A partire dagli anni ’90, a causa dell’avvento dei sistemi automatici di trading, il comportamento dei mercati finanziari ha subito dei profondi cambiamenti. Questi sistemi, tramite dei complessi modelli matematici (algoritmi) e utilizzando delle tecnologie avanzate, eseguono operazioni su larga scala e ad alta velocità (con migliaia di operazioni che vengono aperte/chiuse nell’arco di pochi secondi). Negli ultimi anni ha fatto molto parlare di sé l'IPDA (Interbank Price Delivery Algorithm): quest’ultimo si fonda sull'idea che i prezzi di mercato siano determinati (e in qualche modo orchestrati) dagli algoritmi utilizzati dalle grandi istituzioni finanziarie. Questi algoritmi, per la loro operatività, utilizzano una serie di schemi ripetitivi che si basano su due fattori chiave: il tempo e i livelli di prezzo. Per il trader, quindi, è importante conoscere come e quando lavorano questi algoritmi in modo da poter interpretare i movimenti compiuti dai prezzi nel corso della giornata e poter costruire delle valide strategie operative.
I concetti chiave di questa metodologia sono i seguenti:
1. la mappatura. La mappatura dei prezzi si riferisce all'idea che i movimenti dei prezzi non siano casuali ma che siano generati dagli algoritmi che sono quotidianamente utilizzati dalle grosse istituzioni finanziarie. Questi algoritmi cercano di eseguire una grande quantità di ordini senza destabilizzare i mercati: in particolare mirano a massimizzare l'efficienza e l’efficacia delle loro operazioni, cercando di minimizzare l'impatto sui prezzi. Secondo l'IPDA, il mercato segue quindi una "mappa" o un percorso predeterminato che include punti critici di particolare interesse come le zone di liquidità. Per il trader, quindi, è importante sapere fin dove gli algoritmi potrebbero spingere i prezzi di mercato, in modo da poter sfruttare i successivi movimenti di mercato;
2. le zone di liquidità. Le istituzioni cercano costantemente delle zone in cui la liquidità è elevata (o dove potrebbe aumentare) in modo da poter entrare/uscire dal mercato senza incorrere in slippage (lo slippage è la differenza esistente tra il prezzo al quale si intende entrare/uscire da mercato e il prezzo al quale effettivamente si riesce a farlo). Le zone di liquidità sono quelle aree dove: a) sono presenti degli ordini (limite) di una certa consistenza (zone di supply/demand); b) è probabile che ci siano molti ordini pendenti (in attesa di essere attivati, ad esempio sotto i livelli di supporto o sopra i livelli di resistenza). Gli algoritmi potrebbe spingere il mercato verso queste zone per attivare tali ordini, raccogliendo la liquidità necessaria per eseguire le loro operazioni. I tipici esempi di zone di liquidità sono i massimi e i minimi relativi (giornalieri/settimanali/mensili) al di sopra/al di sotto dei quali sono spesso posizionati degli ordini automatici (di ingresso e/o di stop-loss). Per il trader è importante individuare queste zone in quanto sono livelli dai quali i prezzi potrebbero accelerare o invertire la loro tendenza;
3. la manipolazione. I prezzi, quindi, possono essere "spinti" al di sopra/al di sotto di certi livelli per creare o dei breakout direzionali o dei falsi movimenti. Si parla, ad esempio, di fakeout o di stop hunt quando i prezzi, dopo aver ceduto un supporto o superata una resistenza, e aver fatto scattare degli ordini pendenti (sia di entry o sia di stop-loss), invertono improvvisamente la loro tendenza;
4. la ciclicità. Secondo la logica IPDA, i movimenti di prezzo seguono degli schemi ciclici predeterminati che possono essere osservati su diverse scale temporali. Il concetto base è che il prezzo tende a muoversi tra i vari livelli di liquidità, creando delle onde di espansione e di contrazione in determinati momenti della giornata. Questa ciclicità è legata all'esigenza delle banche di eseguire le loro operazioni nei momenti più liquidi della giornata (ad esempio in prossimità degli orari di apertura/chiusura dei mercati finanziari di Londra, Francoforte, New York e Tokyo). Esistono poi degli schemi ricorrenti che riguardano il comportamento dei prezzi nel corso della giornata (ad esempio il Power of 3) o nel corso dei singoli giorni della settimana (daily bias). (riproduzione riservata)