale è difficile ipotizzare il ricorso a misure ancora più aggressive.

Non bisogna infine dimenticare che l'euro-dollaro vanta una specifica forza in salita: i flussi commerciali sono infatti tutti a favore della moneta unica, perché è soprattutto l'Europa a esportare negli Stati Uniti, e questo, se lo spread tra i rispettivi tassi non è particolarmente elevato, alimenta la domanda di euro.

L'analisi del Cot conferma il movimento al rialzo delle quotazioni, cioè l'apprezzamento dell'euro e la flessione del dollaro. Gli hedge fund, che di solito riescono a piazzarsi dalla parte giusta del mercato, stanno già riducendo in modo significativo le operazioni short. Le operazioni al ribasso sono però ancora prevalenti e quindi l'analisi del Cot potrebbe confermare una strategia di trading rialzista che punta fino a 1,1700. Per andare oltre meglio aspettare che la proporzione si inverta.

L'euro-dollaro potrebbe arrivare a quota 1,17 anche in un paio di settimane. Occhio perciò ai dati macro: se negativi potrebbero allontanare l'aspettativa di rialzo dei tassi Usa, e viceversa.

Il 4 maggio verranno pubblicati l'indice dei direttori di acquisto del settore servizi e gli ordini all'industria. Ma l'appuntamento chiave è quello di venerdì quando verrà reso noto il dato sulla disoccupazione: un ritorno sotto il 5% favorirebbe il dollaro. Sotto osservazione anche il dato sui nuovi occupati. Da monitorare la soglia dei 200 mila posti di lavoro: valori superiori farebbero apprezzare il dollaro, inferiori aiuterebbero l'euro.

Pioggia di critiche, infine, nei confronti dei membri delle varie banche centrali, governatori a parte. Prima dell'ultimo meeting molte erano state le dichiarazioni in senso restrittivo, dichiarazioni poi smentite dai verbali, dalle decisioni prese e dai numeri delle votazioni. Gli stessi personaggi hanno perciò perso un po' di credibilità. In ogni caso questa settimana parleranno due falchi moderati come Loretta Mester della Federal Reserve di Atlanta e Jeremy Bullard Presidente della Fed di St. Louis. Vedremo quanto risulteranno attendibili. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza