Gli operatori sono focalizzati sulle oscillazioni giornaliere associate al flusso di notizie provenienti dal medioriente, ma esistono scelte di investimento molto meno esposte al rumore di breve periodo. Una di queste è rappresentata dal tema della longevità, oggi diventato un vero e proprio megatrend investibile. Oggi, non si tratta solo di curare determinate malattie, ma di intervenire sui meccanismi stessi dell’invecchiamento, estendendo la durata della vita e migliorandone la qualità. sulle oscillazioni giornaliere associate al flusso di notizie provenienti dal medioriente, ma esistono scelte di investimento molto meno esposte al rumore di breve periodo.
Gli investimenti globali nel settore hanno raggiunto cifre astronomiche e le stime indicano un mercato potenziale in ulteriore sviluppo. Il valore globale dell'economia del benessere ha raggiunto 6800 miliardi di dollari, secondo i dati più recenti del Global Wellness Institute aggiornati al 2025, dei quali oltre 2000 solo negli Usa. indicano un mercato potenziale in ulteriore sviluppo. Importante sottolineare che, dal punto di vista degli investimenti, la longevità non è però riconducibile a un settore puro, bensì una tematica trasversale che include titoli biotech, big pharma, diagnostica avanzata, intelligenza artificiale applicata alla ricerca e persino digital health. In sostanza, è a cavallo tra biotech, sanità e tecnologia, un mix utile in termini di diversificazione ma, in alcuni casi, non certo a bassa volatilità.
Alla base di questa rivoluzione ci sono tre driver chiave. La demografia, con l’invecchiamento della popolazione nei Paesi sviluppati che sta trasformando la spesa sanitaria in una componente strutturalmente crescente, la tecnologica, includendo genomica, AI e medicina rigenerativa, la finanza, con le big tech («Google» e «Abbvie», «Amazon» e «Lifeforce», etc) che stanno entrando nel settore. ci sono tre driver chiave. La demografia, con l’invecchiamento della popolazione nei Paesi sviluppati che sta trasformando la spesa sanitaria in una componente strutturalmente crescente, la tecnologica, includendo genomica, AI e medicina rigenerativa, la finanza, con le big tech (Google e Abbvie, Amazon e Lifeforce, etc) che stanno entrando nel settore. Importante la spinta dei farmaci anti-obesità, e un altro pilastro è rappresentato dalla ormai onnipresente AI, applicata alla ricerca di nuovi farmaci. In passato, sviluppare un farmaco richiedeva oltre 10 anni e miliardi di dollari, oggi le tempistiche sono crollate. Un altro driver di crescita è rappresentato dalla medicina di precisione e dall’editing genetico.
Dal punto di vista dell’investitore, le aziende biotech legate alla longevità esprimono un profilo di alta volatilità e altrettanto elevate potenzialità di performance, per via dei molti insuccessi e di pochi vincitori capaci di generare ritorni eccezionali. L’affiancamento alle big pharma crea più stabilità in portafoglio, e molte innovazioni partono proprio da aziende piccole altamente speculative ma vengono poi sviluppate dai grandi gruppi.
ETF AGEING POPULATION

Più che un investimento core, in un portafoglio ben diversificato, tale scelta può essere di tipo satellite, soprattutto se il sottostante considerato (singolo nome o Etf/fondo) mira più ai titoli ad alta potenzialità anziché alle big pharma, molto più stabili. Se, invece, si tratta di azioni o prodotti diversificati a volatilità controllata e business consolidati, allora il peso in portafoglio può salire. Ad esempio, l’indice Msci World Ageing Society Opportunities 30 è fortemente esposto a società health care a grande capitalizzazione («Johnson&Johnson», «Roche», etc) e presente una volatilità in linea al Msci World, con ampia esposizione al fattore Low Volatility. è fortemente esposto a società health care a grande capitalizzazione (Johnson&Johnson, Roche, etc) e presente una volatilità in linea al Msci World, con ampia esposizione al fattore Low Volatility, mentre i numerosi indici che coinvolgono società biotech e di tecnologia medica evidenziano dinamiche molto più nervose e speculative, e necessitano di maggiore accortezza (o minor peso nei portafogli). La scelta più sensata per approcciare questa tematica è in via diversificata, ad esempio tramite Etf.
ELI LILLY

A livello europeo, nel cluster dedicato all’invecchiamento della popolazione spiccano gli Etf iShares Ageing Population e VanEck Medical Robotics and Bionic Engineering, il secondo con maggior componente tecnologica ad alta volatilità. La componente disruptove è elevata anche per Etf come Ark Genomic Revolution, WisdomTree BioRevolution, L&G Healthcare Breakthrough, e sono numerosi gli Etf che mirano a indici del solo settore biotecnologico. Gli investitori che, invece, temono la volatilità, hanno sempre a disposizione scelte più sobrie anche se marginalmente esposte al tema analizzato, attraverso Etf legati a indici come Msci World Health Care, Stoxx Europe 600 Health Care, etc.
Le massime potenzialità, e i rischi più elevati, coinvolgono ovviamente le singole azioni, soprattutto se non si tratta delle big pharma. Per chi cerca nomi più consolidati, validi candidati sono Eli Lilly (P/e atteso di 27,5) e Novo Nordisk (P/e atteso di 11, dopo il crollo degli ultimi 2 anni), che rappresentano l’esposizione più solida al tema grazie al dominio nel mercato GLP-1. più elevati, coinvolgono ovviamente le singole azioni, soprattutto se non si tratta delle big pharma. Per chi cerca nomi più consolidati, validi candidati sono Eli Lilly (P/e atteso di 27,5) e Novo Nordisk (P/e atteso di 11, dopo il crollo degli ultimi 2 anni), che rappresentano l’esposizione più solida al tema grazie al dominio nel mercato GLP-1 (gestione di diabete e obesità in particolare, oltre che longevità). Mentre Vertex Pharmaceuticals (P/e atteso di 32,3) e Regeneron (P/e atteso di 17) offrono soluzioni biotech, rispettivamente in ambito di cure delle malattie genetiche e uso di anticorpi monoclonali. (P/e atteso di 17) offrono soluzioni biotech, rispettivamente in ambito di cure delle malattie genetiche e uso di anticorpi monoclonali. (riproduzione riservata)