Abbattere il rischio di mercato, ecco la vera utilità nell’attuale contesto macroeconomico di molti sottostanti obbligazionari. Se in termini di rendimento atteso non c’è da festeggiare, è la funzione di cuscinetto durante i tracolli azionari ad offrire forse il maggior contributo, fino a che i rendimenti a scadenza si saranno riportati su livelli più interessanti. Ed anche il recente improvviso tracollo di mercato ha confermato tale sensazione. A fronte del cedimento del 2,5% circa dell’indice azionario Msci World di venerdì 26 novembre, l’indice obbligazionario Bloomberg Barclays Global Aggregate ha approfittato della compressione dei rendimenti schizzando verso l’alto di circa l’1%, sulla scia della ritrovata ricerca di sicurezza degli investitori internazionali. Questo nonostante il rendimento a scadenza oggi fotografato per l’indice limitato all’1,2% annuo lordo, per una duration di oltre 7,5 anni. E chi ha proseguito nella vecchia pratica di diversificare il portafoglio tra azioni e bond si è potuto considerare parzialmente soddisfatto anche durante il clamoroso tracollo del marzo 2020; in tale occasione il sell-off sulle azioni globali è stato affiancato da un rialzo del 5% circa del livello del benchmark obbligazionario, che ha portato beneficio ai basket parzialmente esposti a sottostanti a basso rendimenti atteso. Ma tale protezione non traspare chiaramente se si guarda, ad esempio, alla correlazione di medio-lungo tra i due indici considerati: stimata a 0,33 a 5 anni e 0,17 a 10 anni, valori che indicano una sostanziale indipendenza tra le due variabili. Di riflesso, inserire in portafoglio elementi così poco correlati e che nei momenti di sell-off si muovono in direzione opposta giova enormemente in termini di rischio di portafoglio. Per coloro che non sono in grado di sedersi a tavolino e comporre in modo autonomo un basket diversificato ed efficiente, oltre all’offerta attiva di fondi e gestioni di varia natura sono a disposizione per il risparmiatore italiano un serie di Etf che hanno uno scopo chiaro. Offrire all’investitore singoli Etf, segmentati per livelli di rischio differenti, che racchiudono a loro volta panieri di altri Etf legati a differenti asset class, permettendo con un solo click di ottenere un portafoglio enormemente diversificato e in grado di godere della decorrelazione dei sottostanti prima indicata.
Per il momento, le società che hanno messo a disposizione sul mercato italiano prodotti indicizzati di tipo multi-asset sono due, Vanguard e Dws Xtrackers. Ma i sottostanti agli Etf multi-asset proposti lavorano con una logica leggermente differente, dove nel primo caso si mira alla massima diversificazione, nel secondo si ricerca un alpha tramite scelte più attive (entrambi sono classificati da Borsa Italiana come Etf a gestione attiva). La gamma Vanguard LifeStrategy è nata una decina di anni fa come fondo passivo negli ambienti anglosassoni, ha avuto molto successo presso i financial advisors ed è quindi stata estesa al veicolo Etf. E’ segmentata su 4 profili di rischio differenti, che si esprimono attraverso percentuali crescenti di esposizione all’asset class azionaria. Il 20% di azioni per coloro che non amano la volatilità, il 40% o il 60% di azioni per chi cerca un approccio più bilanciato, l’80% di azionario per l’investitore che guarda al lungo periodo e non teme i saliscendi. Ad esempio, l’Etf Vanguard LifeStrategy 40% Equity racchiude 9 Etf della stessa casa e mantiene stabilmente l’azionario al 40% del portafoglio, portando in dote a chi lo acquista oltre 8000 sottostanti differenti tra azioni e bond, ad un costo limitato allo 0,25% annuo. In modo simile, anche gli altri Etf collegati a profili di rischio differenti puntano alla massima diversificazione e il vantaggio della decorrelazione tra le migliaia di sottostanti presenti nel portafoglio è automatico. E infatti, nella delicatissima seduta del 26 novembre, l’Etf esposto al 40% di azionario è sceso dello 0,82%, molto meno rispetto alla quota ponderata di azioni in portafoglio: i bond hanno in parallelo offerto una dinamica opposta, sostenendo il Nav del prodotto. Mentre gli Etf proposti da Dws Xtrackers si declinano su due profili si rischio, medio-alto per l’Etf Xtrackers Portfolio (circa 60% di azionario, con un cap al 70%) e medio-basso per il prodotto Xtrackers Portfolio Income (25% circa di azionario, con limite al 30%). La filosofia di investimento sulla quale si basano è fortemente influenzata dagli studi che hanno sviluppato approcci basati su modelli multifattoriali. I pesi vengono poi determinati in base alla capacità reddituale nel medio-lungo termine e alle correlazioni tra le varie classi d’investimento, e Dws ha incaricato la tedesca Index Capital per l’allocazione degli Etf costitutivi del paniere. (Riproduzione riservata)