Non abbandonare i titoli della difesa, questo uno dei messaggi più cinici arrivati negli ultimi mesi dai mercati finanziari. Se da un lato le svolte Esg degli ultimi anni possono aver tolto un po' di appeal per l’inserimento in portafogli di queste aziende, le vicissitudini internazionali e le recenti crisi geopolitiche hanno velocemente fatto tornare alla ribalta tali elementi strategici. E così molti titoli azionari con focus sulle armi e sulla difesa, con alta componente tecnologica, hanno realizzato nuovi massimi storici, alla faccia del mercato in netta ritirata. La forza relativa rispetto agli indici azionari europei e statunitensi sta così recuperando velocemente il terreno perso negli anni passati, in modo simile a quanto accaduto per i titoli oil, confermando che la massima diversificazione continua a premiare. L’indice S&P500 Aerospace&Defence è in rialzo di circa l’6,4% da inizio anno, rispetto al -12,6% dell’S&P500, con una correlazione prossima a 0,7 e un beta aggressivo, vicino a 1,1. Non si tratta quindi certamente di una scelta difensiva, ma quantomeno è risultata in grado di bilanciare la debolezza di altri comparti maggiormente legati al trend comune del mercato. Anche nel mercato europeo le dinamiche di guerra stanno portando vantaggio a questi titoli, con un vantaggio relativo da inizio anno del 10% circa rispetto all’Eurostoxx50, guardando all’indice Msci Europe Aerospace&Defence. Va da sé che, a conferma di quanto detto, la fotografia in termini fattoriali per questo tipo di investimenti rispecchia attualmente una sottoesposizione al fattore quality e un sovrappeso allo stile momentum. Come spesso accade per tutto ciò che ha a che fare con la tecnologia avanzata, buona parte titoli a maggior rappresentatività sono statunitensi, ma ci sono opportunità anche nel contesto europeo. Partendo proprio da quest’ultimo si segnalano in particolare Dassault Aviation, Thales, Bae Systems, Chemring, Rheinmetall, Leonardo. Il titolo francese Dassault Aviation (aerei militari e civili, P/e atteso pari a 21, dividendo del 1,55%, beta di 0,93 e correlazione di 0,55) evidenzia una dinamica grafica molto ben impostata, con buone probabilità che nelle settimane a venire i prezzi possano cercare di testa rei massimi storici, realizzati nel 2018, oltre 170 euro. Più nervose le oscillazioni di Thales (industria aerospaziale e difesa, P/e atteso pari a 18,2, dividendo del 2,1%, beta di 0,8 e correlazione di 0,47), ma qui il test sui precedenti massimi storici è già stato affrontato con successo e non dovrebbe stupire un ulteriore allungo. Nel contesto inglese si segnalano Bae Systems (industria aerospaziale e difesa, P/e atteso pari a 15,6, dividendo del 3,3%, beta di 0,7 e correlazione di 0,44) e Chemring (industria della difesa, P/e atteso pari a 19,8, dividendo del 1,3%, beta di 0,63 e correlazione di 0,26). Per il primo titolo interessante uno storno verso 720-730 pence, un buon supporto su cui i prezzi potrebbero costruire una base per la ripartenza; mentre Chemring sta confermando il breakout dei massimi relativi degli ultimi anni, con possibilità di estensione anche oltre 400 pence. In ambito tedesco e italiano spiccano invece Rheinmetall (componenti tecnologiche, P/e atteso pari a 18,6, dividendo del 1,6%, beta di 0,4 e correlazione di 0,19) e Leonardo (industria aerospaziale e difesa, P/e atteso pari a 8, dividendo del 1,45%, beta di 1,2 e correlazione di 0,54). Per il titolo teutonico è però necessaria una pausa, in quanto l’accelerazione di febbraio-marzo è stata eccezionale e potrebbe portare a prese di profitto. Leonardo ha a sua volta costruito una buona area di supporto a ridosso di 8,8-9 euro, e in caso di correzione si può accumulare puntando ad un successivo tentativo di rimbalzo.
Nel mercato Usa si trovano le maggiori capitalizzazioni mondiali e attualmente la dinamica dei prezzi sta premiando maggiormente nomi come Raytheon Technologies (industria aerospaziale e difesa, P/e atteso pari a 20,2, dividendo del 2,3%, beta di 1,2 e correlazione di 0,6), Lockheed Martin (industria aerospaziale e difesa, P/e atteso pari a 16,5, dividendo del 2,5%, beta di 0,53 e correlazione di 0,36), Northrop Grumman (industria aerospaziale e difesa, P/e atteso pari a 18,7, dividendo del 1,4%, beta di 0,46 e correlazione di 0,3) e General Dynamics (aviazione e difesa, P/e atteso pari a 19,7, dividendo del 2,1%, beta di 0,9 e correlazione di 0,62). Interessante lo storno di Raytheon verso 95 dollari, con possibilità di recupero sui recenti massimi storici; in modo simile Lockheed Martin mantiene le carte in regola per un eventuale nuovo test verso 480 dollari. Robusto anche l’andamento degli altri due titoli citati con possibilità di realizzazione di nuovi massimi storici passata la recente debolezza. (riproduzione riservata)