skin track
Speciali Trading Leggi dopo

l’elevata volatilità degli ultimi mesi fa lievitare i risultati di ActivTrades e Ig

Conti record per i broker esteri

MFT - Numero 147 pag. 19 del 28/07/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

Il primo ha registrato un fatturato semestrale di 31 milioni di sterline, il triplo rispetto a un anno prima, mentre l’altro ha annunciato ricavi annui per 649,2 milioni di sterline, in aumento del 36%

Continuano i profitti record per i broker del trading online che, grazie all’eccezionale volatilità dei primi mesi del 2020 (febbraio e marzo in particolare), hanno visto conti e operatività in forte crescita. Dopo le semestrali dei broker italiani delle scorse settimane, a certificare la tendenza sono anche arrivati i dati di IG e ActivTrades, due tra i principali broker internazionali di cfd che operano in Italia con autorizzazione sia da parte di Fca che di Consob.

Il broker online ActivTrades nei primi sei mesi dell’anno ha registrato un fatturato di 30,9 milioni di sterline (33 milioni di euro), oltre il triplo rispetto al primo semestre 2019. Si tratta di valori già superiori ai 20,6 milioni registrati in tutto il 2019. Se venisse mantenuta questa tendenza alla fine del 2020 gli utili lordi potrebbero segnare un nuovo record visto che hanno già raggiunto quota 19 milioni di sterline (20,8 milioni di euro). «Siamo molto soddisfatti. Ci aspettavamo un anno positivo ma questi risultati vanno oltre le nostre stime», ha dichiarato Alex Pusco, ceo di ActivTrades. La performance del broker è arrivata nel mezzo della crisi provocata dal Covid-19, con i volumi e la volatilità che sono aumentati in modo significativo consentendo di incrementare i profitti per l’intermediazione.

Ne ha beneficiato anche IG Group Holding che a livello mondiale per l’anno fiscale chiuso il 31 maggio 2020, ha annunciato ricavi netti annuali della divisione trading in aumento del 36% a 649,2 milioni di sterline (710,6 milioni di euro) con un profitto al lordo delle imposte di 259,5 milioni di sterline (284 milioni di euro). In linea con l’anno precedente a 43,2 pence per azione (0,47 euro) invece il dividendo. Il netto miglioramento del bilancio è buona parte spiegabile con il dato sui clienti attivi, cresciuto del 34% a quota 239.600, con gran parte dei 96.900 nuovi clienti arrivati negli ultimi sei mesi. Sarà una bella sfida poter replicare l’anno appena passato, visto anche che il gruppo prevede un ritorno a livelli di volatilità di mercato più normali nel corso del prossimo esercizio. «Siamo soddisfatti dei traguardi raggiunti quest’anno», ha commentato Fabio de Cillis, responsabile Italia del gruppo, «ottenuti grazie a prodotti flessibili e innovativi».

I dati di bilancio sono coperti però da un velo di amarezza a causa della scomparsa, il 24 luglio scorso, di John Stuart Wheeler, fervente finanziatore del partito conservatore e tesoriere del partito per l’Indipendenza della Gran Bretagna nel 2014, tanto da guadagnarsi il nomignolo di Bankers della Brexit, ma soprattutto fondatore di IG nel 1974 (allora IG Index), che ha poi ceduto nel 2003. Insomma u gigante della finanza anglosassone, che ha iniziato la sua vita come giocatore d’azzardo professionista. La svolta avvenne con la fine degli accordi di Bretton Woods sulla convertibilità dell’oro, quando intuì le potenzialità dello spread betting, prodotto finanziario derivato che dava la possibilità a tutti di scommettere sul fixing dell’oro (da qui IG Index-Investors Gold Index).

L’innovazione consetì di fatto una sorta di democratizzazione (nel bene e nel male) degli investimenti su asset finanziari, prima alla portata solo dei più facoltosi a causa da imposte tali da fare da barriere all’entrata. Per la natura fiscale particolare che ricopre i prodotti di spread betting, questi erano difficilmente esportabili fuori da Gran Bretagna e Irlanda. Nel 1990 un altro punto di svolta quando due dipendenti di Ubs costruirono i Cfd (Contract for Difference), degli swap che avevano il vantaggio di essere un prodotto a marginazione ma esente dalla stamp duty (tassa sulle transazioni finanziarie in Gran Bretagna). Questi prodotti si diffusero molto rapidamente tra hedge fund e investitori istituzionali, ma non per molto perché Wheleer, affiancando a ogni emissione di spread betting anche un cfd con medesimo sottostante, riuscì a favorirne l’espansione anche presso il pubblico retail.

Con il passare degli anni, questi strumenti finanziari sono diventati di uso comune tra i trader più evoluti che, sfruttando l’effetto leva intrinseco al prodotto, costruiscono portafogli diversificati utilizzando solo una minima parte di liquidità. I cfd vengono anche utilizzati dalle piccole e medie imprese per coprirsi dal rischio di cambio o per hedge sulle materie prime (fissando i prezzi al momento dell’acquisto o quando ritenuto più conveniente). Purtroppo, come spesso accade, un valido strumento finanziario può comportare anche dei rischi se non conosciuto e maneggiato a dovere. Negli ultimi anni, i cfd sono stati spesso utilizzati in maniera troppo disinvolta da chi aveva poca esperienza in campo finanziario, utilizzando tutta la leva consentita (che poteva arrivare oltre a 200 volte) magari su un solo sottostante, magari spinti da broker senza scrupoli.

Un’amara lezione per tutti arrivò nel gennaio del 2015 con la decisione a sorpresa della banca centrale svizzera di eliminare il tasso di cambio fisso minimo con l’euro a 1,20 franchi. La notizia provocò un flash crash sui tassi di cambio legato al franco e in particolare sull’euro/franco svizzero. Saltarono conti e broker tanto che l’Esma (l’autorità di controllo sui mercati finanziari in Europa) decise di mettere un freno limitando la leva sui cfd a 30 di massimo (e addirittura riducendola fino ad azzerarla per alcuni sottostanti). Alle opzioni binarie andò anche peggio perché vennero bandite dal mercato europeo. Certo esistono ancora Paesi e paradisi fiscali dove gli organi di controllo hanno maglie molto larghe consentendo a broker poco professionali di offrire la leva alla massima potenza. Per chi vuol fare trading seriamente le regole sono poche e sempre valide: studiare prima come funzionano mercati e prodotti finanziari, trovare il broker giusto per la propria operatività, possibilmente autorizzato da un Paese e da un organo di controllo serio (Consob su tutti). E in ultimo preferire quelli che hanno la banca depositaria in Italia perchè inviare denaro fuori porta è sempre facile, farlo tornare indietro può invece risultare arduo. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza