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Aussie tenta il recupero
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Aussie tenta il recupero

29 novembre 2025, 02:00

Milano Finanza Intelligence Unit

L'Aussie chiude la settimana in rialzo, sostenuto da dati macroeconomici positivi e un contesto internazionale favorevole. L'inflazione sorprende al rialzo, mettendo in discussione le aspettative di allentamento monetario

Il dollaro australiano (detto Aussie) ha chiuso la settimana in recupero rispetto al dollaro americano, segnando sei sedute consecutive di rialzo e portandosi in area 0,6550 dollari. Il movimento conferma il miglioramento del sentiment degli investitori verso la valuta oceanica dopo alcuni mesi evidente indebolimento.

I fattori trainanti: inflazione e dati macro

La valuta australiana ha trovato supporto in dati macroeconomici più robusti del previsto e da un contesto internazionale che, almeno nel breve termine, sembra penalizzare il biglietto verde a favore delle valute cicliche. Il principale motore del recupero è arrivato dall’inflazione australiana, tornata a sorprendere al rialzo per il quarto mese consecutivo. L’indice dei prezzi al consumo di ottobre è salito al 3,8% su base annua, ben oltre il 3,5% precedente e il 3,6% atteso.

Le aspettative sulla Reserve Bank of Australia

Un dato che mette in discussione la narrativa di un rapido allentamento monetario da parte della Reserve Bank of Australia. Sebbene il mercato continui a scontare un tasso invariato al 3,6% nel meeting di dicembre, la persistenza delle pressioni inflazionistiche riapre la porta al rischio di un ulteriore rialzo nei primi mesi del 2025. A rafforzare questa visione è arrivato l’aumento del credito al settore privato (+0,7% mensile), superiore alle stime e in accelerazione su base annua al 7,3%. L’economia australiana, pur rallentando in alcuni settori, mostra ancora una domanda interna vivace e un mercato del lavoro solido dagli stessi membri del board.

Il contesto statunitense e la Federal Reserve

Il quadro statunitense, al contrario, ha favorito un indebolimento del dollaro americano. Le aspettative di un taglio dei tassi della Federal Reserve già a dicembre hanno ridotto l’attrattiva del biglietto verde. Le parole del governatore Waller, che ha definito l’inflazione: «non un grosso problema alla luce del raffreddamento del mercato del lavoro», hanno accentuato la percezione di una Fed sempre più orientata verso un ciclo di allentamento. Inoltre, i rumor secondo cui Kevin Hassett sarebbe il favorito per la successione alla guida della Fed (figura considerata allineata alla preferenza trumpiana per tassi più bassi) hanno ulteriormente alimentato le attese di una politica monetaria più accomodante nei prossimi anni, che potrebbe favorire un apprezzamento graduale dell’Australian Dollar. Il momentum appare quindi costruttivo, ma resta vulnerabile ai prossimi dati su inflazione, mercato del lavoro e indicatori anticipatori dell’attività economica sia in Australia sia negli Stati Uniti.

Analisi tecnica del cambio AUD/USD

Tecnicamente, il cambio AUD/USD si trova all’interno di una fase di consolidamento rettangolare, con area 0,6540–0,6550 dollari che continua a rappresentare la fascia di resistenza testata più volte nel corso della settimana. Il superamento deciso di 0,6580 dollari aprirebbe la strada verso il livello psicologico di 0,6600 e successivamente verso la parte alta del range in zona 0,6630. Sul fronte ribassista, il primo supporto è individuato sulla EMA a 9 giorni in area 0,6504, coincidente con la soglia psicologica di 0,65 dollari. (riproduzione riservata)



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