L’argento ha vissuto un’altra settimana di movimentato rialzo, consolidando un trend parabolico che ha portato i prezzi prima a rompere con decisione la storica resistenza dei 55 dollari l’oncia e poi a spingersi rapidamente verso l’area dei 59–60 dollari. Il superamento dei 55 dollari, avvenuto nella parte finale di novembre, ha infatti innescato un’accelerazione alimentata da fattori tecnici, macroeconomici e soprattutto da una componente inattesa: la pressione d’acquisto degli investitori retail. I dati pubblicati da Cme Group hanno mostrato con chiarezza che la spinta decisiva al rally dell’argento non è arrivata dagli operatori istituzionali, bensì dall’ingresso massiccio di capitali privati attraverso i micro contratti.
Il volume medio giornaliero dei Micro Silver futures è cresciuto del 238% rispetto allo scorso anno, una cifra impressionante che supera di molto l’attività sui contratti standard. Gli investitori individuali, attratti da una barriera d’ingresso ridotta e da una leva più gestibile, hanno agito in maniera coordinata, creando un flusso di domanda concentrato proprio nelle giornate che hanno preceduto la rottura dei 55 dollari.
A questo si è aggiunto un contesto di offerta estremamente tesa: scorte fisiche limitate, domanda industriale robusta e condizioni macro favorevoli con, in particolare, l’aspettativa di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, che riduce il costo-opportunità di detenere asset non remunerativi come i metalli preziosi. Secondo gli analisti si è trattato di una tempesta perfetta in cui fattori fondamentali e struttura di mercato sono stati amplificati dalla pressione retail, costringendo molti short a chiudere le posizioni, alimentando a loro volta l’ascesa verticale dei prezzi. Il rally ha trovato ulteriore sostegno dalla valutazione relativa con l’oro: il rapporto oro/argento si mantiene ancora sopra la media di lungo termine e ciò lascia spazio a un potenziale recupero dell’argento verso valori più allineati. Una possibile convergenza potrebbe infatti portare il prezzo verso l’area dei 65 dollari.
Sul fronte tecnico, dopo l’impulso violento che ha proiettato i prezzi fin quasi a 60 dollari, il mercato sta ora mostrando segnali di fisiologico assestamento. L’area 55–54 dollari, già importante resistenza, rappresenta ora il primo solido livello di supporto. Più in basso, la media mobile a 50 giorni in zona 50 dollari costituisce un ulteriore sostegno dinamico, anche se la distanza dai prezzi attuali suggerisce che eventuali correzioni profonde potrebbero essere caratterizzate da forte volatilità. Con una performance annua superiore al 100% e un trend che rimane strutturalmente rialzista, l’argento entra nella fase finale dell’anno con un quadro ancora costruttivo, ma più fragile sul breve periodo. Un consolidamento tra 55 e 60 dollari appare lo scenario più sano, mentre eventuali discese al di sotto di questi livelli potrebbero offrire nuove opportunità d’ingresso, senza cambiare il trend rialzista dominante. (riproduzione riservata)