Saranno il robotrading e il roboadvisory i protagonisti del futuro mondo degli investimenti. Il fintech del resto, neologismo che identifica l’utilizzo delle tecnologie digitali e informatiche nella finanza, è già protagonista in tante attività consolidate come l’home banking oppure più innovative come pagamenti digitali, prestiti tra privati, crowdfunding, cripto valute. Le forme più evolute e complesse sono la consulenza basata su algoritmi (roboadvisory) e il trading elettronico completamente automatizzato (robotrading). Si farà dunque tutto via software? Il co-fondatore di Netscape, Marc Andressen ne era certo: «il software si mangerà il mondo», dichiarò infatti qualche anno fa, frase che oggi potrebbe essere declinata così: «Il Fintech si mangerà il mondo dei consulenti».
Certo è che la crescita del comparto è strabiliante: si stima che il giro d’affari possa presto superare i 5 miliardi di dollari, e forse proprio il roboadvisory sarà interessato dagli sviluppi maggiori. «Tutti i principali attori del mercato finanziario si occupano di roboadvisory», ha spiegato Enrico Malverti, socio di Cybe Trade, società specializzata nel trading elettronico e nella realizzazione di modelli per società terze, «ossia di studiare modelli di consulenza automatizzati in grado di fornire servizi di investimento di qualità a un vasto pubblico rapidamente e a basso costo».
In Europa, e in particolare in Italia, si assiste però a qualche resistenza perché il roboadvisory può far paura. Da un lato si teme che a fronte di una riduzione dei costi non tutti i clienti siano pronti a recepire il cambiamento, dall’altro c’è preoccupazione tra i sindacati per i tagli che colpiranno il mondo bancario, ma è inevitabile per restare al passo con i tempi. Inoltre vanno considerati i molti lati positivi. «Anche le banche italiane dovranno adeguarsi agli standard mondiali», ha spiegato Malverti, «ma questo tipo di servizi potrà anche aiutare a fidelizzare la clientela e in ogni caso non potranno soppiantare in tutto e per tutto l’uomo.
I modelli di advisory robotizzato ci sono già da anni e saranno sempre più un importante supporto, ma non elimineranno il contatto umano tra cliente e banca». Quanto al robot trading, invece, grazie a piattaforme sempre più evolute e hardware sempre più potenti è possibile fare trading automatizzato in sicurezza 24 ore su 24 con una grande affidabilità, sfruttando server terzi e senza essere schiavi del monitor considerato che i costi si sono abbassati negli ultimi anni facilitando l’accesso anche a chi possiede capitali modesti. (riproduzione riservata)