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L'oro luccica ma resta da short
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Il recente rialzo potrebbe ingannare sul trend di fondo, che rimane ribassista

L'oro luccica ma resta da short

MF - Numero 194 pag. 23 del 04/10/2022

Milano Finanza Intelligence Unit

Per rivedere una fase rialzista solida occorre uscire dal canale discendente superando almeno quota 1.750 dollari

Attenzione a non farsi abbagliare dal luccichio rialzista delle ultime sedute: l'oro si trova infatti ancora in pieno trend ribassista. Anzi, il suo ritorno a ridosso dei 1.700 dollari potrebbe essere un'ottima occasione per far partire uno short sul metallo giallo. L'accelerazione dell'oro è da imputare in primis al calo di valore del dollaro, ben evidenziato dall'andamento del dollar Index, derivato che mette da una parte il dollaro e dall'altra un paniere di valute mondiali, il quale sta registrando un momento di storno dopo aver raggiunto il massimo relativo di area 114,50 punti. La discesa del future sul dollaro ha raggiunto ieri il minimo di 111,45 punti, in calo del 3% rispetto ai massimi ricordati mentre, contestualmente, il prezzo dell'oro è salito dai 1.620 dollari fino agli attuali 1.700 dollari.

I trader sulle materie prime sperano nella possibilità che il dollar index segua i dettami dell'analisi tecnica e vada a ritestare l'ex resistenza, ora diventata supporto a 110,50 punti. Con una simile evoluzione anche il metallo giallo potrebbe continuare a salire fino al target dei 1.740/1.750 dollari, dove incrocerebbe una resistenza dinamica di breve/medio termine che potrebbe funzionare da barriera. Alla luce di queste considerazioni, la strategia operativa, attuabile da subito, prevede l'apertura di una modesta posizione ribassista che nell'eventualità di una risalita dei prezzi dovrà essere incrementata. Vista la strategia contro trend, bisogna necessariamente posizionare uno stop loss che nella fattispecie può essere inserito poco sopra i 1.750 dollari all'oncia. Nel caso infatti che le quotazioni superino l'area dei 1.750 dollari si avrebbe un'inversione di tendenza di medio termine per l'oro, che passerebbe da ribassista a rialzista.

Gli obiettivi dello short sull'oro sono però molto interessanti perché prevedono, come minimo, un ritorno nell'area dei 1.675 dollari in prima battuta, per poi scendere ulteriormente. Il target successivo è individuato a 1.650 dollari e poi a 1.622 dollari, minimo del 28 settembre scorso. I commodity trader tuttavia puntano al bersaglio grosso che sarebbe l'incrocio con il limite inferiore del canale ribassista in cui l'oro si muove da marzo scorso. Se si considera come punto di partenza il massimo relativo dell'8 marzo scorso a 2.078 dollari e si unisce e prolunga con l'altro massimo relativo del 10 agosto, si ottiene la famosa resistenza dinamica che, se superata, invertirebbe la tendenza di fondo. Se si duplica questa linea di tendenza e la si porta sul minimo del 16 maggio scorso a 1.785 dollari, si potrà ben notare come questa, insieme alla gemella, formi un canale ribassista di medio termine. Ora, se si guarda con attenzione il grafico, si può notare come, da marzo scorso, il trend dell'oro alterna fasi discendenti importanti a rimbalzi fisiologici.

L'attuale movimento del metallo si potrebbe configurare come mero rimbalzo prima di ripartire in discesa verso nuovi minimi relativi e il target è proprio l'incrocio con il limite inferiore del canale ribassista in area 1.560 dollari. Si tratta ovviamente di un obiettivo di medio periodo, ma non per questo meno realista considerato anche che in quel punto risiede il massimo relativo del 6 settembre 2019.

Oltre al dollar index, anche altri driver indicano una possibile discesa dei prezzi dell'oro. In effetti non è passato inosservato il costante deflusso di denaro (per 16 settimane consecutive) che hanno registrato i fondi che trattano sul Comex (Commodity Exchange), fattore che ha fatto scattare l'allarme di molti operatori, retail e non. Insomma, s sorpresa non si è più neanche sicuri che l'oro possa riacquistare la fama di bene rifugio in caso si dovesse presentare una crisi finanziaria, perché forse gli investitori si sentono più sicuri rimanendo liquidi. (riproduzione riservata)



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