Cambio di nome per l'ExtraMot che diventa Euronext Access Milan. Con il re-branding del mercato delle obbligazioni corporate, si avvia così a completamento la migrazione dell'infrastruttura tecnologica di Borsa Italiana sul sistema Optiq di Euronext. Dopo il passaggio dei mercati azionari e di quello degli Etf, avvenuto in aprile, e di Sedex, Cert-X, Mot e ExtraMot della settimana scorsa, siamo arrivati al penultimo tassello prima di salutare definitivamente il sistema operativo del London Stock Exchange Millennium. Manca solo la fase 3, in programma per fine marzo 2024, quando dovrebbe passare su Optiq anche il mercato dei derivati Idem. Dopodiché dell'infrastruttura IT della passata gestione britannica di Borsa Italiana rimarrà solo il ricordo. Con l'assorbimento della gallina dalle uova d'oro del reddito fisso italiano, Euronext va ad aggiungere alla medaglia di primo mercato primario dei bond in Europa (grazie a Dublino), anche il primato di maggior piattaforma europea di trading sull'obbligazionario (grazie a Milano).
Il piano industriale/operativo di Euronext per l'integrazione di Piazza Affari nel proprio circuito paneuropeo procede spedito, e porta in dote anche alcune novità che rientrano nell'armonizzazione di tutti i Mtf (Multilateral Trading Facilities) gestiti dalla nuova proprietà. Come anticipato, da oggi l'ExtraMot prenderà il nome di Euronext Access Milan, facendo confluire nella nuova struttura anche l'ExtraMot Pro. Il regolamento sarà lo stesso per entrambi, ma rimarranno due rami differenti nello stesso mercato, e cioè quello per i retail e quello per gli investitori professionali.
Un primo vantaggio del rebranding è che verranno semplificati i requisiti di ammissione alle quotazioni degli strumenti di debito: l'obiettivo è di facilitare l'accesso ai mercati dei capitali a emittenti locali e internazionali, visto che il nuovo mercato accoglierà anche società estere. La parte aperta agli investitori retail, in continuità con l'assetto attuale, sarà dedicata a strumenti finanziari ammessi su iniziativa di Borsa Italiana ossia strumenti già ammessi in un mercato regolamentato o Mtf, emessi da Stati membri dell'Unione europea o da soggetti che beneficiano di una loro garanzia incondizionata e irrevocabile, oppure da organismi internazionali a carattere pubblico di cui facciano parte uno o più Stati membri dell'Unione europea; oppure emessi da Stati membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).
Per quanto riguarda la parte dedicata solo agli operatori professionali, la semplificazione dei requisiti si è resa necessaria per alleggerire l'iter burocratico del crescente numero di operazioni di cartolarizzazione, con emissioni di asset backed securities (Abs) che hanno come sottostante i singoli mini-bond, caratterizzate da una garanzia pubblica parziale o totale (ad esempio Fondo di Garanzia Mcc, Garanzia Italia Sace, Feg, Bei) a copertura dei titoli sottostanti, ovvero dalla sottoscrizione effettuata in gran parte da soggetti di natura pubblica (come Cdp ed Mcc).
La modifica si prefigge quindi di ridurre la documentazione, e i relativi costi, a carico dell'emittente, trasferendo l'onere della completezza informativa e la conseguente due diligence a livello di descrizione generale dell'operazione, e quindi sullo strumento di cartolarizzazione stesso. Il documento di ammissione predisposto per la pubblicazione potrà non essere reso pubblico, ma su richiesta di investitore, l'emittente dovrà fornirgli il documento di disclosure. Il documento di ammissione potrà omettere i fattori di rischio relativi all'emittente e dovrà contenere una descrizione dell'operazione in cui viene inserito lo strumento (riferimento al segmento professionale).
Nel caso di emittenti che hanno azioni negoziate in un mercato regolamentato, il documento di ammissione a quotazione dovrà contenere solo i fattori di rischio relativi ai titoli oggetto dell'offerta o ammessi alla negoziazione (segmento professionale).
«La recente integrazione di Borsa Italiana in Euronext, la principale infrastruttura di mercato europea sta contribuendo a rafforzare la competitività dei mercati finanziari italiani a servizio della crescita dell'economia», ha spiegato Anna Marucci, head of debt and funds listing Italy del gruppo Euronext. «Il rebranding a Euronext Access Milan del mercato obbligazionario di Borsa Italiana e la semplificazione dei requisiti di ammissione a quotazione degli strumenti di debito, ritenute essenziali anche in uno spirito di allineamento dell'offerta italiana con quella internazionale di Euronext, fanno parte del più ampio sforzo del gruppo di agevolare l'accesso ai mercati dei capitali e attrarre emittenti locali e internazionali». (riproduzione riservata)