È tempo di posizioni long? in perfetto contro trend rispetto alle ultime settimane borsistiche potrebbe sembrare ardito. Tuttavia, alcuni segnali provenienti dai mercati potrebbero anticiparei una stabilizzazione che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe addirittura trasformarsi in una fase di recupero. D'altronde sembra che i mercati abbiano già scontato le criticità degli ultimi mesi, inflazione in primis. Il petrolio nell'ultima settimana ha perso il 13%, tornando sotto ai 110 dollari al barile; la benzina (Gasoline Rbob) è tornata a 3,8 dollari al gallone. Il Natural Gas nell'ultimo mese è sceso del 16%, l'etanolo del 10%, il grano del 20% e l'olio di soia dell'11%. E infatti il Crb index sta finalmente mostrando un inizio di correzione, ancora contenuta ma promettente. Da segnalare poi la stabilizzazione dei rendimenti dei Titoli di Stato Usa e (speriamo) anche europei dopo l'annuncio dello scudo anti-spread, ma soprattutto il calo del 20% nell'ultimo mese del Baltic Dry Index e del 30% del Freightos Baltic Index (Fbx): variazioni significative di questi due indici infatti hanno spesso anticipato inversioni del trend dell'economia e dei mercati. Ma invece che sul più noto Baltic Dry Index, che fornisce l'andamento del prezzo dei trasporti delle principali materie prime via mare (carbone, minerale di ferro, cereali), stavolta è forse più utile concentrarsi sul Freightos Baltic Index (Fbx), il principale indice internazionale delle tariffe di trasporto per container da 40 piedi (Feu). A differenza di altri indici di trasporto, Fbx si basa su dati aziendali aggregati anonimi in tempo reale provenienti da vettori e spedizionieri che utilizzano la piattaforma di gestione delle tariffe di trasporto WebCargo.
I prezzi utilizzati nell'indice sono spot a breve termine Freight All Kind (Fak) e relativi supplementi tra vettori e spedizionieri. I valori dell'indice sono calcolati prendendo il prezzo mediano (eliminando i valori anomali ), con ponderazione per vettore. Ogni mese vengono raccolti da 50 a 70 milioni di prezzi da cui poi si estraggono i dati finali. Per queste peculiarità, i (pochi) trader che se ne intendono lo preferiscono allo Shangai Containerized Freight Index, l'altro indice di riferimento per il business dello spostamento dei container (creato dal governo cinese nel 2005 e supervisionato da Kpmg), che però viene segnalato solo una volta a settimana e copre solo le tariffe spot per l'export da Shanghai verso 15 porti in tutto il mondo.
Fino al giugno 2020 l'Fbx ha sempre veleggiato sui 1.500 dollari a container salvo poi cominciare una salita sempre più ripida che, nell'aprile 2021, l'ha fatto arrivare fino a 4.500 dollari. La situazione da quel momento non ha fatto altro che peggiorare, spinto dal rialzo dei costi del carburante, tanto da raggiungere il 16 settembre 2021 il massimo storico a 11.109 dollari, dieci volte di più rispetto a un anno prima. Da qual momento però si è assistito a una prima stabilizzazione dei prezzi intorno ai 9.500 dollari per poi, da inizio marzo, cominciare una discesa che ha portato alla chiusura di ieri a 7.100 dollari. Graficamente c'è ancora spazio per uno storno dei prezzi data la presenza in area 6.500 dollari del supporto statico rappresentato dal massimo relativo di un anno fa. Difficile dire adesso se a quel punto l'indice rimbalzerà o romperà il supporto, ma in caso di violazione ribassista il successivo approdo sarebbe in area 5.000 dollari. Se anche questa volta l'Fbx si dovesse dimostrare anticipatore e contrarian sull'economia mondiale, nei prossimi mesi potrebbe avverarsi un rimbalzo dei mercati. Da qui l'ipotesi di un'operazione rialzista per l'estate.
Ma quale mercato scegliere? Considerato il differenziale di standing tra Fed e Bce, le due banche centrali principali, è forse più indicato scegliere il mercato Usa che dà più fiducia nella gestione dell'inflazione, attraverso una politica monetaria più decisa e incisiva rispetto a quella della Bce, che deve fare i conti con un'economia più fragile. Lo S&P 500 oggi sembra vere una base molto solida in area 3.500/3.550 punti da cui è possibile un rimbalzo e forse anche un ritorno in area 3.850 punti in prima battuta, per poi estendere il rimbalzo fino alla resistenza di 4.200 punti, formata dalla serie di massimi tra la fine di maggio e l'inizio di giugno. Difficile, alle attuali condizioni, mirare a un target al di sopra di quella resistenza perché in quel punto passa anche la resistenza dinamica formata dalla linea di tendenza partita dal massimo storico del gennaio 2022 a 4.808 punti e delineatasi unendo e prolungando l'altro massimo relativo dell'aprile 2021 a 4.600 punti. Sarà dura superare subito tale linea. L'analisi grafica del future Usa indica con certezza la soglia da non superare al ribasso: sotto il supporto statico di 3.500 dollari la posizione rialzista verrebbe invalidata e quindi lo stop loss deve essere appena sotto questo livello.
Più incerta la situazione del Ftse Mib: l'indice italiano ha chiuso ieri a ridosso di 22 mila. Il livello rappresenta già un supporto statico di medio termine e in caso di ulteriore debolezza il prossimo floor si trova a 21.200 punti, sul minimo del 7 marzo. Il mercato italiano nonostante la stabilizzazione dello spread grazie all'annuncio dello scudo antispread rimane sotto la lente della speculazione e dà l'impressione che basti veramente poco per riprendere il trend ribassista. (riproduzione riservata)