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Come si sale sul treno del rame
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il metallo ha registrato un rialzo del 50% rispetto ai minimi relativi di marzo

Come si sale sul treno del rame

MFT - Numero 142 pag. 19 del 21/07/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

Il calo dei contagi in Cina ed Europa ha fatto ripartire la domanda nel settore delle infrastrutture E un’ulteriore spinta potrebbe presto arrivare dalle agitazioni e dagli scioperi dei minatori in Cile

Trader galvanizzati dal rame che, negli ultimi quattro mesi, ha registrato uno dei trend rialzisti più interessanti che si siano visti sulla materia prima. E ci sono i presupposti perché il trend possa proseguire. Dopo una partenza di anno difficile, culminata con il minimo del 19 marzo a 1,97 dollari la libbra (quotazione del futures sul Cme), il metallo ha visto il suo valore crescere di oltre il 50% andando sistematicamente ad infrangere tutte le barriere, compresa la resistenza formata dall’ultimo massimo relativo del 16 gennaio 2020 a 2,88 dollari.

La violazione ha prodotto un movimento rialzista culminato con il picco del 13 luglio scorso a 2,99 dollari, poco sotto l’altra soglia psicologica dei 3 dollari. Lo storno che ha seguito i giorni successivi, ha riportato le contrattazioni a ridosso della precedente resistenza, ora diventata supporto, dei 2,88 dollari, dando la possibilità ai commodities trader di rientrare a rialzo. Tuttavia, le attuali quotazioni, con la chiusura della seduta di ieri lunedì 20 luglio a 2,92 dollari permettono ai ritardatari di salire ancora su un treno che potrebbe essere in corsa e diretto molto lontano. Tecnicamente, il rapporto rischio/rendimento di un’operazione rialzista è ancora a favore dell’operatore. Lo stop loss di una simile operazione andrebbe infatti posizionato poco sotto il minimo del 16 luglio scorso a 2,84 dollari. Praticamente si andrebbe a rischiare un 2,5% per puntare però a dei target molto ambiziosi.

L’area dei 3 dollari, naturalmente, è il primo target di breve periodo, superato il quale però si metterebbe nel mirino i massimi mensili di giugno 2018 a 3,30 dollari, per poi allungare verso i top di dicembre 2013 a 3,42 dollari. L’operazione andrà però gestita attivamente perché non si può pretendere che si faccia una tirata unica. Conviene infatti massimizzare le performance attraverso l’uso di un trailing stop, uno stop loss dinamico che si aggiorna automaticamente al rialzo man mano che il sottostante sale. Anche perché utilizzando il future sul Cme, ogni punto equivale a 12,5 dollari e vale dunque la pena proteggere i propri guadagni. A livello fondamentale, saranno due i fattori molto importanti per il proseguo del rally del rame. In primis, la questione Covid-19 e contagi. Il rallentamento dei contagi in Cina e in Europa, ha ridato fiducia agli operatori per una ripresa a pieno regime del settore delle costruzioni dove il rame è fondamentale per le sue caratteristiche anticorrosive. Il secondo aspetto che potrebbe imprimere forza alla materia prima sono le recenti tensioni tra minatori e proprietari di cave in Cile.

I lavoratori delle miniere di Zaldivar di proprietà della Antofagasta Minerals, la settimana scorsa hanno votato a favore di uno sciopero per migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro respingendo una prima offerta di aumento salariale fatta dalla società. Per ora l’intervento de governo cileno è servito a prendere tempo per mediare una soluzione condivisa, ma le differenze permangono. Se non si dovesse trovare un accordo di medio/lungo termine un eventuale sciopero andrebbe a colpire il livello delle scorte mondiali che sono aumentate del 20% nell’ultima settimana ma rimangono abbondantemente inferiori (-65%) rispetto ai picchi di marzo. Sul breve termine saranno questi i due driver che daranno la direzione alla materia prima, mentre sul medio/lungo periodo gli analisti si attendono una stabilizzazione dei prezzi proprio su queste quotazioni. (riproduzione riservata)



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