Nel corso delle ultime settimane sul mercato dei cambi (Forex) si è registrato un chiaro indebolimento del dollaro Usa. Il Dollar Index (indice che sintetizza l'andamento del biglietto verde nei confronti di un paniere di valute), dopo essere salito all’inizio del mese di ottobre fino ad un picco di 107,35 punti, ha infatti subito una brusca correzione ed è sceso fin sotto i 103,20 punti. La situazione tecnica di breve termine è quindi peggiorata, con diversi indicatori che registrano un chiaro rafforzamento della pressione ribassista (Macd, Parabolic SaR e Vortex si sono infatti girati in posizione short). Solo il forte ipervenduto registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire un ulteriore cedimento (che avrà un primo target attorno a quota 103 e un secondo obiettivo in area 102,60-102,50) e favorire una fase laterale di consolidamento. Un primo segnale di tenuta arriverà con il ritorno sopra 104,60 anche se, prima di poter iniziare un recupero di una certa consistenza, sarà necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un eventuale recupero dovrà comunque affrontare un primo ostacolo in area 105,50-105,60 e una seconda barriera a quota 106-106,10. Nelle analisi che seguono sono stati individuati supporti e resistenze dei principali incroci valutari, livelli da utilizzare per poter costruire valide strategie operative per il trading di breve termine.
Euro/dollaro. Il cambio ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito in area 1,0960-1,0965. La struttura tecnica di breve periodo appare costruttiva, con i principali indicatori direzionali che si trovano in posizione long. Il breakout di 1,0965 aprirà pertanto ulteriori spazi di crescita e avrà un primo target a ridosso di 1,10 e un secondo obiettivo attorno a quota 1,1025. Pericolosa invece una discesa sotto 1,0820 in quanto può spingere le quotazioni verso il successivo sostegno grafico situato a 1,0770-1,0760. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il cedimento del supporto posto in area 1,0670-1,0655 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.
Euro/yen. Le quotazioni sono salite fino a quota 164,32 prima di accusare una veloce correzione. Nonostante questa flessione il trend primario rimane positivo anche se, prima di poter tentare un nuovo allungo, sarà necessaria una fase riaccumulativa. Importante quindi la tenuta del sostegno posto in area 161,30-161,25. Una nuova dimostrazione di forza arriverà con il superamento di quota 163,70 anche se, da un punto di vista grafico, solo il breakout di quota 164,35 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale (con target a 164,70 prima e a quota 165 in un secondo momento).
Euro/sterlina. Il cambio ha tentato un recupero ma non è riuscito a superare la barriera grafica posta a quota 0,8770. La struttura tecnica di breve termine appare contrastata: importante quindi la tenuta del sostegno situato in area 0,8680-0,8670 in quanto può favorire una fase riaccumulativa. Solo il breakout di 0,8770, tuttavia, potrebbe fornire un segnale positivo e aprire ulteriori spazi di crescita (con un primo target in area 0,8795-0,88 e un secondo obiettivo attorno a 0,8825).
Sterlina/dollaro. La veloce risalita delle ultime settimane ha spinto il Cable fino a quota 1,2615. Il quadro tecnico di breve periodo è quindi migliorato, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista. Dopo una breve pausa di consolidamento al di sopra del sostegno posto a quota 1,2380-1,2375 è possibile pertanto un ulteriore allungo che avrà un primo target a 1,2645-1,2650 e un secondo obiettivo attorno a 1,2675. Pericolosa invece una discesa sotto 1,2370 anche se un’eventuale correzione troverà un valido sostegno grafico in area 1,23-1,2285.
Dollaro/yen. Le quotazioni, dopo aver sfiorato quota 152, hanno subito una brusca flessione, e si sono portare a ridosso di quota 147,15. L’analisi quantitativa evidenzia un rafforzamento della pressione ribassista, con i principali indicatori direzionali che si sono girati in posizione short. Prima di poter tentare un nuovo allungo sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un recupero troverà un primo ostacolo in area 150,70-150,75 e una seconda resistenza a 151,25. Un’ulteriore flessione troverà invece un primo supporto a ridosso di 146,50 e un secondo sostegno in area 146-145,90. (riproduzione riservata)