Gli investimenti settoriali stanno prendendo sempre più piede tra le differenti tipologie di investitori. In particolare modo, per coloro che vogliono incassare rendimenti disallineati rispetto al mercato in generale e cogliere dinamiche specifiche, anche con orizzonte temporale non eccessivo. Un settore che ha storicamente dimostrato una buona resilienza in contesti di mercato difficili, ma al tempo stesso una elevata capacità di seguire la scia di trend positivi, è rappresentato dai titoli assicurativi. Guardando al solo contesto europeo, l’indice Msci Europe Insurance evidenzia attualmente un dividendo eccezionalmente generoso pari al 5,52% lordo annuo; ma anche valori di relativa sottovalutazione rispetto al mercato in generale, con un P/e atteso aggregato appena sopra 10. Se dal punto di vista tecnico la struttura di medio periodo dell’indice rimane contrastata, il beta di 1,1 ma soprattutto la correlazione di 0,80 (con un alpha positivo) hanno aiutato nel delicato 2022. La performance da inizio anno dell’indice di settore europeo si limita a -0,9% rispetto a -11,4% per l’Msci Europe, e il recupero maggiore a livello settoriale si è osservato negli ultimi 2 mesi, con un momentum in crescita su diversi titoli. A 2 anni i rendimenti sono rispettivamente di +32,7% e +19,5%, e a 5 anni + 42,8% e +27% circa. Guardando al lungo periodo, su base ventennale l’indice Msci Europe Insurance ha restituito all’investitore circa l’7,7% medio annuo, rispetto a +6,5% del mercato azionario europeo nel suo complesso.
In termini di esposizione ai fattori di Msci, si fotografa attualmente un netto squilibrio del settore verso il fattore Value, per via del P/e mediamente molto basso di molte società assicurative. Ma anche una enorme rappresentatività del fattore Yield, o Dividend, per la generosità media dei titoli presenti nel benchmark in termini di distribuzione degli utili. Una discreta sovraesposizione nell’indice di settore interessa anche lo stile Low Volatility, mentre Quality è il fattore più in sofferenza come pesi rispetto al mercato in generale. Per gli amanti delle scelte diversificate, tramite Etf e fondi, c’è da tenere presente che Svizzera e Germania valgono assieme circa la metà del benchmark prima indicato, seguite da Regno Unito, Francia, etc. Come sempre è difficile fare di tutta l’erba un fascio, e le differenti situazioni – limitando lo sguardo all’intera area europea- esprimono metriche molto differenti. Nel blocco tedesco i titoli Munich Re (P/e atteso di 11,2, dividend yield del 4,2%, beta di 0,86) e Hannover Re (P/e atteso di 13, dividend yield del 2,8%, beta di 0,75) stanno accelerando con decisione al rialzo, mentre il colosso Allianz (P/e atteso di 10,2, dividend yield del 6,2%, beta di 1,02) è rimasto più indietro sul breve termine. Doverosa una momentanea fase di consolidamento per le prime due azioni, ma successivamente si può ipotizzare un tentativo di rafforzamento rispettivamente verso 280 euro e 175 euro. Allianz agli attuali prezzi è forse più interessante per il cassettista, con il titolo che fatica ad invertire al rialzo ma può contare su un dividendo molto elevato e multipli a sconto, offrendo un buon punto di entrata per chi non ha fretta.
Nel mercato svizzero si segnala in particolare Zurich (P/e atteso di 12,9, dividend yield del 5,1%, beta di 0,75), che potrebbe presto tentare un nuovo allungo verso i massimi primaverili. Swiss Re è invece molto interessante per il dividendo (P/e atteso di 15,7, dividend yield del 7,1%, beta di 0,92) mentre Swiss Life (P/e atteso di 12, dividend yield del 4,8%, beta di 1,1) sta ritestando ora i livelli pre-Covid, con una volatilità sotto controllo. Nel mercato italiano il titolo Generali (P/e atteso di 8,4, dividend yield del 6,6%, beta di 0,92) può vantare sia livelli di sottovalutazione che un dividendo molto elevato, raggiunti per via del forte ridimensionamento delle quotazioni da questa primavera ad oggi: anche in questo caso si tratta di un buon punto di entrata per chi guarda al medio periodo e punta ai generosi dividendi. Nel mercato inglese si segnala la generosità nel distribuire gli utili di Legal&General (P/e atteso di 7,6, dividend yield del 7,1%, beta di 1,51), mentre NN Group è eccezionalmente a sconto rispetto agli utili (P/e atteso di 5,5, dividend yield del 6,2%, beta di 0,76) e il recente storno può rappresentare un’opportunità nel medio periodo. (riproduzione riservata)