Per tutti gli amanti delle medie mobili, l’indicatore Ichimoku Kinko Hyo è il paradiso. Peccato che indichi il mercato italiano alle prese con una fase molto delicata. «Tutta l’area che si estende tra i 19.000 e i 18.400 punti di Ftse Mib è un area di supporto e, in caso di violazione al ribasso, verrà lanciato un segnale short di una certa rilevanza» ha spiegato a Mf TradingOnline, Corrado Rondelli, specialista dell’indicatore e autore di diversi libri sull’argomento (l’ultimo Strategie di trading con l’indicatore Ichimoku Kinko Hyo, Trading Library). Secondo questo tipo di analisi, il mercato italiano si sta avvicinando a un’area di supporto molto importante, chiamata «nuvola» (detta Kumo).
Attraverso questo indicatore infatti non si individuano più singoli punti rilevanti, bensì delle aree, delimitate in maniera dinamica da due linee che a loro volta formano dei supporti e delle resistenze. Attualmente il mercato italiano si trova a ridosso della linea che definisce la parte superiore della nuvola e se i prezzi dovessero entrare pienamente all’interno dell’area indicata ci si troverebbe in un limbo di assenza di trend, prima di assistere ad un movimento dei prezzi imprevedibile e volatile. E conviene che il movimento sia a rialzo «perché la perdita dei prezzi sotto 18.400 punti darebbe un segnale di inversione nel medio termine», spiega Rondelli, «al contrario, un recupero dei prezzi al di sopra dei 20 mila punti di Ftse Mib, non solo allontanerebbe le quotazione dalla nuvola di supporto ma andrebbe a riconquistare anche un’altra media mobile dell’indicatore da non sottovalutare, la Kijun».
Il problema sta tutto qui. L’Hichimoku non è fatto solo di nuvole ma ha anche altri parametri che rafforzano o indeboliscono una tendenza. Si tratta appunto della Kijun e della Tenkan che, a discapito dei nomi, non sono altro che delle medie mobili, rispettivamente a 26 periodi (media mobile lenta) e a 9 periodi (media mobile veloce), calcolate sommando il prezzo massimo della candela e il prezzo minimo diviso due (indipendentemente dal time frame considerato). Le medie mobili tradizionali sono invece calcolate con la chiusura dei prezzi della candela. Ebbene, proprio nella seduta di ieri, lunedì 3 agosto, c’è stato l’incrocio tra le due medie mobili con la veloce che ha tagliato a ribasso la lenta. L’ultima volta che ci fu l’incrocio inverso, era il 26 maggio scorso, contestualmente all’inizio della fase di rialzo che si sviluppò fino al 8 giugno. Per l’indicatore Ichimoku questo tipo di segnale può essere interpretato in tre modi diversi: segnale di vendita forte, quando la media mobile veloce incrocia la lenta verso il basso, al di sotto della Kumo.
Il segnale di vendita neutro c’è invece quando la Tenkan incrocia la Kijun verso il basso (sempre all’interno della Kumo) mentre, come successo in questo preciso caso, si presenta un segnale di vendita debole, quando la media mobile veloce incrocia quella lenta verso il basso, al di sopra della Kumo. Ci sarebbe da considerare un altro componente dell’indicatore, la Chikou, che rappresenta i prezzi alla chiusura della candela dei 26 periodi precedenti. E’ interpretato dai trader che utilizzano questa tecnica come controllo finale della strategia e rappresenta, in base alla sua collocazione (al di sopra o al di sotto dei prezzi), una resistenza e un supporto di massima. Le quotazioni del Ftse Mib, da alcune sedute a questa parte, stanno tentando di passare sotto questa linea, senza però esserci ancora riuscite definitivamente. Praticamente, mollata questa, rimaniamo appesi alla nuvola. Tutta un’altra musica (per ora) con il mercato americano «per cui l’indicatore Hichimoku ha ancora impostati a rialzo tutti i segnali», conclude Rondelli, «con la nuvola che segnala per l’S&P500 delle resistenze a 3.328 punti dei supporti a 3.140 punti. (riproduzione riservata)