Ogni quattro anni, le elezioni presidenziali americane rappresentano un evento chiave non solo dal punto di vista politico, ma anche per i mercati finanziari. E un evento che si ripete ogni quattro anni, è un’occasione troppo ghiotta per i trader che lavorano con le stagionalità. <Il ciclo presidenziale di quattro anni ha storicamente mostrato un pattern preciso che si riflette sull’andamento dello S&P 500>, spiega Andrea Vaturi, opzionista e formatore di Vantaggio Sleale, che continua: <questo ciclo può essere suddiviso in quattro fasi, ognuna delle quali offre implicazioni diverse per gli investitori>. Secondo lo specialista bisogna dunque suddividere l’arco di un ciclo presidenziale in quattro momenti diversi, con quattro dinamiche diverse ma che tendono a ripetersi statisticamente.
Partendo dalle fase Post-Elezione (Anno 1), questa è generalmente caratterizzata da un cauto ottimismo. La conferma di una nuova amministrazione porta a una fase di crescita moderata dei mercati, mentre gli investitori attendono di vedere come verranno implementate le politiche promesse. Il payoff per gli investitori è spesso più conservativo. C’è poi la fase Midterm (Anno 2), che è caratterizzata generalmente come l'anno più turbolento di un’amministrazione. I mercati, di fronte a possibili cambiamenti legislativi, tendono a subire maggiori oscillazioni. Storicamente, in questo periodo si sono osservate correzioni significative. La fase Pre-Elezioni (Anno 3, l’anno pre-elettorale), è spesso il migliore per i mercati. Sono quegli anni dove le amministrazioni in carica cercano di implementare politiche economiche che favoriscano la crescita e migliorino le loro chance di rielezione, spingendo lo S&P 500 verso rialzi significativi. Infine c’è la fase attuale, quella dell’Anno Elettorale (Anno 4).
Il 2024 è un anno elettorale e, come in passato, ci si aspetta un aumento della volatilità. I mercati tendono a essere influenzati dall’incertezza politica e dalle possibili implicazioni economiche di un cambio di leadership. La volatilità è particolarmente marcata nei mesi che precedono e seguono l'elezione. L’incertezza associata a una campagna elettorale, soprattutto negli Stati Uniti, provoca un aumento della volatilità implicita, spesso misurata dall'indice VIX. Come evidenziato dalle elezioni del 2016 e del 2020, l’aumento della volatilità può offrire opportunità per strategie di copertura e trading di breve termine. <Nel contesto delle elezioni del 2024, c’è stato il solito aumento della volatilità implicita nei giorni precedenti l'evento elettorale e ci aspettiamo un crollo di essa nelle settimane successive>, ha detto Vaturi, che poi specifica: <tuttavia, la storia ci insegna che, a meno di eventi imprevisti, l’S&P 500 tende a riprendere una traiettoria di crescita dopo l’elezione, man mano che l’incertezza politica si dissolve.
Secondo l’opzionista, per capitalizzare quest’ultima dinamica, si può costruire una strategia in opzioni appositamente creata per sfruttare le caratteristiche uniche del periodo elettorale: una Reverse Call Calendar Spread.
La combinazione di una strategia con opzioni, come la Reverse Call Calendar Spread, e l’analisi stagionale del mercato può fornire un vantaggio significativo. Gli investitori che comprendono i pattern storici e l’impatto delle elezioni sui mercati possono posizionarsi strategicamente per beneficiare della volatilità.
In particolare, l’analisi stagionale mostra che il periodo elettorale tende a portare con sé volatilità e movimenti di mercato significativi. Storicamente, una volta che l’incertezza elettorale si dissipa, il mercato si stabilizza e riprende una traiettoria di crescita. Le opzioni permettono di trarre vantaggio da questi movimenti, sia in direzione rialzista che ribassista.
Per attuare questa strategia si può usare come sottostante lo Spy, l’Etf che replica l’andamento dell’S&P 500. Ecco i dettagli della strategia: comprare una Call con strike 590 e scadenza 15 novembre 2024 e contestualmente vendere una Call con strike 596 e scadenza 20 dicembre 2024. <Questa configurazione crea un payoff particolare, con la caratteristica distintiva di non avere rischio né sull'upside né sul downside in caso di movimento estremo del mercato>, analizza il trader. In pratica, pure se l'S&P 500 dovesse registrare un forte rialzo o ribasso a seguito delle elezioni, la strategia produrrebbe guadagni in entrambi i casi. Vaturi avverte però che non ci sono mai pasti gratis in finanza, specificando che c'è un'area di payoff più debole: se il prezzo del sottostante rimane stabile o si muove di poco entro il range di strike (590-596 punti), la strategia potrebbe soffrire di perdite.
Qui tuttavia torna in gioco la stagionalità perché questo scenario è piuttosto improbabile durante un periodo storicamente volatile come quello post-elettorale. In più, la strategia è vega negativa, il che significa che una discesa della volatilità implicita media migliorerà ulteriormente il payoff. Il rischio principale associato a questa strategia è il decadimento temporale. Ed è per questo che il trader deve essere attivo considerato che l'intento è di chiudere la posizione pochi giorni dopo l'evento elettorale o subito dopo il primo movimento forte del mercato post-elezione, evitando il rischio di perdere valore a causa del tempo.
<È fondamentale monitorare attentamente la strategia e considerare il money management>, ha concluso Vaturi. Il rischio massimo stimato è nell’ordine dei 300-400 dollari, che può verificarsi se il mercato si muove poco o in modo sfavorevole rispetto al payoff. Non bisogna poi dimenticare i margini, alcuni broker, come Interactive Brokers, richiedono poco poco margine per una posizione come quella sopra descritta, mentre altri, potrebbero richiedere margini più alti poiché vedono la call venduta come <naked>.