La volatilità si sta riaffacciando pesantemente a Wall street, anche per via di messaggi non chiari trasmessi ai mercati finanziari dalla nuova amministrazione. Ma il mercato azionario statunitense incorpora centinaia di azioni liquide e di vari settori, ed è sempre possibile identificare nomi che si confermano ben posizionati per cavalcare anche i momenti di incertezza più profonda. Di seguito una selezione di azioni di aziende quotate negli Stati Uniti, che evidenziano una buona struttura grafica unita a multipli non troppo sotto pressione. In termini aggregati, le 15 azioni segnalate permettono di affrontare la fase di mercato a cuor leggero, come ben indicato dal beta medio che risulta prossimo a 0,50.
Agnico Eagle (settore miniere aurifere, P/e atteso pari a 22,2, dividend yield del 1,5%, beta di 0,59): le gold miners stanno approfittando della gran volata dell’oro a nuovi massimi storici, che non sembra aver esaurito i suoi effetti. Possibilità di nuove accelerazioni al rialzo.
Alamos Gold (settore miniere aurifere, P/e atteso pari a 22, dividend yield dello 0,4%, beta di 0,73): stesse considerazioni del titolo precedente, con recente rottura dei precedenti massimi di lungo periodo.
Autozone (settore servizi auto, P/e atteso pari a 23,9, beta di 0,48): il trend rialzista di medio-lungo termine è intatto, poco influenzato dalla recente volatilità dei mercati.
Berkshire Hathaway (holding finanziaria di Warren Buffett, P/e atteso pari a 25,8, beta di 0,49): il titolo continua ad essere una garanzia, realizzando nuovi massimi storici in questi giorni. Non ci sono segnali che il trend rialzista possa invertire in modo improvviso.
Check Point Software (settore sicurezza informatica, P/e atteso pari a 23,1, beta di 0,5): il tema della cybersecurity resta più che mai valido, e permette al titolo di volare e snobbare il nervosismo del listino, tecnologia compresa.
Cme Group (settore servizi finanziari, P/e atteso pari a 25, dividend yield del 1,9%, beta di 0,13): il recente superamento dei massimi realizzati nel 2022 è un nuovo segnale di forza, in grado di proiettar ei prezzi su livelli mai toccati prima.
Coca-Cola (settore bevande non alcoliche, P/e atteso pari a 23,4, dividend yield del 3%, beta di 0,22): decorrelazione e difensività rimangono i pilastri principali per questa azione. Possibilità di acquisto sulla debolezza (65-66 dollari) oppure al breakout rialzista di 73 dollari.
Ecolab (settore tecnologia per i servizi idrici, P/e atteso di 33, dividend yield del 1%, beta di 0,9): il tema dell’acqua rimane caldo e le correzioni sembrano tuttora una buona opportunità di acquisto sul medio-lungo periodo. Prima resistenza a ridosso di 270 dollari.
Gilead Sciences (settore biotecnologia, P/e atteso pari a 13,5, dividend yield del 3%, beta di 0,52): il titolo sta scaricando l’ipercomprato in precedenza raggiunto, con forte supporto in area 98-100 dollari. Possibilità di nuovo test verso 120 dollari, non nell’immediato.
Ibm (settore IT, P/e atteso pari a 23,5, dividend yield del 2,7%, beta di 0,64): interessante consolidamento sopra il gap creato a fine gennaio, a conferma della solidità del trend di fondo. Probabile nuovo test del triplo massimo attorno a 265 dollari.
Intercontinental Exchange (settore servizi finanziari, P/e atteso pari a 25,7, dividend yield del 1,1%, beta di 0,74): forza relativa sempre molto elevata per questa azione. Attenzione al superamento di 175 dollari, in grado con buona probabilità di attirare nuovi acquisti.
McDonald’s (settore ristorazione, P/e atteso pari a 24,9, dividend yield del 2,3%, beta di 0,43): altro titolo difensivo per eccellenza. Possibilità di rimbalzo verso 325 dollari circa.
Rtx (settore aerospazio e difesa, P/e atteso pari a 22, dividend yield del 1,9%, beta di 0,3): il comparto della difesa mantiene un elevato appeal per motivi geo-politici. Possibilità intatte di apertura di nuovi massimi storici.

Visa (settore servizi finanziari, P/e atteso pari a 30, dividend yield del 0,7%, beta di 0,65): nonostante i multipli non certo a sconto, il trend rimane solido anche se volatile.
Waste Management (settore gestione dei rifiuti, P/e atteso pari a 29,5, dividend yield del 1,5%, beta di 0,41): buon titolo per diversificare il portafoglio, anche grazie al basso legame rispetto all’indice di riferimento.
