Quella che si ipotizzava potesse essere una lunga giornata soporifera sui mercati, si è trasformata in una animata giornata di trading sull'obbligazionario. Che fosse il derivato, il titolo di Stato specifico o l'etf di riferimento, bastava che ci fosse la desinenza Btp per assistere a volatilità assicurata. Lasciando agli analisti le considerazioni sulle implicazioni economiche della tensione che si sta verificando su spread e titoli di stato italiani (con i rendimenti in risalita), lato trading c'è stato da divertirsi. E oggi si potrebbe replicare in senso opposto.
Sull'Euro-Btp ad esempio, il derivato gestito dall'Eurex che mostra l'andamento del decennale italiano, si è partiti subito forti già all'apertura delle contrattazioni alle 8:00 a 148,80 punti. Ma è stato dalle ore 9:00 alle ore 15:00 che si sono verificati il maggior numero di scambi, a seguito di una discesa che ha portato il derivato a raggiungere un nuovo minimo relativo a 147,12 punti, salvo risalire leggermente nel pomeriggio e chiudere la seduta a 148,07. A dire la verità, un inizio di settimana in scia a quella scorsa dove, complice la violazione ribassista del supporto statico di quota 150 punti, gli operatori hanno cominciato a vendere per andare a chiudere il gap rialzista che si era venuto a creare con il rolling del contratto di giugno scorso.
Facendo un'analisi dello spettro volumetrico della seduta, sembrerebbe quasi che gli operatori e i sistemi di trading automatici abbiano voluto creare una base di volumi da cui potrebbe generarsi un rimbalzo nella seduta odierna con l'obiettivo di tonare a testare almeno l'ex supporto, ora diventato resistenza a 150 punti. Stop loss di un'operazione rialzista simile è abbastanza facile da individuare e si trova sotto quota 147 punti.
Stessa seduta movimentata anche direttamente sui titoli di stato, dove le scadenze più lunghe sono state oggetto d'interesse dai trader. I prodotti più volatili sono stato il Btp 2,15 marzo 2072, il Btp 2,8 marzo 2067 e il Btp 1,5% settembre 2051. La scadenza più lontana, il 2072, ha chiuso la seduta con un calo dell'1,36°% a 96,57 euro con quasi 2000 trade effettuati e 62 milioni di pezzi scambiati (per un controvalore di 60 milioni di euro). Anche su questo strumento nelle prossime sedute è possibile che si verifichi un rimbalzo delle quotazioni finanche a tonare a quota 97,5 euro, sempre considerando il contesto negativo che sul medio termine ha come obiettivo l'area di 95 euro. Peggior configurazione grafica invece per il Btp con scadenza marzo 2067, uno dei preferiti dei trader obbligazionari, che ha invece chiuso la seduta in calo dell'1,64% a 114,7 euro. Gli scambi su questo strumento hanno raggiunto i 31 milioni di pezzi, eseguiti attraverso 850 trade. Come già anticipato però, in questo caso, la configurazione è peggiore con le quotazioni che chiudendo sotto quota 115 euro lasciano ancora spazio ad una discesa per le prossime sedute mettendo nel mirino persino il minimo di maggio scorso a quota 110 euro.
Infine, Il btp scadenza 2051, che ha chiuso in calo dell'1,5% a 94,8 euro, è risultato il più scambiato in termini di controvalore con 67 milioni di euro e 1750 trade effettuati. A livello grafico, questo prodotto si mette nel mezzo tra i due precedenti, con le quotazioni che hanno raggiunto un minimo ieri a 94,19 euro, salvo però recuperare e chiudere la seduta a ridosso di 94,9 euro, al di sopra del supporto di medio termine di 94,7 euro.
La discesa delle obbligazioni si è riflettuta anche sugli Etf. Su questi strumenti però la discesa non è stata così evidente come sui prodotti precedenti perché, avendo al loro interno una ponderazione di strumenti diversi, gli impatti si risentono meno (a rialzo e a ribasso). I due di riferimento per l'obbligazionario italiano sono l'Ishares Italy Governement Bond Eur e il Lyxor EuroMts 10Y Italy Btp Government Bond. Il primo prodotto ha chiuso la seduta con un calo dello 0,26% a 169,62 euro, e rappresenta un Etf di grandi dimensioni, lanciato nel 2012, con un patrimonio gestito pari 1,5 miliardi di euro. Presenta una volatilità annua del 3,99%, con un Ter (indicatore sintetico di spesa) dello 0,20% annuo. Il Lyxor ha invece chiuso la seduta di ieri in calo dello 0,62% a 159,09 euro e presenta un costo dello 0,17% annuo con una volatilità annua del 4,95%. Lo strumento investe in titoli di stato con focus Italia. Le scadenze delle obbligazioni sono comprese tra 7-10 anni e hanno rating investment grade.