I forex trader si stanno chiedendo se la lunga lateralità che ha colpito il cambio dell’euro/franco svizzero, non sia in realtà la calma prima della tempesta. L’attuale fase di stasi è infatti guidata dai continui interventi diretti sul mercato valutario della Banca Centrale Svizzera. L’istituto centrale sta mitigando la forza del franco svizzero acquistando valuta estera, una strategia che per ora sta tamponando la situazione, ma che non potrà durare per sempre.
Il quadro congiunturale elvetico resta caratterizzato da un’inflazione molto bassa e crescita moderata, fattori che limitano il margine di manovra della Banca nazionale svizzera (Snb). L’ultimo dato sui prezzi al consumo mostra un incremento annuale appena dello 0,2%, con la componente core in frenata allo 0,7%. Si tratta di valori ben al di sotto dei livelli osservati nell’Eurozona e molto distanti dal target della Snb, fissato in un intervallo tra 0 e 2%. La persistenza di un contesto deflazionistico latente è quindi la principale preoccupazione, accentuata dal rafforzamento strutturale del franco, bene rifugio tradizionale in tempi di incertezza. Situazione aggravata dalle componenti esogene al paese elvetico, con la politica commerciale degli Stati Uniti che ha colpito duramente le esportazioni svizzere.
Le tariffe imposte da Washington su beni industriali e soprattutto prodotti farmaceutici hanno eroso la competitività del Paese e aggravato la pressione sul cambio. Il franco forte riduce i margini delle imprese orientate all’export e comprime ulteriormente i prezzi interni, con effetti deflazionistici aggiuntivi. Non a caso, come anticipato, negli ultimi mesi la Banca centrale svizzera ha intensificato gli interventi sul mercato valutario, acquistando soprattutto euro per evitare che il rapporto con la moneta unica scendesse oltre i livelli di guardia. Il dato più recente mostra riserve valutarie in aumento, con l’euro che ha superato il dollaro nella composizione degli attivi, segnale evidente della strategia volta a stabilizzare l’Eur/chf. Se la Svizzera è alle prese con un’inflazione troppo bassa e rischi di stagnazione, l’Eurozona si muove in direzione opposta.
La Banca centrale europea ha sottolineato che i rischi sull’andamento dei prezzi restano bilanciati, ma la politica monetaria appare ora in fase di pausa, con i tassi considerati adeguati. Al contrario, la Snb mantiene un atteggiamento prudente e non esclude tagli futuri, con il mercato che prezza già una probabilità significativa di riduzione dei tassi nei prossimi dodici mesi. Dal punto di vista operativo, Eur/chf resta ancorato in un corridoio relativamente stretto, oscillando attorno a quota 0,9350 franchi. I tentativi di rottura al rialzo si scontrano con barriere tecniche importanti, come la media mobile a 100 giorni, che continua a frenare l’apprezzamento dell’euro. Allo stesso tempo, l’area 0,9280 franchi si conferma un supporto solido, difeso dagli acquisti e, con ogni probabilità, anche dalle operazioni della banca centrale svizzera. (riproduzione riservata)