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Gli assist all’alto rendimento
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Gli assist all’alto rendimento

Milano Finanza - Numero 166 pag. 37 del 22/08/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

Le mosse delle banche centrali continuano a sostenere gli asset obbligazionari a basso rating, fallen angels in particolare, mentre in ambito emergente spicca la Cina.

High yield ed emergenti valgono una scommessa, con motivazioni differenti. La liquidità delle banche centrali e il programma Pepp (Pandemic Emergency Purchase Programme) della Bce offrono in via continuativa un impressionante supporto agli asset obbligazionari speculativi, che negli ultimi mesi si sono enormemente ridimensionati in termini di rendimento a scadenza. Pur mantenendosi, con le giuste differenziazioni in base alle aree geografiche e valutarie, su valori ancora allettanti rispetto a metà febbraio. Il confronto con le emissioni governative è inoltre impietoso, sempre a favore dei bond speculativi societari, per via dei rendimenti in molti casi negativi o poco superiori allo zero restituiti dalle obbligazioni sovrane con rating medio-alto. Scattiamo di riflesso una fotografia sui alcuni sottostanti speculativi obbligazionari diversificati, per comprendere cosa ci si può attendere in termini di rendimenti attesi. Ovviamente i rendimenti a scadenza di seguito indicati sono un valore da prendere con le pinze in quanto se cambiano le condizioni di mercato, soprattutto in merito a eventuali nuovi lock-down o dinamiche avverse dei rendimenti benchmark, gli yield dei bond corporate speculativi -ma anche delle emissioni dei Paesi emergenti- possono tornare a salire a fianco dei prezzi in contrazione. A tal proposito S&P Global Ratings ha in settimana dichiarato che il tasso di default delle emissioni societarie speculative-grade in Europa potrebbe raggiungere l'8,5% entro giugno del 2021 (dal 3,35% di giugno 2020), sulla scia del deterioramento della qualità del credito particolarmente alto rispetto agli anni precedenti. Si tratta probabilmente di elementi già prezzati, che fanno però comprendere come oggi si navighi in un ambiente artificialmente sostenuto dalle banche centrali e dalle politiche fiscali dei governi, ma sempre sul filo del rasoio. Nell’area euro i corporate bond ad alto rating offrono oggi un rendimento a scadenza prossimo allo 0,60%, non troppo allettante considerando la duration media superiore ai 5 anni. Per coloro che, pur senza rischi valutari, vogliono di più a costo di maggior volatilità è doveroso il passaggio nel mondo degli high yield, con i rischi prima specificati. Attualmente, sulle duration a 3,5 anni, si fotografa uno yield a scadenza di poco superiore al 4% annuo lordo, meno della metà di quanto osservato al culmine della crisi di marzo ma comunque interessante in termini assoluti e relativi. Passando all’area dollaro i bond ad alto rating esprimono attualmente un rendimento a scadenza prossimo al 2,1% annuo, ma la duration sale parecchio spostandosi verso i 9 anni. Chi non ama il rischio tasso, ma predilige quello di credito, ha anche qui a disposizione l’asset class degli high yield in dollari, che oggi rende un buon 4,6% annuo lordo. L’eventuale immunizzazione dalle oscillazioni del cambio è peraltro molto più a buon mercato rispetto allo scorso anno, costando oggi circa lo 0,7% annuo rispetto al 3% del 2019. Un buon compromesso tra le scelte sopra elencate è rappresentato dai fallen angels – disponibili anche attraverso Etf- che rappresentano i bond da poco declassati a high yield ma in precedenza di buon livello. Gli acquisti delle banche centrali favoriscono in particolare queste emissioni, che stanno sovraperformando non di poco gli high yield classici negli ultimi mesi. Oggi sugli strumenti diversificati fallen angels (un mix tra area dollaro e euro) si incassa un rendimento a scadenza del 4,3%, sulle duration di poco superiori a 5 anni. Gli amanti degli emergenti hanno invece a disposizione per le emissioni in dollari uno yield del 4,,2% su duration prossime a 8 anni, ma se si sceglie il rischio di cambio ponderato sulle divise locali emergenti il rendimento resta in linea ma la duration si accorcia di circa 3 anni. In termini di singoli Paesi emergenti una gettone può essere allocato sui bond cinesi, a loro volta facilmente raggiungili tramite strumenti indicizzati quotati, in quanto ci sono ad oggi più spazi di intervento sui tassi di interesse da parte della banca centrale, nel caso servisse, e lo yield è di poco superiore al 3% annuo. (riproduzione riservata)



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