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Il dollaro inverte la rotta

14 luglio 2023, 16:45

Milano Finanza Intelligence Unit

Nelle ultime sedute il biglietto verde ha fornito evidenti segnali di debolezza. Eur/Usd è rimbalzato con oltre 1,12 mentre il Cable ha superato di slancio quota 1,30.

Il dollaro inverte la rotta

Nel corso delle ultime sedute sul mercato dei cambi (Forex) si è registrato un chiaro indebolimento del dollaro Usa. Il Dollar Index si è infatti scontrato con la resistenza grafica posta in area 103,55-103,65 e ha subito una brusca correzione, con le quotazioni che sono scese sotto i 100 punti. La situazione tecnica di breve termine è quindi peggiorata, con diversi indicatori che registrano un chiaro rafforzamento della pressione ribassista (Macd, Parabolic SaR e Vortex si sono infatti girati in posizione short). Solo il forte ipervenduto registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase laterale di consolidamento. Un’eventuale discesa sotto i 100,80 punti (livello che coincide con minimi di aprile e di febbraio) fornirà un pericoloso segnale ribassista di tipo direzionale. Prima di poter iniziare un recupero di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un eventuale recupero dovrà comunque affrontare un primo ostacolo in area 102,30-102,40 e una seconda barriera a ridosso di 102,80. Nelle analisi che seguono sono stati individuati supporti e resistenze dei principali incroci valutari, livelli da utilizzare per poter costruire valide strategie operative per il trading di breve termine.

Euro/dollaro. Il cambio, dopo una breve pausa di consolidamento al di sopra del supporto grafico posto in area 1,0840-1,0835, ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è risalito oltre 1,12. La struttura tecnica di breve termine è quindi migliorata, con diversi indicatori che registrano un chiaro rafforzamento della pressione rialzista. Dopo una breve pausa di consolidamento, necessaria per scaricare il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi, è possibile pertanto un nuovo allungo che può spingere le quotazioni in area 1,1280-1,1290 prima e attorno a 1,1330 in un secondo momento. 

Euro/yen. Le quotazioni si sono scontrate con la solida barriera grafica posta a quota 158 e hanno subito una veloce correzione. Il trend primario rimane positivo anche se, prima di poter tentare un nuovo allungo, sarà necessaria una fase riaccumulativa al di sopra del sostegno posto in area 151,50-151. Un recupero dovrà affrontare una prima resistenza a quota 156,85-157. Da un punto di vista grafico, infatti, solo il breakout di quota 158 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale.

Euro/sterlina. Il cambio ha subito una brusca correzione che ha spinto le quotazioni a ridosso di 0,85. La struttura tecnica di breve termine rimane precaria anche se il forte ipervenduto può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase riaccumulativa. Un eventuale recupero dovrà affrontare un duro ostacolo a quota 0,8660-0,8670 e una seconda barriera in area 0,8715-0,8725. Negativa invece una discesa sotto 0,85 in quanto può innescare un’ulteriore flessione che avrà un primo target in area 0,8460-0,8450.

Sterlina/dollaro. Il Cable, dopo una veloce correzione in area 1,26-1,2590, ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito con unna certa decisione oltre quota 1,30. La tendenza di breve termine è positiva e viene confermata dalla posizione long dei principali indicatori direzionali. Dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo che avrà un primo target in area 1,3180-1,32 e un secondo obiettivo attorno a 1,3250-1,3260. Un’eventuale correzione troverà invece un valido sostegno grafico in area 1,2850-1,2835. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto 1,2590 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.

Dollaro/yen. Nel corso delle ultime sedute la situazione tecnica del cambio dollaro/yen è peggiorata. Le quotazioni, dopo essere salite fino a quota 145, hanno infatti subito una brusca flessione, e si sono portare a ridosso di quota 138. L’analisi quantitativa evidenzia un rafforzamento della pressione ribassista (i principali indicatori direzionali si sono infatti girati in posizione short) anche se il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento (che avrà un primo target in area 137,50-137,35) e innescare una pausa di consolidamento. Un eventuale recupero dovrà affrontare un primo ostacolo attorno a 139,55-139,70 e una seconda barriera in area 140,40-140,60. (riproduzione riservata)



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