Un mare calmo non ha mai reso esperto un marinaio, diceva Franklin D. Roosvelt. E per capire quando il mare dei mercati finanziari è in tempesta c'è solo una bussola possibile: il Vix. Ma in anticipo rispetto al Vix, c'è la Vvix. Chiunque voglia diventare un trader professionista, o anche solo migliorare la propria educazione finanziaria, deve necessariamente conoscere quello che viene impropriamente definito l'indice della paura. «Il Vix è l'indice della volatilità e non misura quanto si è mosso il mercato, bensì misura quanto gli operatori pensano che si muoverà. In pratica, è una sorta di stima sulla volatilità futura attesa», sostiene Mirko Castigliani che, insieme e Andrea Vaturi, ha fondato Vantaggio Sleale, società specializzata nella formazione e nell'educazione finanziaria. Ma com'è possibile una stima sul futuro? Chi la fa questa stima? Per capire il funzionamento del Vix bisogna innanzitutto capire che alla base di questo ci sono le opzioni, tanto che il Vix in realtà è un indice che misura il livello di valore estrinseco delle opzioni sul S&p 500. «Per rendere bene l'idea», specificano i due esperti, «è utile fare un esempio pratico: in una città dove avvengono molti incidenti d'auto, i premi assicurativi saranno certamente più alti rispetto ad un'altra città, dove i guidatori sono particolarmente attenti e gli incidenti sono estremamente rari».
Il discorso è un po' lo stesso col Vix: siccome le opzioni sono dei contratti di natura assicurativa, è sostanzialmente come dire che nella città «S&P500» quando la situazione si surriscalda un po' e le compagnie assicurative (i venditori di opzioni) pensano che a breve inizieranno ad esserci più incidenti (maggiore volatilità) allora alzeranno i premi; viceversa, se ritengono che la situazione sarà tranquilla, abbasseranno i premi, come è normale che sia in un mercato efficiente. «Il Vix non fa altro che ritrarre su un grafico questa dinamica: noi vediamo una linea che schizza verso l'alto quando c'è il momento di tempesta e che si abbassa quando il mare è calmo», spiega Castigliani. Il Vix non è tuttavia il solo indice da prendere in considerazione se si vuole avere una fotografia dello stato di salute dei mercati finanziari perché c'è un altro indice che può anticipare il Vix stesso: il Vvix, ovvero la volatilità della volatilità. Questo indicatore è stato sviluppato dal Cboe (Chicago Board Options Exchange) e misura la variazione attesa della volatilità del forward-price a 30 giorni del Vix. Questo forward-price è il prezzo di un ipotetico contratto future del Vix che scade fra esattamente 30 giorni e riflette il prezzo di un portafoglio di opzioni At the money e Out of the money sul Vix. Il metodo di calcolo è lo stesso utilizzato per calcolare il Vix dalle opzioni sull'indice S&P500. Il primo passo è quello di trovare la varianza attesa corrispondente alle diverse scadenze delle opzioni sul Vix per poi interpolare la varianza attesa a 30 giorni e infine prendere la radice quadrata di quel numero e moltiplicarla per 100, in modo da esprimere il Vvix in percentuale. Ma come trasformare tutto questo in un'operazione di trading? Secondo Castigliani e Vaturi, con l'attuale valore di Vvix a 90,50 punti, contro una media degli ultimi 5 anni di 106,28 punti, si potrebbe andare long sul Vix puntando ad una risalita della volatilità. Ci sono due strategie possibili, entrambe a rischio ben definito dove la prima consiste nell'acquistare una call con strike 30 e scadenza 17 agosto 2022, per un costo di 315 dollari, che corrisponde al massimo rischio e al margine richiesto dal broker per aprire il trade. Essa dovrà essere chiusa se e quando avrà realizzato il 100% di profitto rispetto al premio pagato o lasciar scadere senza valore. La seconda strategia consiste nel vendere un credit spread rialzista (Bull put spread). Lo spread ad esempio che vende la put strike 24 e compra la put strike 23, paga 0,45 punti, che corrispondono a 45 dollari ed, essendo larga 1 punto, ne rischia 55$. A quel punto ogni trader potrà calibrare il proprio risk management a piacimento e aprire quanti spread desidera considerando che ognuno, appunto, rischia circa 55$. «Da chiudere quando ha realizzato più del 60/70% del massimo profitto o far scadere completamente in the money», concludono gli specialisti. (riproduzione riservata)