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Il ciclo ripetitivo dei prezzi

16 dicembre 2023, 06:00 Ultimo aggiornamento: 19 dicembre 2023, 08:50

Milano Finanza Intelligence Unit

L'andamento dei prezzi sui diversi mercati finanziari è condizionato dall'alternanza tra fasi di consolidamento e fasi direzionali.

Il ciclo ripetitivo dei prezzi

Per capire l’andamento dei prezzi sui diversi mercati finanziari è necessario quantificare la consistenza della domanda (ossia la forza dei compratori, definita anche pressione rialzista) e confrontarla con la consistenza dell’offerta (ossia la forza dei venditori, definita anche pressione ribassista).
Per misurare le due forze in campo si può utilizzare un mix di analisi grafica (Wyckoff, Volume Spread Analysis, Price Action, Auction Market Theory, Smart Money Concepts, Inner Circle Trading), di analisi quantitativa e di analisi volumetrica (Volume Profile, Order flow).

Il prezzo che si forma in un certo istante sul mercato (definibile come prezzo di equilibrio) è il punto di incontro tra la domanda e l’offerta. In generale i prezzi si possono trovare in una situazione di equilibrio (balance) o di disequilibrio (imbalance). Quando le due forze in campo si equivalgono i prezzi si muovono (oscillano) lateralmente (trading-range) senza fornire particolari spunti operativi. Questa situazione di sostanziale equilibrio tra compratori e venditori non dura tuttavia molto a lungo: l’arrivo di notizie economico-finanziarie, piuttosto che una modifica delle aspettative da parte degli operatori oltre che alcuni fattori tecnici modificano costantemente la consistenza delle due forze in campo.ù


Ipotizziamo che sul mercato si verifichi un aumento della domanda e che ciò provochi una salita dei prezzi (generata da una situazione di imbalance ossia da un aumento della pressione rialzista e/o da una diminuzione della pressione ribassista). Questa salita si arresterà soltanto quando l'incremento del prezzo ridurrà la domanda degli acquirenti (ossia sempre meno acquirenti saranno disposti ad acquistare a prezzi più alti) e/o farà aumentare la consistenza dei venditori (sempre più venditori, vista la salita dei prezzi, saranno incentivati ad aumentare l'offerta). Quando i prezzi strappano al rialzo, ad esempio, i volumi in un primo momento aumentano in modo significativo a causa di un deciso incremento della pressione rialzista. Poi c’è una seconda fase in cui i prezzi continuano a salire sfruttando il momentum positivo di breve termine. Ad un certo punto, però, la salita si esaurisce o perché viene meno la forza dei compratori (ossia si riduce la pressione rialzista) o perché aumenta in modo consistente la forza dei venditori (ossia si intensifica la pressione ribassista, tipico comportamento che segnala la presenza di una fase distributiva).


Al contrario, quando sul mercato si registra un aumento dell’offerta si verifica una discesa dei prezzi (generando una situazione di imbalance ossia da un aumento della pressione ribassista e/o da una diminuzione della pressione rialzista). Questa flessione si arresterà soltanto quando la riduzione del prezzo ridurrà la pressione ribassista (ossia sempre meno venditori saranno disposti a vendere a prezzi più bassi) e/o farà aumentare la consistenza dei compratori (sempre più acquirenti saranno incentivati ad entrare sul mercato, facendo aumentare in questo modo la pressione rialzista). Quando i prezzi accelerano al ribasso, ad esempio, i volumi in un primo momento aumentano in modo significativo a causa di un deciso incremento della pressione ribassista. Poi c’è una seconda fase in cui i prezzi continuano a scendere sfruttando il momentum negativo di breve termine. Ad un certo punto la discesa si esaurisce o perché viene meno la forza dei venditori (ossia si riduce la pressione ribassista) o perché aumenta in modo consistente la forza dei compratori (ossia si intensifica la pressione rialzista, comportamento che segnala la presenza di una fase accumulativa).


Questa descrizione consente di comprendere il movimento ciclico che caratterizza l’andamento dei prezzi e che si basa sull’alternanza tra fasi di consolidamento e fasi direzionali. Sono le fasi di consolidamento che danno il via a dei movimenti direzionali: all’interno di queste fasi, infatti, la volatilità si comprime e crea le premesse per una rapida accelerazione. I prezzi, dopo una fase di consolidamento (consolidation) all’interno della quale c’è un sostanziale equilibrio tra compratori e venditori, compiono molto spesso un veloce movimento impulsivo (expansion), con il mercato accelera con decisione al rialzo o al ribasso. In queste fasi direzionali si registra, soprattutto nelle fasi iniziali del movimento, un deciso aumento sia dei volumi sia della volatilità. Spesso questi movimenti sono alimentati sia dall’entrata sul mercato di quegli operatori che entrano in breakout (spesso utilizzando delle strategie di tipo trend following) sia dalla chiusura (in stop-loss) di alcune posizioni.

Un impulso rialzista (preceduto da una fase di consolidamento) è infatti alimentato:
- sia dall’apertura di posizioni long (di tipo direzionale) da parte di quegli operatori che acquistano in quanto si aspettano che i prezzi (dopo essere usciti da questa fase di consolidamento, superando in breakout una zona di resistenza) siano destinati a salire ulteriormente;
- sia dalla chiusura di posizioni short (si parla di short squeeze) da parte di quegli operatori che erano andati in precedenza al ribasso (ipotizzando una discesa dei prezzi). Questi operatori, con i prezzi che iniziano a salire, sono costretti a chiudere (in stop) le loro posizioni short ossia devono comprare (contribuendo a rafforzare la pressione rialzista presente sul mercato).

Al contrario, un impulso ribassista (preceduto da una fase di consolidamento) è spesso alimentato:
- dall’apertura di posizioni short (di tipo direzionale) da parte di quegli operatori che vendono al ribasso in quanto si aspettano che i prezzi (dopo essere usciti da questa fase di consolidamento, cedendo in breakout una zona di supporto) siano destinati a scendere ulteriormente;
- uno spunto ribassista, al contrario, è alimentato dalla chiusura (in stop-loss) di posizioni long da parte di quegli operatori che erano andati in precedenza al rialzo (ipotizzando una salita dei prezzi) e che invece, a causa della discesa dei prezzi, sono costretti a chiedere (in stop) le loro posizioni ossia devono vendere (contribuendo a rafforzare la pressione ribassista presente sul mercato).



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