Quando l’anno scorso Deutsche Borse dichiarò che il Dax sarebbe diventato più grande, ai trader, sembrò quasi una boutade, nonostante l’audit che si è svolta per mesi presso tutti i portatori d’interesse del mercato, con i più che affermavano: cambiare l’indice tedesco sarebbe come cambiare gli ingredienti della pizza. E invece quel giorno è arrivato: il prossimo 3 settembre alle ore 22:00 saranno svelati i dieci titoli che porteranno il Dax, da 30, a 40 emittenti. Per le persone lontane dal trading potrebbe sembrare un fatto di poco conto, ma per i veri trader è quasi una rivoluzione copernicana: da quando è stato creato, 33 anni fa (luglio 1988), l’indice tedesco non aveva mai subito variazioni in seno al numero di società che ne facevano parte. La variazione diventerà poi effettivamente operativa dal 20 di settembre. Anche se il Dax aumenterà come numero di partecipanti, non ci saranno aumenti di prezzo perché al fine di creare spazio per i nuovi arrivati, il peso dei vecchi membri verrà ridotto di conseguenza. Il toto-nomi sui papabili della promozione è già partita tra i trader perché i prescelti potrebbero registrare un forte incremento dovuto alle necessità di ribilanciamento dei portafogli che dovranno fare i gestori.
La maggior parte dei fondi ha infatti vincoli precisi sulla ponderazione dei loro investimenti e uno di questi è la presenza dei titoli facenti parte del listino principale. Anche se non ci sono state indicazioni su chi verrà promosso, è probabile che si vada a pescare tra le società più importanti del sottoindice MDax, il segmento delle mid-cap, anche se molti analisti propendono per la promozione di gruppi tecnologici e pharma, visto il crescente interesse da parte degli investitori su questo tipo di settore. Ad ogni modo, sulla base dei dati di bilancio e di scambio di luglio, i maggiori candidati a passare nel segmento principale sono il produttore di aeromobili Airbus, la società di vendita per corrispondenza di moda Zalando, Siemens Salute, il produttore di fragranze e aromi Symrise, Porsche, il distributore chimico Brenntag, il fornitore farmaceutico e di laboratorio Sartorius, il servizio di consegna cibo HelloFresh, il produttore di articoli sportivi Puma e l’azienda chimica Baiersdorf. Ci sono tuttavia Qiagen e Leg Immobilien, che potrebbero essere degli outsider nonostante dati di bilancio minori rispetto alle società precedentemente elencate.
Una cosa è certa, con la revisione dei titoli, l’indice principale della Germania cambierà forma portando una ventata di freschezza e probabilmente anche maggiore volatilità. Zalando e HelloFresh (dati per certi) sono stati fondati rispettivamente nel 2008 e nel 2011 e andranno ad affiancare veterani come Siemens e BASF, la cui storia risale al XIX secolo. Nonostante una varietà maggiore sui segmenti industriali, la direzione del Dax sarà sempre data dai pesi massimi dell’attuale listino come Linde, Sap e Siemens, visto che i dieci nuovi titoli dovrebbero rappresentare insieme solo un 15% del “nuovo listino”. Deutsche Borse, oltre ad aumentare le società del suo comparto principale, ha deciso di rivedere molti dei requisiti per essere ammessi nella massima serie.
La decisione è ovviamente una diretta conseguenza della truffa Wirecard, che per i teutonici è stata vissuta come un’onta irripetibile, soprattutto perché il provider dell’indice Qontigo, responsabile degli indici Stoxx, Dax, MDax, TecDax ecc, dovette modificare le proprie regole per estromettere dall’indice il titolo Wirecard (a seguito del fallimento) prima della consueta revisione annuale. Con il nuovo regolamento le società insolventi potrebbero essere rimosse dall'indice entro due giorni di negoziazione. L’innovazione più importante, ma anche la più controversa, è però quella legata al fatto che i nuovi arrivati devono aver realizzato un Ebitda positivo per almeno i due esercizi precedenti. Le società del Dax devono poi pubblicare puntualmente le relazioni trimestrali e quelle annuali, basterà solo un ritardo di 30 giorni per essere estromessi. Da settembre 2021 conta solo il valore di mercato (prezzo x numero di azioni) per l'inclusione nel Dax e la graduatoria dei valori e non più il cosiddetto volume di scambio. In parole povere è sufficiente che gli “scalatori” possano dimostrare un buon livello minimo di liquidità.