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Ftse Mib, i livelli del nuovo anno
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Buona la prima per il future. Ma quota 28 mila, quella di un anno fa, è lontana

Ftse Mib, i livelli del nuovo anno

MF - Numero 001 pag. 17 del 03/01/2023

Milano Finanza Intelligence Unit

Osservati speciali i settoriali Ftse Italia All Share Utilities e il Ftse Italia All Share Banks. Secondo i trader saranno questi due comparti a decidere le sorti del mercato italiano. Bce permettendo

Se chi parte bene è già a metà dell'opera, allora il 2023 promette grandi perfomance per il mercato finanziario italiano. Nella prima seduta del nuovo anno il future del Ftse Mib ha guadagnato l'1,7% a 24.125 punti, distaccando il suo omologo tedesco (Dax +1%). Purtroppo, i volumi sono stati decisamente bassi, con soli 8.400 contratti rispetto ai già pochi 10.433 contratti dell'ultima seduta dell'anno ma, se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto, si potrà notare che siamo tornati graficamente a lavorare la parte alta della congestione in essere dalla metà di dicembre scorso. Se nelle prossime giornate si riuscisse ad avere lo spunto per tornare al di sopra dei 24.200 punti, allora si potrebbe fare il salto nella congestione superiore, quella che ha come limite inferiore (proprio) l'area dei 24.200 punti, mentre il limite superiore è a 24.860 punti. Se poi, nel corso delle prossime settimane il derivato italiano superasse anche quest'ultima resistenza, La strada verso i 26.000 punti sarebbe spianata. I livelli successivi sono molto lontani, ma vale la pena ricordare che superata quota 26 mila punti, e dopo un target intermedio a 26.800 punti, c'è da raggiungere il massimo del 5 gennaio scorso a 28.095 punti. Chiaramente questa è la migliore delle ipotesi possibili ma, come sanno bene i traders, sui mercati finanziari le speranze non bastano e bisogna fare i conti con la realtà. L'attuale situazione finanziaria mondiale è ancora molto precaria, specie in Europa che, oltre alle criticità sul versante energetico e geopolitico, deve guardarsi da una banca centrale che non dà la necessaria fiducia agli operatori per poter guardare a future posizioni rialziste con sicurezza. Alla luce di queste considerazioni, i trader hanno ancora segnati sui grafici delle loro piattaforme i livelli da monitorare se dovesse partire un movimento ribassista dei mercati. In caso di discesa al di sotto dei 23.600 punti di future, il Ftse Mib avrebbe la possibilità di raggiungere in breve l'area dei 23.200 punti per poi andare a testare la media mobile a 200 periodi che attualmente transita su 22.850. Sotto quella si trova il supporto in area 21.500/21.700 punti, avamposto per infine raggiungere i minimi dell'ottobre scorso a 20.350 punti.

Ci sono due comparti in particolare che andranno seguiti per capire l'orientamento delle prossime settimane del mercato italiano: il Ftse Italia All Share Utilities e il Ftse Italia All Share Banks. Il primo, quello che pesa di più sul listino di Milano, è diventato sempre più centrale con la questione del rialzo del prezzo dell'energia elettrica. Il rapporto di correlazione con l'indice negli ultimi mesi è stato molto alto, e lo dimostra il fatto che la fase di rialzo del Ftse Mib dall'inizio di ottobre del 2022, coincide con il rimbalzo dai minimi del Ftse Italia All Share Utilities dai suoi minimi di periodo di 25.500 punti. Purtroppo, il grafico del settoriale nell'ultimo mese ha mostrato una riduzione della forza e l'impostazione di brevissimo periodo sembra più propendere verso il basso che non viceversa. Un'inversione di tendenza potrebbe arrivare dalle pubblicazioni dei bilanci e delle trimestrali (se positive), ma arriveranno tra un paio di mesi. Le tensioni sui prezzi dell'energia sono decisamente più attuali. Il Ftse Italia All Share Banks, sebbene sia meno pesante dell'altro, ha sempre la sua importanza e fino a quando questo tiene, le velleità ribassiste saranno contenute. Graficamente sta lavorando i massimi di periodo intorno a 9.600 e se l'attuale fase di congestione, dovesse in realtà essere una fase di accumulo anticipatrice di nuovi massimi, è possibile che le banche si portino dietro il mercato, utilities comprese. (riproduzione riservata)



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