Aggiungi Milano Finanza alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti
Da un lato una Federal Reserve che vuole giocarsi tutte le sue carte prima di procedere a un rialzo dei tassi d'interesse. Dall'altro l'Unione Europea senza alcuna prospettiva di crescita dei prezzi nonostante una politica monetaria ultraespansiva. Le due forze sembrano aver trovato un certo equilibrio. Lo si comprende molto bene guardando il grafico del cambio euro dollaro. Il principale cross valutario è all'interno di un range di medio periodo compreso fra 1,05-1,15. In tale contesto si deve avere l'abilità e il coraggio di vendere sulle resistenze o comprare sui supporti o più semplicemente di operare sul range tramite le opzioni. Molti broker tuttavia non hanno queste ultime in listino. La lateralità è partita addirittura agli inizi del 2015 e non è mai stata messa seriamente in discussione fin qui, a eccezione della fine del mese di agosto quando il cambio oltrepassò il bordo superiore, indicato a 1,1713. La struttura verrà superata solo quando gli Usa si avvieranno verso un'inevitabile ciclo di rialzo dei tassi o se in Europa iniziassero a riemergere segnali di ripresa dell'inflazione. Nelle ultime settimane i corsi sono stati respinti dal bordo superiore. Nel momento in cui si scrive la moneta unica tratta a 1,1275 contro il biglietto verde. Il prossimo ostacolo verso il basso è posizionato a 1,1125. Poi segue la barriera a 1,10. Tutti gli indicatori di volatilità confermano il trading range.
Il tasso di cambio ha una correlazione negativa molto forte (-0,95) con il cambio dollaro/franco svizzero e positiva con quello dollaro australiano /dollaro usa (0,76).